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Messaggi del 12/07/2020

La focaccia

Post n°3376 pubblicato il 12 Luglio 2020 da namy0000
 

La focaccia

Una focaccia preparata e cotta  obbedendo. Un’obbedienza fatta tutta di fede e di umiltà, come la focaccia, fatta tutta di farina e di olio. Elia aveva fede, e ha trasmesso la sua fede alla donna pagana di Zarepta. Questa ha ubbidito, ha fatto la focaccia per Elia, e Dio l’h premiata: infatti la farina e l’olio dei suoi recipienti non finiva mai, per tutto il tempo della carestia. Così Gesù vuole che i suoi ubbidiscano, perché siano sale della terra e luce del mondo.

Ubbidire….. parola antipatica, non ti pare? Ma diventa sinonimo di benedizione quando esprime fede. I discepoli debbono accogliere le sue parole ubbidendo, senza sostituirle con i pensieri del mondo privo di Dio.

Che meraviglia! Discepoli poveri, mansueti, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, decisi a fare la volontà del Padre pur se perseguitati, sono una meraviglia e un prodigio più grande della farina e dell’olio che, invece di calare, crescono nei recipienti della vedova povera. Una vera benedizione per il mondo e benedetti essi stessi! Proviamo a ubbidire!

 
 
 

Il ritorno dei pattini

Post n°3375 pubblicato il 12 Luglio 2020 da namy0000
 

Il ritorno dei pattini

(Il Post 11 luglio 2020)

A causa delle restrizioni per il coronavirus e di TikTok, da mesi è pieno di ragazzi che ballano e fanno acrobazie pattinando

Pattinare sta tornando di moda a causa delle restrizioni imposte per contenere il coronavirus e grazie a TikTok, il social network più usato dagli adolescenti per condividere brevi e divertenti video. Il fenomeno è particolarmente diffuso negli Stati Uniti ed è stato raccontato da molti giornali, dal New York Times a BuzzFeed, ma sta arrivando anche in altri paesi e regioni, tra cui l’Europa.

Le restrizioni agli spostamenti e l’imposizione del distanziamento fisico hanno comportato la sospensione degli sport di squadra, costretto molte persone a fare sport in modo solitario a casa, in giardino o nei dintorni della propria abitazione; inoltre molti stanno cercando modi alternativi ai mezzi pubblici per spostarsi, come le biciclette e i monopattini. Tutte queste ragioni hanno portato al successo del pattinaggio, che si può praticare in garage, nella strada sotto casa, al parco senza creare assembramenti, e che permette anche di spostarsi per tragitti non troppo lunghi. In più pattinare è divertente e non troppo difficile, non è costoso e permette di comprarsi un oggetto colorato che mette di buon umore. Per finire, soddisfa la nostalgia per gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, che negli ultimi anni è stata un fattore importante nel determinare anche come ci vestiamo.

I pattini, sia i quad a quattro ruote che quelli con le rotelle allineate (i cosiddetti pattini in linea), non si vedevano così tanto dagli anni Novanta: da allora erano stati soppiantati da altre forme di trasporto e divertimento all’aperto. Ad aprile però, dopo l’approvazione delle misure restrittive in alcuni degli Stati Uniti, le vendite dei pattini sono aumentate. Tom Hyser, uno dei direttori del marketing di Rollerblade, l’azienda fondata nel 1980 che ha reso popolari i pattini in linea, ha raccontato al sito GearJunkie che c’è stato un aumento nelle richieste del 300 per cento negli ultimi due mesi. John Rushin, direttore del marketing di K2, un altro grosso produttore di pattini in linea, ha detto che prima delle restrizioni «le vendite erano paragonabili a quelle dell’anno precedente. In quel momento niente faceva pensare che sarebbe successo qualcosa di grosso. Poi, una volta arrivato aprile, l’interesse e le vendite per i pattini in linea sono aumentati all’improvviso».

Secondo Rushin, questo successo «ha qualcosa a che fare con l’interruzione della stagione degli sci e degli sport invernali» a causa del coronavirus, perché i pattini in linea assicurano un’esperienza simile a quella degli sci, del pattinaggio e dell’hockey su ghiaccio. Inoltre gli adolescenti che negli anni Ottanta e Novanta passavano i pomeriggi sui Rollerblade, ora sono adulti che spesso hanno figli a cui insegnare a pattinare. Sia Rollerblade che K2 hanno notato che lo sport si è diffuso in varie fasce demografiche: tra giovani, adulti, uomini, donne e classi socioeconomiche diverse.

Contemporaneamente, i social network, soprattutto Instagram e TikTok – dove l’hashtag #roller-skating ha più di 2 miliardi di visualizzazioni – si sono riempiti di video di gente che pattina e di tutorial su come farlo, con la conseguente nascita di nuovi marchi di pattini e abbigliamento dedicato. Il New York Times ha parlato, per esempio, con Marawa Ibrahim, che vende una linea di pattini e di vestiti: ha raccontato che «da quando è iniziato il lockdown, le vendite sono salite. Siamo rimasti completamente senza pattini, come tutti i rivenditori». Secondo lei, che pattina da quando aveva due anni, il motivo «è il connubio perfetto tra social media come TikTok, il lockdown e gente in cerca di cose visualmente kitsch».

Tra le persone che più hanno contribuito alla moda dei pattini su TikTok c’è l’attrice e ballerina Ana Coto, che ha 29 anni e vive a Los Angeles. Coto ha iniziato a pattinare tre anni fa, e a febbraio ha aperto un account su TikTok interamente dedicato a video in cui la si vede pattinare ballando nelle strade della città. Uno dei suoi video più famosi, sulla colonna sonora di Jenny From the Block di Jennifer Lopez, è stato visto più di 2,1 milioni di volte su TikTok.

Coto non è l’unica: sui social ci sono sempre più video di ragazzi impegnati in acrobazie sui pattini e ragazze che danzano, eseguendo complicate coreografie. Tra loro c’è Marician Dedeaux Brown, che ha 23 anni, vive in California e fa parte del corpo dei Marines: ha iniziato a pattinare tre mesi fa dopo aver visto video di ragazze che lo facevano su TikTok e ora ha aperto anche lei un account: ha quasi 120mila followers e alcuni suoi video hanno superato le 600mila visualizzazioni. Secondo Brown, pattinare aiuta a scaricare la tensione, ma è terapeutico anche per chi deve restare in casa a causa del lockdown perché trasmette un senso di leggerezza e divertimento.

Per finire, il ritorno dei pattini è in qualche modo legato alle proteste contro il razzismo in seguito alla morte di George Floyd e alla richiesta di maggior attenzione verso le persone nere, le minoranze in generale e la loro cultura. Il pattinaggio è stato molto praticato dalla comunità nera e ha avuto un ruolo importante anche nella nascita dell’hip hop, visto che molti rapper si esibivano sulle piste di pattinaggio quando gli era proibito farlo altrove, come ha raccontato anche il documentario United Skates, uscito nel 2019.

In molti hanno raccontato che nella comunità afroamericana underground il pattinaggio non era mai passato di moda e si tenevano feste a tema. Toni Bravo, una ventenne che vive in California, ha creato un account su TikTok per spiegare come la cultura nera abbia aiutato a definire la cultura del pattinaggio. C’è anche chi ha partecipato sui pattini alle manifestazioni antirazziste del movimento Black Lives Matter.

 
 
 

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