Messaggi del 06/12/2025
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Post n°4185 pubblicato il 06 Dicembre 2025 da namy0000
Tag: accoglienza, agire, aiuto, azione, compiti scolastici, dono, impegno, mettersi in gioco, speranza, suore, volontari Tutti i colori dell’Amore La casa Il mandorlo di Treviso aiuta nei compiti scolastici i ragazzini che arrivano da tutto il mondo Suor Liviana Poma delle Suore Maestre di Santa Dorotea racconta come è nata la casa Il mandorlo e il doposcuola più colorato di Treviso. «Li incontrerete ai campi, per le strade, ai divertimenti, diceva il nostro fondatore, beato Luca Passi». «Avevamo un rapporto antico con questa città e volevamo esserci nelle situazioni più fragili. Riflettendo tra consorelle, abbiamo identificato l’area di Santa Bona, San Liberale, Immacolata, San Paolo, dove a una folta comunità di immigrati si aggiungevano comunità nomadi». Oggi la loro casa accoglie ragazzi che hanno bisogno di aiuto nei compiti scolastici: una cinquantina provenienti dalle primarie della zona e dalla secondaria di primo grado. «Siamo partite in tre, oggi siamo quattro suore e ci affiancano trenta volontari. D’estate arrivano anche i liceali del vicino Da Vinci. Qualcuno mi dice: “Madre, io non sono credente ma voglio aiutare”, rispondo “sei il benvenuto”. Accogliere e amare senza tanto giudicare». Così arrivano i giovani figli di immigrati, i ragazzini sinti e rom. Ci sono cristiani, musulmani, qualche bambina viene con il velo. Ora c’è anche suor Jeanne. «È congolese e francofona, parla molti dialetti tribali: è la forza del nostro istituto che guarda al locale e al mondo, siamo presenti anche in America Latina e in Albania». Il mandorlo è il primo albero a fiorire e l’ultimo a caricarsi di frutti. «La casa inaugurata nel 2012, il 22 gennaio, giorno natale del fondatore, è stata battezzata così perché il nostro spirito è quello di lavorare con pazienza, il frutto maturerà». Sono arrivate nel 2009 nel quartiere, prima in un piccolo appartamento, poi hanno restaurato un vecchio edificio: camere, cucine e spazi adeguati all’attività di accoglienza. La casa è un via vai di volontari e ragazzini, chi aiuta in cucina, chi nelle sale per le attività, chi si raccoglie nella cappellina. Tutti desiderano dare una mano alle suore dorotee. – Mariano M. |
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Post n°4184 pubblicato il 06 Dicembre 2025 da namy0000
2025, FC n. 49 del 7 dicembre Piccoli negozi che chiudono, centri commerciali che aprono L’era dei “social” non è… sociale “Che tristezza, un’amica mi ha girato il video di una strada di Atene, non periferica, dove i negozi sono tutti chiusi, le strade dissestate e l’abbandono è evidente. Purtroppo, è ciò che sta succedendo anche in molte città italiane grandi e piccole con l’avvento dei supermercati, centri commerciali e vendite online. Anche i social ci stanno privando della necessità e del piacere della comunicazione in presenza. Sopravvivono ormai solo bar, pizzerie e ristoranti (finché la gente avrà i soldi per andarci!). È un cambiamento forse neanche equiparabile al passaggio dalla pastorizia nomade all’agricoltura nell’antichità. Quel cambiamento produsse aggregazione, nascita di agglomerati urbani e di mestieri necessari al funzionamento della nuova società. Dagli ultimi trent’anni, e forse nei prossimi, assisteremo alla disgregazione di un modo di vivere millenario senza che si possa intravvedere un’alternativa a misura d’uomo? L’Homo faber che abbiamo conosciuto conserverà l’uso del pollice opponibile solo per digitare su una tastiera – Nadia M” |


Inviato da: animasug
il 28/07/2025 alle 13:38
Inviato da: vitaslim
il 08/09/2024 alle 08:55
Inviato da: vitaslim
il 08/09/2024 alle 08:54
Inviato da: animasug
il 13/08/2024 alle 15:52
Inviato da: cassetta2
il 05/08/2024 alle 10:19