Messaggi del 15/01/2026
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Post n°4198 pubblicato il 15 Gennaio 2026 da namy0000
2026, Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, FC n. 2 del 11 gennaio Non sopporto più le litigate tra bimbe su chi è la migliore amica Non ne posso più delle dinamiche tra bambine! Dieci anni e non fanno che litigare per chi sta con chi. “Quella vuole essere la mia migliore amica, ma io ne ho già un’altra”. Quando poi sono in tre, peggio, mi sento: c’è sempre un terzo incomodo. “Vuole giocare con me ma io voglio giocare con l’altra”. Di fronte a queste lamentele di mia figlia, a volte perdo la pazienza o, peggio, vado su tutte le furie e me la prendo con lei, dicendole: “Ma non sapete giocare tutte insieme?!”. Non riesco a rimanere tranquilla. Perché il tutto è condito dalle lacrime di quella che, a turno, viene esclusa… Dico la verità: non invidio le maestre. Sarà che io sono stata una bambina facile. Mi piaceva giocare più coi maschi che con le femmine e non avevo tutte queste fatiche relazionali. Cara Regina, crescere è faticoso soprattutto perché bisogna imparare a gestire le relazioni con gli altri in modo funzionale, imparando a decentrarsi, a entrare in sintonia con le emozioni degli altri (e non solo con le proprie), tollerare le piccole frustrazioni, gestire i conflitti. Tua figlia sta provando a imparare tutto questo allenandosi alla palestra della vita. Lo fa in un tempo di solitudine e isolamento sociale, in un mondo dominato da famiglie con figli unici che sono stati poco allenati alla relazionalità con bimbi di pari età. Chi ha fratelli è più capace di reggere il confronto con gli altri in modo funzionale. In qualche modo ha già vissuto sulla propria pelle ciò che i coetanei fanno sperimentare all’interno delle interazioni spontanee e di gioco. L’apprendistato che permette di saper stare al mondo senza trasformare ogni dissenso con l’altro in una miccia che accende un litigio è lungo e impegnativo e richiede una pazienza enorme da parte del mondo adulto. Da quanto scrivi, tu non riesci a relazionarti con quelle situazioni anche perché all’età di tua figlia non le hai vissute. Ed è probabile che a te le scaramucce tra amiche che si sperimentano in dinamiche di inclusione ed esclusione reciproca generino reazioni intense perché le trovi ingiuste e inappropriate. Ma tu le valuti attraverso la tua mente adulta, mentre tua figlia e le amiche le stanno mettendo sulla scena della loro crescita connotandole con l’immaturità che è propria della giovane età. Forse, invece di arrabbiarti, basterebbe dire a tua figlia che sono problemi che non ti riguardano e che non puoi fornire supporto o soluzioni. Questi spettano a loro. Eventualmente puoi farle sperimentare qualche gioco di ruolo in cui le mostri come ti comporteresti tu se fossi al suo posto, modellando una modalità più competente e funzionale per uscire dalla fatica che sembra presentarsi troppo di frequente nei momenti di gioco tra coetanee. |


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