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Messaggi del 13/04/2026

L'aiuto agli ultimi

Post n°4231 pubblicato il 13 Aprile 2026 da namy0000
 

2026, FC n. 15 del 12 aprile

L’aiuto agli ultimi è una priorità

A San Sebastiano al Vesuvio, Napoli, la comunità offre pasti, cure, lavoro e ascolto ai bisognosi

Ogni lunedì sera, in piazze e vicoli, vengono distribuiti 300 panini; un gesto concreto che va oltre il semplice contatto, diventando messaggio di vicinanza a chi soffre, anche di solitudine. A San Sebastiano al Vesuvio, un piccolo Comune della provincia napoletana, c’è un gruppo di persone che ha scelto di seguire il Vangelo della Carità. Le anima don Enzo Cozzolino, parroco napoletano che nella basilica dedicata a San Sebastiano annuncia un messaggio semplice e chiaro: dal Vangelo alla strada esiste un percorso in cui l’aiuto agli ultimi è da sempre priorità. La parrocchia, appollaiata sul celebre vulcano, è attenta a chi non ce la fa. Sull’esempio dell’iperattivo sacerdote, segue la Parola che dall’omelia si trasforma in gesti concreti, donne e uomini diventano braccia per raggiungere gli invisibili, dai carcerati agli ammalati, donando una coperta per la notte e un pasto.

La formazione inizia in parrocchia. È un percorso ricco di appuntamenti: catechesi biblica, momenti di riflessione, preghiera e confronto fraterno; incontri legati alle svariate esperienze del quotidiano, tutte illuminate dal Vangelo. Sono la molla da cui è scattato il desiderio di condivisione, letta e ascoltata, trasformata in gesto pratico.  Ecco partire un laboratorio sartoriale dove chi per professione cuce e crea abiti decide di dedicare tempo a persone con disabilità per camminare insieme, sognando un’opportunità di lavoro. Viene aperto un consultorio medico, crescono i gruppi giovani e famiglie assieme a chi si dedica agli ultimi, di San Sebastiano e Napoli.

Al molo, in via Marina e nell’elegante Galleria di Napoli, clochard, immigrati e senza fissa dimora si accucciano per dormire tra cartoni e coperte. Ragazzi, coppie di sposi e catechisti, arrivano all’imbrunire per ascoltare. Incrociano lo sguardo di chi è solo, schiavo delle dipendenze, offrendo un pane che è condivisione e gentilezza, quando tutto è più difficile. È il momento di sentire una voce che chiede: “Fratello, come va?”, e annunciare quella Bella Notizia che ci fa sentire tutti figli di un solo Padre – Nicola N.

 
 
 

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