Questa è la puntata speciale di Natale, per quest'anno anticipata alla vigilia. Michele in una redazione tutta deserta scrive una lettera di Natale (che penso poi pubblicherà sul suo giornale) prendendo spunto dal tema della figlia."Comunque la pensiate il giorno della Vigilia è un giorno speciale, anche per quelli che sperano passi in fretta o che dicono di non tenerci. Un giorno in cui tutti sono costretti a fermarci e a fare un pò di manutenzione degli affetti. Vigilia di Natale è il tempo del calore e della famiglia; ma per chi una famiglia non c'è l'ha più è il tempo della solitudine e del dolore. Quando il cuore è piweno di felicità neppure ci asfiora il pensiero che vicino a noi c'è chi soffre perchè la vita gli ha tolto tutto. Ma Natale non è solo questo: è anche il giorno in cui dobbiamo essere migliori; come se fosse una cosa semplice, come se anche questo non implicasse una scelta, poichè spesso non è facile capire qual'è la cosa più giusta da fare.Lo ammetto, questo è una spece di piccolo plagio ai danni di mia figlia: ho letto il suo tema di Natale e dentro c'era tanta gioia, tanta verità, che mi è venuta voglia di scriverlo anch'io un tema sul Natale. Prendetevi un pò di tempo per sbirciare nei quaderni dei vostri figli e vi troverete a fare un viaggio nel tempo, a tornare bambini sui banchi di scuola con la penna in mano, a riempire di errori i vostri temi... Cosa vi aspettavate dalla vita?E ora tornate al presente. Siete soddisfatti di quello che siete diventati? Ed è davvero quello che sognavate quando avevate ancora sogni?Nessuno sa esattamente quale sia la strada giusta da prendere: lo scopriremo sempre e solo dopo averla imboccata. Il problema è che quando pensiamo di fare il bene di qualcuno, molto spesso e senza neanche volerlo facciamo del male a qualcun'altro. I sentimenti sono un'equazione che non torna mai. E' per questo che facciamo tanti errori.Metteteci poi che è proprio difficile riuscire ad esprimere i propri sentimenti a 30 come a 80 anni. Se si tratta davvero di amore, torni sempre ad averne 15. In certi casi il silenzio sembra la scelta migliore, ma invece io credo che ogni parola non detta sia una parola persa per sempre. Le parole servono a capirsi e anche a sdrammatizzare, perchè spesso le vere sofferenze sono altre.Imparare ad aprirsi, a chiedere aiuto; ecco un buon proposito per la vigilia di Natale. Perchè nessuno di noi è messo al mondo per restare da solo. Il guaio è che siamo presentuosi: meglio sbagliare da soli che umiliarsi a chiedere. Non è così?Invece sarebbe bello chiudere gli occhi e affidarci a qualcuno che ci porti per mano: a un amico che ci accompagni per un pezzo di strada.Se fossimo più bravi a guardarci dentro, se fossimo più bravi a fidarci di noi stessi, avremmo già fatto un bel pezzo di strada; ma forse ci siamo dati troppe fregature per poterci ancora fidare di noi stessi. E allora come concludere? Che il Natale forse può servirci proprio a questo: a cercare di essere migliori anche con noi stessi, a darci una seconda possibilità e poi le cose verranno da se. Ma almeno il nostro cammino lo faremo con un sorriso.Il regalo più bello che possiamo augurarci e di ritrovare quella forza che avevamo da bambini, quando scrivevamo i temi sul Natale, quando il futuro si fermava alle vacanze estive, quando tutto pareva ancora possibile. La forza di andare avanti senza chiederci troppo se abbiamo scelto la direzione giusta o meno, la forza di continuare a vivere con tutta la forza e il coraggio di cui siamo capaci".
La "lettera" della vigilia di Natale
Questa è la puntata speciale di Natale, per quest'anno anticipata alla vigilia. Michele in una redazione tutta deserta scrive una lettera di Natale (che penso poi pubblicherà sul suo giornale) prendendo spunto dal tema della figlia."Comunque la pensiate il giorno della Vigilia è un giorno speciale, anche per quelli che sperano passi in fretta o che dicono di non tenerci. Un giorno in cui tutti sono costretti a fermarci e a fare un pò di manutenzione degli affetti. Vigilia di Natale è il tempo del calore e della famiglia; ma per chi una famiglia non c'è l'ha più è il tempo della solitudine e del dolore. Quando il cuore è piweno di felicità neppure ci asfiora il pensiero che vicino a noi c'è chi soffre perchè la vita gli ha tolto tutto. Ma Natale non è solo questo: è anche il giorno in cui dobbiamo essere migliori; come se fosse una cosa semplice, come se anche questo non implicasse una scelta, poichè spesso non è facile capire qual'è la cosa più giusta da fare.Lo ammetto, questo è una spece di piccolo plagio ai danni di mia figlia: ho letto il suo tema di Natale e dentro c'era tanta gioia, tanta verità, che mi è venuta voglia di scriverlo anch'io un tema sul Natale. Prendetevi un pò di tempo per sbirciare nei quaderni dei vostri figli e vi troverete a fare un viaggio nel tempo, a tornare bambini sui banchi di scuola con la penna in mano, a riempire di errori i vostri temi... Cosa vi aspettavate dalla vita?E ora tornate al presente. Siete soddisfatti di quello che siete diventati? Ed è davvero quello che sognavate quando avevate ancora sogni?Nessuno sa esattamente quale sia la strada giusta da prendere: lo scopriremo sempre e solo dopo averla imboccata. Il problema è che quando pensiamo di fare il bene di qualcuno, molto spesso e senza neanche volerlo facciamo del male a qualcun'altro. I sentimenti sono un'equazione che non torna mai. E' per questo che facciamo tanti errori.Metteteci poi che è proprio difficile riuscire ad esprimere i propri sentimenti a 30 come a 80 anni. Se si tratta davvero di amore, torni sempre ad averne 15. In certi casi il silenzio sembra la scelta migliore, ma invece io credo che ogni parola non detta sia una parola persa per sempre. Le parole servono a capirsi e anche a sdrammatizzare, perchè spesso le vere sofferenze sono altre.Imparare ad aprirsi, a chiedere aiuto; ecco un buon proposito per la vigilia di Natale. Perchè nessuno di noi è messo al mondo per restare da solo. Il guaio è che siamo presentuosi: meglio sbagliare da soli che umiliarsi a chiedere. Non è così?Invece sarebbe bello chiudere gli occhi e affidarci a qualcuno che ci porti per mano: a un amico che ci accompagni per un pezzo di strada.Se fossimo più bravi a guardarci dentro, se fossimo più bravi a fidarci di noi stessi, avremmo già fatto un bel pezzo di strada; ma forse ci siamo dati troppe fregature per poterci ancora fidare di noi stessi. E allora come concludere? Che il Natale forse può servirci proprio a questo: a cercare di essere migliori anche con noi stessi, a darci una seconda possibilità e poi le cose verranno da se. Ma almeno il nostro cammino lo faremo con un sorriso.Il regalo più bello che possiamo augurarci e di ritrovare quella forza che avevamo da bambini, quando scrivevamo i temi sul Natale, quando il futuro si fermava alle vacanze estive, quando tutto pareva ancora possibile. La forza di andare avanti senza chiederci troppo se abbiamo scelto la direzione giusta o meno, la forza di continuare a vivere con tutta la forza e il coraggio di cui siamo capaci".