Nugae

I miei spazi


Due passi a Villa Borghese. Lo stomaco bolle. Una salita. Fatica. Una discesa. Subito dopo. Sarà sempre così? Calpesto l’erba e le margherite. Margherite… Il tacco affonda nella terra bagnata. Sono le dieci. Infiltrazioni nella mia vita erodono lo spazio privato. Osmosi inaccettabili, che giorno dopo giorno ho concesso. No. Gli uomini non ce li dividiamo, fosse anche solo per una scopata. Ce ne sono tanti. Tutto ciò che è mio è diventato anche suo. Come posso difendere il baluardo di una mia indipendenza? Rabbia. Sono impotente. Non posso gestire nulla. Pare che tutti sappiano cosa è meglio per me. Montano e smontano. Capricci. Vento. Seduta su un tronco con le scritte degli innamorati, brucio la rabbia. Dovrei parlare chiaro con lei. Forse non era un dispetto. Forse sono io che capisco male ogni cosa. Ma ora ho bisogno di respirare da sola. Di prendermi i miei tempi. Di non avere rapporto ambigui con le persone. Di conservare lo spazio per il segreto. Di mantenere un po’ di intimità. Di esprimere me stessa, senza giudizi e interpretazioni. Non ho bisogno di nessuna definizione. Lasciatemi solo vivere.