Il treno, la valigia, l’affittacamere, il numero di telefono della responsabile del concorso, le strade segnate sul Tuttocittà… tutto è reale, tutto aspetta solo me per essere vissuto. Eppure mi sembra ancora un evento irreale, quasi una fantasia, un’espressione allucinata dell’illusione. L’illusione di potercela fare, non so se crederci: così a momenti sottovaluto, a momenti, passando all’estremo opposto, immagino, dipingo sogni… … Navigo in un limbo di solipsistici incanti, che la forza della realtà dovrà spezzare… chissà come… È una giornata nuvolosa, potrebbe piovere, come ieri, e allora io avrei lasciato l’ombrello da Mary e dovrei usare il mio ombrello di salvataggio rotto. Poveri dettagli imperfetti! La vecchia che si affaccia alla finestra di fronte presto vedrà una camera vuota e poi, quando sarà sceso il buio, ci sarà la premiazione, sotto il cielo di un'altra città, con le stesse stelle. Accadrà stasera. Curiosità incredula. Ambizione spavalda. Contrasti. Grazie a chi ha ispirato questo racconto. Grazie a chi ha apprezzato quello che ho scritto. Grazie a chi crede in me da sempre, ed è pilastro. Grazie a chi instilla il dubbio e la voglia di fare meglio, ed è guida. Grazie a chi mi fa sentire ammirata. Grazie a chi ha camminato con me ed ho perso. Grazie a chi è rimasto, nel mutamento. Vi prometto che sarà un inizio, non un punto d’arrivo. Un auspicio più che La Vittoria. Dopo questo delirio trionfale, che pare abbia vinto il Nobel, mi sento così ingenua… vado a prepararmi.
Pre-impressioni a caldo
Il treno, la valigia, l’affittacamere, il numero di telefono della responsabile del concorso, le strade segnate sul Tuttocittà… tutto è reale, tutto aspetta solo me per essere vissuto. Eppure mi sembra ancora un evento irreale, quasi una fantasia, un’espressione allucinata dell’illusione. L’illusione di potercela fare, non so se crederci: così a momenti sottovaluto, a momenti, passando all’estremo opposto, immagino, dipingo sogni… … Navigo in un limbo di solipsistici incanti, che la forza della realtà dovrà spezzare… chissà come… È una giornata nuvolosa, potrebbe piovere, come ieri, e allora io avrei lasciato l’ombrello da Mary e dovrei usare il mio ombrello di salvataggio rotto. Poveri dettagli imperfetti! La vecchia che si affaccia alla finestra di fronte presto vedrà una camera vuota e poi, quando sarà sceso il buio, ci sarà la premiazione, sotto il cielo di un'altra città, con le stesse stelle. Accadrà stasera. Curiosità incredula. Ambizione spavalda. Contrasti. Grazie a chi ha ispirato questo racconto. Grazie a chi ha apprezzato quello che ho scritto. Grazie a chi crede in me da sempre, ed è pilastro. Grazie a chi instilla il dubbio e la voglia di fare meglio, ed è guida. Grazie a chi mi fa sentire ammirata. Grazie a chi ha camminato con me ed ho perso. Grazie a chi è rimasto, nel mutamento. Vi prometto che sarà un inizio, non un punto d’arrivo. Un auspicio più che La Vittoria. Dopo questo delirio trionfale, che pare abbia vinto il Nobel, mi sento così ingenua… vado a prepararmi.