Nugae

Auguri, Michele!


Ti ho scritto una lettera. Ti ho parlato al telefono, senza poterti dare un bacio per i miei auguri... solo la voce, ma non fa la presenza.  BUON COMPLEANNO!!! Presto sarò lì con te... Questa te la dedico: "Se vi ho raccontato tanti particolari sull'asteroide B 612 e se vi ho rivelato il suo numero, e' proprio per i grandi che amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: "Qual'e' il tono della sua voce?  Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?" Ma vi domandano: "Che eta' ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?" Allora soltanto credono di conoscerlo. Se voi dite ai grandi: "Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto"" loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire: "Ho visto una casa di centomila lire", e allora esclamano: "Com'e' bella". Cosi' se voi gli dite: "La prova che il piccolo principe e' esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora e' la prova che esiste". Be', loro alzeranno le spalle, e vi tratteranno come un bambino. Ma se voi invece gli dite: "Il pianeta da dove veniva e' l'asteroide B 612" allora ne sono subito convinti e vi lasciano in pace con le domande. Sono fatti cosi'. Non c'e' da prendersela. I bambini devono essere indulgenti coi grandi. Ma certo, noi che comprendiamo la vita, noi che ce ne infischiamo dei numeri! Mi sarebbe piaciuto cominciare questo racconto come una storia di fate. Mi sarebbe piaciuto dire: "C'era una volta un piccolo principe che viveva su di un pianeta poco piu' grande di lui e aveva bisogno di un amico..." Per coloro che comprendono la vita, sarebbe stato molto piu' vero."   Da,  Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe.