Nugae

Anno Zero: back and on stage!


Giovedì 28 settembre, ore 19:15, via Teulada 66. Il pubblico di Santoro è fuori che aspetta, per entrare nello studio di Anno Zero. Studenti universitari e qualche neolaureato sono fuori dalla sede Rai: sono il pubblico silente del giornalista ex-epurato. Ieri c'ero anche io... così posso dire: sono stata in tv!  Per noi comuni mortali è normale essere curiosi di vedere la tele dal di dentro... così sono arrivata con un anticipo di 25 minuti assai poco dignitoso. Conoscevo gli altri del pubblico man mano che arrivavano, ogni tanto potevamo ammirare qualche very important person entrare o uscire. Verso le otto meno un quarto, dopo la trafila di controllo dei documenti, ci hanno fatti entrare. Ci aspettava un minuscolo buffet, la nostra cena: panini mignon, pizzette mignon, tramezzini mignon nonchè dolci megnon, da bere solo analcolici (e mi pare giusto... altrimenti con un po' di vino c'è il rischio che gli ospiti si addormentino come Ferrara!). L'attesa della diretta è passata tra chiacchiere sul nostro futuro di giovani precari, sul giornalismo, sull'università e qualche sigaretta nervo-distensoria (anche se siamo un pubblico non parlante avvertiamo anche noi lo stress da telecamera). Verso le 20:30 eravamo in studio: i nostri posti erano scientificamente selezionati dalla vigilessa della Rai che ci dirigeva verso i posti che dovevamo occupare. Da uno schermo in alto a sinistra potevamo osservare ciò che andava in onda su Rai Due. Notevole il fatto che la trasmissione dell'acerrimo nemico di Berlusconi sia stata preceduta da uno speciale sul compleanno dell'ex Presiente del Consiglio... ironie della tv!  Alle 21:10 eravamo in onda, o meglio, lo era il bel viso di Beatrice Borromeo: contessina, ex modella appena ventunenne, con una parentela d'eccellenza nella Milano bene (la nonna è nientemeno che Marta Marzotto) e una storia di amori da copertina patinata. Niente a che fare con il giornalismo, ma ha un gran bel pedigree! I documentari sono sconvolgenti. Dentro gli ambulatori di primo soccorso di Emergency, non si può evitare l'impatto con la sofferenza. Non ci può essere indifferenza, freddezza che tenga al confronto con le immagini dei civili dilaniati, con le urla di una bambina. Questa è la pace afgana. Non ci sono parole. Infatti Gino Strada non parla... pare per un incidente diplomatico dovuto al framing: in parole povere, preferisce non essere accostato all'attività militare in Iraq. Giustamente. E sono poche le parole signifcative di Arturo Parisi, ministro della difesa. Intervistato dalla bella giornalista palestinese Rula Jebreal dà una pessima impressione... sembra quasi impreparato! A Santoro, invece, il tempo sembra aver rubato un po' dell'antico mordente: banali le interviste, superficiali le allusioni. Per fortuna c'è Marco Travaglio, che di mordente ne ha da vendere: il suo intervento è breve, intelligente, pungente. La battuta su D'Alema che sull'Iraq ha cambiato più posizioni del Kamasutra ha fatto scoppiare una spontanea risata in studio. Conclude Vauro, intelligentissimo, per questo fastidioso. Tocca i punti giusti: il Libano e il Presidente della Repubblica, i morti afgani. Certo... è difficile ridere! Finalmente si sente qualcuno che avanza dei dubbi anche sulla nuova missione in Libano. Dopo Vauro, tutti a casa: siamo salutati e ringraziati. Dopo qualche commento a caldo andiamo via. Abbiamo avuto anche noi i nostri cinque minuti di muta celebrità. Forse dopo questo post non mi vorranno più tra seduta il pubblico... vabbè, tanto preferirei stare in piedi!