Nugae

La gatta sul tetto che scoppia (la gatta, non il tetto)


Potenzialmente questo potrebbe essere una bomba, un post cui seguono (ex post, appunto... ma che latinista spiritosa!) lunghe riflessioni a due. Ma non so se è solo che mi cago sotto all'idea della lontananza o se abbia il timore di rimettere in discussione l'essere due.  Che sono terribilmente, inequivocabilmente e irrevocabilmente innamorata. Che davamo per scontato di poter stare a nostro agio insieme, sempre e comunque. Ma, se ci fossero ma? Che sono gelosa, ma non è proprio questo, non è solo questo. Non ho mai avuto manie di protagonismo... ma se devo essere sincera quello che mi indigna, se vedo una bulldozer-girl che ci prova con il mio ragazzo proprio davanti ai miei occhi... è di essere così dietro le quinte. Così invisibile lì davanti. E visto che ci sono (a essere sincera), l'idea del viaggio frullava in testa anche a me, ma a tirarla fuori dall'iperuranio è stato lui... e allora buttiamoci senza troppe paure e senza troppe sovrapposizioni. Pare che le cose che dovremmo condividere siano causa di stress. E non è che io non capisca i motivi... ma l'ho detto tante e tante volte, una cosa è capire un'altra sentire. E, forse, solo se ci sono entrambe ci può essere comprensione. Ma forse sono proprio io che sono così: troppo leggera, troppo vacua e insignificante... da non poter evitare trasparenze e ricordi. Adesso mi sono sfogata: probabilmente tra cinque minuti starò meglio. Ma di stronzate ne ho scritte tante che mi aspetto una reazione. PS (proprio nel senso che l'ho aggiunto dopo): il mio problema, quando affronto i problemi, è che ragiono per accumulazione, non per analisi. Forse ci potrei scrivere un post.