Nugae

Istantanee


Dopo un pranzo pantagruelico, con seguito di gavettoni a-rischio-congestione, mi vado a sedere all’ombra degli alberi, dove Dino – sempre lui – con la chitarra in mano sta suonando non so più quale vecchia canzone. Guardo i miei amici e, come in una fumosa epifania dell’ovvio, penso di volergli bene. Sorrido.Faccio scivolare la sabbia del mare nel pugno semichiuso, chiudo gli occhi e scivolano nella mie mente due piccole parole.Mi lascio convincere da mio fratello a giocare con i videogiochi… ma poi ci resto un po’ male perché lui è naturalmente più bravo di me. Il giorno dopo sono io che cerco di insegnargli a nuotare, ma è difficile abbattere la sua sfiducia. Io che da piccola mi lasciavo andare ed evadevo da tutto il resto, lui che resta ancorato a terra e non galleggia mai.
Confidenze femminili protette dal vento, dal sole dal mare. Esperienze che si sfiorano attraverso una curiosità incolmabile.Una ventina di amici, complici per una sera, escono dal baretto in mezzo alla piazza con una torta in mano, un regalo e tanti auguri: sono colpevoli di aver fatto piangere alla festeggiata calde lacrime di emozione. E il fidanzato sospira di sollievo, perché per portare Danielina fin lì a mezzanotte ha esaurito tutte le sue risorse e tutta la pazienza di lei.Uno di questi giorni si sposa una mia amica, ha solo un anno in più di me. È un po’ come vedere una bambina all’altare. Non riesco a condividere le sue convinzioni e le sue scelte, ma in fondo sono felice per lei. Ognuno cerca a suo modo il proprio angolo di sogno.Sto bene. Nel mio vecchio mondo tra la famiglia e gli amici, sono rilassata. Sento più che mai i fili invisibili che mi legano alle persone e ai posti. È quasi confortante.E poi c’è lui, lui che non c’è. Lui che è nella mia mente, legato a ogni cosa che faccio, che dico. Trema l’emozione quando sento la sua voce. Sorrido e credo che mi abbia messo un laccio al cuore. Lui che è come una casa, la certezza che la distanza questa volta non può separarci.