Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

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IchFRESSEmich ETTORE & MAGIA

Post n°326 pubblicato il 02 Febbraio 2021 da Vasilissaskunk

 

Diciamo, anche se non sta bene iniziare un periodo così, che stamani ero partita poi bene: lezione di yoga così a ricordarmi quanto il mio corpo sia flesso in un verso e  nell'altro  risulti completamente una tavola di legno... sempre pronto a  ricordarmi la gravità del mio peso sulla forza di questa esistenza ...

Chiudo il carapace e ascolto i Rammstein e mi ribalto sulla schiena tonda, raggomitolandomi nei miei sentimenti ...sporgo un poco'  gli occhi fuori ad ammirare il cielo e  barcollo sulle onde della potenza musicale  oscillando sul  mio tempo...un poco  a destra e un poco  a sinistra fino a tornare infine in aderenza alla parte piatta della mia esistenza

Cosa vorrei cosa? cosa vorresti cosa? cosa cerchi cosa non hai? non si pu' perdere quello che non hai ...

L'infinitesimale essenza dell'esistenza la potrei sintetizzare in un ricordo, giardino della mega villa in cui mio zio era il guardiano, io che gioco cercando le lumache nel prato umido post pioggia... arrivarono Ettore e Magia, due cani, mastini napoletani ... ve ne furono poi altri in successione e  a tutti venne sempre dato lo stesso nome ...  io avevo le mie lumachine sulle mani ...ai tempi mi piaceva sentire  la scia bavosa muoversi sulla pelle ( mai avrei  pensato in futuro pero'  si potesse  spalmarmla in faccia a prevenir i segni del tempo eh )  ...beh insomma non ricordo se fu Ettore oppure Magia, uno dei sue si avvicinò e fulmineo prese con la bocca le lumachine dalla mia mano ... ricordo bene bene lo scricchiolio delle loro casine nella sua bocca ... e piu' lumachine ... era rimasta solo la bava sulla mano, che a questo punto era poi mischiata a quella del cane ....

Ne concludo per oggi di esser in astinenza da me stessa ...avrei bisogno di seguire le mie voglie la mattina appena alzata ... poiché nell'ora del vespro ci pensan poi i miei sogni...  avrei bisogno di assaporarmi invece di assopirmi  .. gustarmi a pezzettini ....così da ricordare  il mio sapore originale...

DANN  du bist was du isst ! tu sei quel che mangi  e loro sanno cosa è ...  è un pezzo di me ...

Rammstein - Mein Teil (Official Video) - YouTube

 

 

Commenti al Post:
cassetta2
cassetta2 il 04/02/21 alle 09:14 via WEB
Yoga e rammstein. Che combo micidiale.
 
 
Vasilissaskunk
Vasilissaskunk il 04/02/21 alle 11:59 via WEB
Tu chiamala se vuoi...bipolarismo....
 
spageti
spageti il 04/02/21 alle 21:54 via WEB
... periodicamente è bene fare di tutto per riacchiapparsi... against all odds
 
 
Vasilissaskunk
Vasilissaskunk il 05/02/21 alle 10:22 via WEB
ma ciaoooo bello ogni tanto il tuo riapparire
 
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Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

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CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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