Creato da Vasilissaskunk il 16/06/2008

ALIVE IN THE NIGHT

(foto di viaggioMIE)

 

 

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FRAGOROSAmente

Post n°328 pubblicato il 09 Febbraio 2021 da Vasilissaskunk

 

In una giornata dai colori Baudelairiani, ecco che lo spleen esplode tonante  nella mia testa infrangendo mille inarrestabili pensieri giu' verso gli abissi di remote inquietudini ancestrali  nei miei piu' profondi sepolcri umorali ... ed il rumore è  così assordante da ricordarmi le grandi cascate di Godafoss in Islanda ... si...  proprio così un prepotente poderoso schianto,  pesante e frastornato   si infrange sul piatto esistenziale

ed ecco

levarsi in spuma  lo  strillo graffiante dell'anima ...

languido

come una canzone dei  Nirvana ...

Ed io ...mi vedo li sul fondo inginocchiata ...

con le unghie  gratto e gratto e  gratto sul muro dei ricordi a disperdere dolorose stratificazioni esistenziali ... " gratta gratta piccola stella nera  gratta " i denti  digrignati e il sospiro ansimante mentre l'acqua si schianta fragorosa sulle spalle ...

e non so  piu' se respirare o sputare il mio desio

  ... i corti capelli zuppi lasciano scivolare le angosce che si eran cristallizzate  .....

https://www.youtube.com/watch?v=Z05qiPnLpMM

gratta ... gratta  grattta ... sanguinano i polpastrelli a disegnare inutili  cerchi concentrici  di improbabili futuri ...mi muovo nel tempo  eppure sono sempre qua ..sempre qua ...

e nella testa risuona una canzone ...  mi alzo in piedi offrendo alla forza della cascata il mio copro ...urlandooooooooo .....   felice e rabbiosa ....

che in questa vita io voglia essere sempre e quantunque

FRAGOROSA

 

i'm so lonely

That's okay, I shaved my head

And I'm not sad and just maybe

I'm to blame for all I've heard

 

 

Commenti al Post:
je_est_un_autre
je_est_un_autre il 10/02/21 alle 08:03 via WEB
Guarda un po' cosa è riuscito ad evocare Baudelaire, coi suoi colori.
 
 
Vasilissaskunk
Vasilissaskunk il 10/02/21 alle 08:44 via WEB
eh una timida rappresentazione se paragonata al suo Spleen ..pero' in una visione un po' meno pessimistica
 
RavvedutiIn2
RavvedutiIn2 il 23/02/21 alle 15:14 via WEB
Qui di solito ci scrivo io, Roberto, tranne rare eccezioni nelle quali ci si mette anche un 'altra persona , che sarebbe mia moglie Anna. Ma parlo a mio nome dicendo che oggi, come anche in altri giorni, io stia vivendo all' interno di un qualcosa che ha molto a che vedere con lo spleen di baudoleriana memoria. Ho un macigno sul cuore , così grande da non riuscire a poterlo esprimere . Hai scardinato le mie difese con questo tuo post , e all' interno degli altri tre o quattro che ho letto ho trovato numerosi altri spunti : devo pensare a come fare per riuscire ad esternarli, cosa per me molto difficile ultimamente. Ciao
 
 
Vasilissaskunk
Vasilissaskunk il 23/02/21 alle 15:33 via WEB
felice in caso di esserti stato d'aiuto ...lascia andare la parola connota in immagini lo stato d'animo ciao a te
 
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Piccole storie e riflessioni ed immagini bucoliche di viaggi di una piccola impiegatina aSburgica che all'occorenza puo anche diventare  ...

 

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(CXX DEL CANZONIERE CINIANO)

Signor, e’ non passò mai peregrino,
o ver d’altra manera viandante,
cogli occhi sì dolenti per cammino,
né così greve di pene cotante,
com’i’ passa’ per lo mont’Appennino,
ove pianger mi fece il bel sembiante,
le trecce biond’e ’l dolce sguardo fino
ch’Amor con l’una man mi pone avante;
e coll’altra nella [mia] mente pinge,
a simil di piacer sì bella foggia,
che l’anima guardando se n’estinge.
Questa dagli occhi mie’ men’ una pioggia,
che ’l valor tutto di mia vita stringe,
s’i’ non ritorno da la nostra loggia.

 

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CANZONIERE DI CINO DA PISTOIA

(CXII canto)
Oimè, lasso, quelle trezze bionde
da le quai riluciéno
d’aureo color li poggi d’ogni intorno;
oimè, la bella ciera e le dolci onde,
che nel cor mi fediéno,
di quei begli occhi, al ben segnato giorno;
oimè, ’l fresco ed adorno
e rilucente viso,
oimè, lo dolce riso
per lo qual si vedea la bianca neve
fra le rose vermiglie d’ogni tempo;
oimè, senza meve,
Morte, perché togliesti sì per tempo?
Oimè, caro diporto e bel contegno,
oimè, dolce accoglienza
ed accorto intelletto e cor pensato;
oimè, bell’umìle e bel disdegno,
che mi crescea la intenza
d’odiar lo vile ed amar l’alto stato;
oimè lo disio nato
de sì bell’abondanza,
oimè la speranza
ch’ogn’altra mi facea vedere a dietro
e lieve mi rendea d’amor lo peso,
spezzat’hai come vetro,
Morte, che vivo m’hai morto ed impeso.
Oimè, donna d’ogni vertù donna,
dea per cui d’ogni dea,
sì come volse Amor, feci rifiuto;
oimè, di che pietra qual colonna
in tutto il mondo avea
che fosse degna in aire farti aiuto?
E tu, vasel compiuto
di ben sopra natura,
per volta di ventura
condutta fosti suso gli aspri monti,
dove t’ha chiusa, oimè, fra duri sassi
la Morte, che due fonti
fatt’ha di lagrimar gli occhi miei lassi.
Oimè, Morte, fin che non ti scolpa
di me, almen per li tristi occhi miei,
se tua man non mi colpa,
finir non deggio di chiamar omei.

 

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