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PAOLA TAVERNA 

 

DIBA

 
 

 

Il discorso di insediamento di Roberto Fico alla Presidenza della Camera dei Deputati

Post n°4817 pubblicato il 25 Marzo 2018 da ziagiuditta0
 

 

di Roberto Fico

Signore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Rivolgo inoltre il mio saluto alla Presidente Laura Boldrini, che mi ha preceduto in questo importante incarico, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Corte Costituzionale. Mi perdonerete se cercherò di esprimere con un breve cenno personale l’emozione di rivolgermi oggi a questa Assemblea. Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica, condiviso con tante altre persone, ha avuto inizio dalla difesa del territorio e dei beni comuni. Negli anni, l’impegno è andato oltre la dimensione locale, e ha raggiunto una dimensione nazionale, rendendomi portavoce di tutti i cittadini, e oggi, ad avere la responsabilità di rappresentare quest’Assemblea.

Non vi nascondo che, se ripenso a questo percorso, a come è nato e mi ha condotto su una strada inaspettata, la giornata di oggi assume un significato che mi tocca umanamente nel profondo. Ci troviamo nel luogo in cui si esprime la sovranità popolare. Il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulle vite di milioni di persone. Sento personalmente questa grande responsabilità. Questo è il luogo dove il futuro può prendere forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l’unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire un’intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest’Aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. Obiettivo determinante per affrontare non soltanto le sfide interne, ma anche per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e affrontare le grandi sfide globali della nostra epoca.

La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro Paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cos’è, per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni, in un contesto in cui il rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo continua a essere caratterizzato dall’abuso di strumenti che dovrebbero essere residuali, in cui poteri e competenze sono spesso trasferiti in altre sedi decisionali, in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sono sempre più settoriali e tecniche. Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale.

Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura e la costruzione di rapporti, anche all’esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico, ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità. Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie né forzature del dibattito. Un Parlamento centrale, per me, è un Parlamento di cui i cittadini possano fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l’Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo. Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento, se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L’intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura. Il rinnovamento ha un significato molto chiaro: cominciare a fare scelte che guardino al bene di tutti, e non solo di una piccola parte.

Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Occorre andare avanti, perché certi interventi, che ancora oggi qualcuno riduce a una mera questione di bilancio dello Stato, toccano in realtà due temi cruciali della nostra democrazia: - il rispetto per la cosa pubblica e - il rapporto di fiducia tra i cittadini e la più alta istituzione rappresentativa. Questa fiducia non si costruisce con proclami o dichiarazioni d’intento, ma solo attraverso l’esempio, le azioni concrete, le nostre scelte quotidiane, i voti che quest’Aula esprimerà. Dobbiamo aprire ancora di più quest’Aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione. Per esempio, attraverso la previsione di tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ma non solo. Penso a come le Camere - condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti - possano anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. Quello dell’innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito, voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell’Amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo. Bisogna continuare su questa strada.

Le innovazioni devono andare di pari passo con altri importanti interventi che potrebbero essere realizzati nell’ambito di una riforma del Regolamento della Camera dei deputati. Perché è anche da qui che passa il miglioramento della qualità della vita di tutti. Si tratta di interventi a cui non possiamo sottrarci, anche alla luce delle recenti novità introdotte al Senato della Repubblica. In questo senso il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: - garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare; - garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione; - interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini ci hanno espresso nelle ultime consultazioni elettorali. Consentitemi ora una riflessione di carattere più generale. Se il Parlamento deve essere luogo di analisi e di visione di lungo periodo, deve dare una risposta alle domande: Quale legislazione vogliamo produrre? Quali strumenti adottare e come usarli per governare i processi economici e sociali? È necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese.

Mi piace immaginare il Parlamento come istituzione pensante, come istituzione culturale che si interroga su che cosa deve fare. Un Parlamento capace di esprimere una visione di Paese è un Parlamento che rispetta i cittadini e ispira così in loro il senso di appartenenza e di fiducia, nel futuro e nella classe politica. E quando i cittadini sentono che le loro richieste sono ascoltate, che è data una risposta ai loro bisogni, allora consolidano il loro essere comunità ed è in quel momento che si crea unione e coesione. Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, e non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi, è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Così, ogni richiesta di pizzo a un imprenditore non sarà più un attacco al singolo, ma a tutta la collettività. Ogni ragazzo che abbandona la scuola e sceglie la via dello spaccio o della violenza, sarà una sconfitta per tutti noi. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa, sarà una vergogna e una responsabilità per tutti. È solo ritrovando lo spirito di essere comunità di cittadini, che possiamo recuperare il senso di Stato che vogliamo incarnare: portare equilibrio laddove ci sono squilibri, in modo che nessuno debba più sentirsi ai margini e tutti riescano a esprimere le proprie potenzialità. È dall’individuo che bisogna ripartire.

Per questo motivo, voglio concludere con l’auspicio che in quest’Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l’espressione migliore di sé stesso. Perché sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni. Auguri di buon lavoro a tutti noi.


 
 
 

Roberto Fico presidente della camera

Post n°4816 pubblicato il 24 Marzo 2018 da ziagiuditta0
 

Roberto lo votammo Presidente della Camera già 5 anni fa. Oggi ce l'abbiamo fatta. Sarà un grande Presidente perché è l'etica in persona. Che emozione. Sono orgoglioso di aver contribuito a tutto questo ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


P.S. Nei prossimi giorni vi darò una notizia che riguarda me, la mia famiglia e i nostri progetti futuri. Che felicità!



 
 
 

L’ITALIA DA ROSSA A GIALLA

Post n°4815 pubblicato il 07 Marzo 2018 da ziagiuditta0
 

L’ITALIA DA ROSSA A GIALLA

L’Italia da rossa e diventata gialla con uno spruzzo di blu e rosso . 
Abbiamo ancora dei dubbi su chi deve governare?

italia 5 stelle

Sono leggermente diverse ma il giallo 5 stelle batte netto gli altri

italia 5 due

 
 
 

Il M5S primo partito in Italia

Post n°4814 pubblicato il 05 Marzo 2018 da ziagiuditta0
 

Le elezioni le ha vinte nettamente il  m5s  con 33 % , il pd 18 % Matteo Salvini con il 17% , ha superato Berlusconi che si ferma al 14 %.

Oh fino a qua ci siamo , ma , ce sempre un ma , chi governa ? 

 




 
 
 

Le fake news di Renzi e rai

Post n°4813 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da ziagiuditta0
 

 
 
 

Alessandro Di Battista: nel suo ultimo discorso in parlamento

Post n°4812 pubblicato il 14 Dicembre 2017 da ziagiuditta0
 

Alessandro Di Battista: "Avete fallito!"

Il nostro grande guerriero ha fatto vedere come si fà a fare politica , non si candida nelle prossime elezioni , vuole fare il papà e scrivere per  i prossimi 5 anni ,poi si vedrà.  Non stà attaccato alla poltrona  a tutti i costi .

 

https://www.youtube.com/watch?v=Op7XPpUeOkM

 
 
 

UN CARO SALUTO AL PORTALE DI LIBERO E HAI SUOI UTENTI

Post n°4811 pubblicato il 29 Luglio 2017 da ziagiuditta0
 


RINGRAZIO DI CUORE  CHI  MI HA SEGUITO IN TUTTI QUESTI ANNI , SPECIALMENTE I PRIMI 4 ANNI , MI AVETE DATO TANTO E NON MI DIMENTICO DI NESSUNO . QUALCHE AMICO/A PURTROPPO NON C'E PIU , CI HANNO LASCIATI , ALTRI HANNO CAMBIATO PIATTAFORMA .
LIBERO E CAMBIATO TANTISSINO , NON MI CI TROVO PIU , COME TANTI ALTRI , ADESSO SE NON LITIGANO STANNO RINCHIUSI NEL LORO GUSCIO E DI BLOG INTELLIGENTI O IMPEGNATI NON CI SONO PIU , NON INTERESSA A NESSUNO .
CON QUESTO VI SALUTO , I MIEI AMICI NON CI SONO PIU E NON HA SENSO RIMANERE . LASCIO IL BLOG ,GRAZIE ANCORA A TUTTI 

CIAOOOO

 
 
 

Totti si e dimesso? colpa della Raggi

Post n°4810 pubblicato il 31 Maggio 2017 da ziagiuditta0
 

 

Il PD ci ha preso la mano a sparare balle e le spara sempre più grosse.
Una volta c'era la licenza poetica ora c'è la licenza traduttiva.
Il New York Times parla dell'ultima decade quindi Veltroni, Alemanno e Marino ...
e poi addirittura che è colpa della Raggi se Totti lascia il calcio avete proprio toccato il fondo.

 


http://www.beppegrillo.it/2017/05/renzi_si_crede_totti_la_rete_lo_massacra_
renziritirati.html


 
 
 

Varietà di scelta

Post n°4809 pubblicato il 26 Maggio 2017 da ziagiuditta0
 

 

Varietà di scelta.

Se voti m5s  hai loro al  comando e faranno gli interessi dei cittadini. 

Se voti Renzi,  ti ritrovi: Berlusconi, Salvini, Renzi, e Meloni.

Se voti Berlusconi,  ti ritrovi: Salvini, Renzi, Meloni, e Berlusconi.

Se voti salvini,  ti ritrovi: Berlusconi, Meloni, Salvini, e Renzi.

Se voti Meloni,  ti ritrovi: Renzi, Salvini, Berlusconi, e Meloni.

Questi quattro faranno gli interessi loro, delle banche e degli amici 

Rien ne va plus...a voi la scelta!!

 
 
 

Beppe Grillo San Francesco e m5s

Post n°4808 pubblicato il 24 Maggio 2017 da ziagiuditta0
 

Tutti criticano Beppe e  non  lo conoscono, dicono che non si fidano di lui,

che e un pagliaccio e burattino ma non si accorgono quando li prende in giro 

quando a detto che il m5s e francescano c'è un motivo 

non che lui e San Francesco come hanno detto in  molti 

ragionate con la vostra testa non con quella di pinocchio 




Di Beppe Grillo

Rivendico la scelta fatta ormai quasi dieci anni fa di far nascere il MoVimento 5 Stelle sotto il segno di San Francesco. Lui era chiamato il pazzo di Dio, noi siamo i pazzi della democrazia. Quelli che pensano che il potere deve essere davvero in mano al popolo. Questo non vuol dire che noi siamo come lui, ma che per noi è il miglior esempio possibile a cui tendere. Non credo che il cardinale Parolin abbia voluto scoraggiare il nostro amore per il santo di Assisi. Mi ha fatto invece piacere che abbia voluto puntualizzare che "io sono contento se ci sono partiti o persone dentro ai partiti che hanno questa attenzione verso la povertà". La nostra attenzione per i 17 milioni di italiani a rischio povertà è massima. L'unica soluzione è il Reddito di Cittadinanza il cui fine è duplice: restituire la dignità e reinserire nel mondo del lavoro. Tutti ci dicono che è impossibile, noi siamo convinti che con la volontà politica si può fare subito.

"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"

San Francesco

 

 
 
 
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