BASTA PIANGERE! E’ ORA DI AGIRE!di Dott.ssa Barbara Celani Facile lamentarsi, scaricare la colpa di tutti i nostri malesseri sugli altri… Facile dire: “Non sono io ma lui/lei il problema” e frasi del genere. Facile piangere su quello che non abbiamo avuto e che non abbiamo, su quanto la vita sia stata ingiusta con noi, privandoci proprio di ciò che “sicuramente” ci avrebbe reso felici. Noi siamo senz’altro il frutto di ciò che abbiamo ereditato non solo geneticamente, ma soprattutto a livello di educazione, dai nostri genitori e anche di quello che ci è stato trasmesso da insegnanti, coetanei e dalla cultura nella quale siamo immersi. Insomma siamo la combinazione di biologia e ambiente in cui viviamo. Quindi tutto questo sarà senz’altro alla base della nostra personalità nel bene e nel male. Probabilmente la nostra famiglia avrà fatto degli errori (chi non ne fa?), nostra madre avrà detto frasi che ci hanno segnato profondamente, seppur involontariamente, nostro padre non ha avuto abbastanza tempo per noi… E’ di indubbia importanza prendere consapevolezza di tutto questo, ma non allo scopo di avere un alibi per restare nell’immobilità, per lanciare accuse e per sentirsi legittimati a non cercare di dare una svolta alla nostra vita. La consapevolezza della nostra storia, la conoscenza di se stessi, non rappresentano il nostro libretto delle giustificazioni, una dichiarazione di impotenza, di non responsabilità. Ok, mamma ha fatto questo, papà quest’altro, zio mi risponde sempre male e io sono una povera vittima innocente, passiva, impossibilitata ad agire. “Se solo lui/lei facesse questo..” e allora cadiamo nella trappola di aspettarci che le cose piovano dal cielo, che arrivino spontaneamente dagli altri e nell’esatto modo in cui ce le aspettiamo. Modalità rischiosa! E se le nostre aspettative non venissero mai soddisfatte dagli altri? Quante occasioni, quante limitazioni, quanta sofferenza e/o rabbia ci porteremmo dentro? E se fossimo proprio noi a modificare l’andazzo? A spezzare da qualche parte il circolo vizioso in cui siamo immersi più o meno consapevolmente? Se iniziassimo a prenderci la responsabilità della nostra vita a piene mani senza aspettare passivamente (e magari in eterno) che qualcosa magicamente cambi e senza più accampare scuse e sparare accuse? Se mettessimo per un attimo da parte l’orgoglio e usassimo la rabbia che ci logora come energia da incanalare in un altro modo? Non so come, perché ognuno è esperto di se stesso e ha in sé tutte le risorse e le capacità necessarie, ma so quando: ADESSO. E non quando mamma, zio, il cane, faranno questo o quello, o quando si verificherà quella determinata combinazione astrale. ADESSO. Cominciare subito dalla cosa più banale, perché se l’abbiamo scelta vuol dire che è importante. Non incaponirsi su quello che non possiamo cambiare o che fa parte del passato! Un piccolo cambiamento può avere ripercussioni sorprendenti su interi “sistemi” e darci la forza per puntare all’obiettivo successivo e più ambizioso. E ad ogni piccolo successo raggiunto, fermarsi e dirsi “Bravo/a!”
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BASTA PIANGERE! E’ ORA DI AGIRE!di Dott.ssa Barbara Celani Facile lamentarsi, scaricare la colpa di tutti i nostri malesseri sugli altri… Facile dire: “Non sono io ma lui/lei il problema” e frasi del genere. Facile piangere su quello che non abbiamo avuto e che non abbiamo, su quanto la vita sia stata ingiusta con noi, privandoci proprio di ciò che “sicuramente” ci avrebbe reso felici. Noi siamo senz’altro il frutto di ciò che abbiamo ereditato non solo geneticamente, ma soprattutto a livello di educazione, dai nostri genitori e anche di quello che ci è stato trasmesso da insegnanti, coetanei e dalla cultura nella quale siamo immersi. Insomma siamo la combinazione di biologia e ambiente in cui viviamo. Quindi tutto questo sarà senz’altro alla base della nostra personalità nel bene e nel male. Probabilmente la nostra famiglia avrà fatto degli errori (chi non ne fa?), nostra madre avrà detto frasi che ci hanno segnato profondamente, seppur involontariamente, nostro padre non ha avuto abbastanza tempo per noi… E’ di indubbia importanza prendere consapevolezza di tutto questo, ma non allo scopo di avere un alibi per restare nell’immobilità, per lanciare accuse e per sentirsi legittimati a non cercare di dare una svolta alla nostra vita. La consapevolezza della nostra storia, la conoscenza di se stessi, non rappresentano il nostro libretto delle giustificazioni, una dichiarazione di impotenza, di non responsabilità. Ok, mamma ha fatto questo, papà quest’altro, zio mi risponde sempre male e io sono una povera vittima innocente, passiva, impossibilitata ad agire. “Se solo lui/lei facesse questo..” e allora cadiamo nella trappola di aspettarci che le cose piovano dal cielo, che arrivino spontaneamente dagli altri e nell’esatto modo in cui ce le aspettiamo. Modalità rischiosa! E se le nostre aspettative non venissero mai soddisfatte dagli altri? Quante occasioni, quante limitazioni, quanta sofferenza e/o rabbia ci porteremmo dentro? E se fossimo proprio noi a modificare l’andazzo? A spezzare da qualche parte il circolo vizioso in cui siamo immersi più o meno consapevolmente? Se iniziassimo a prenderci la responsabilità della nostra vita a piene mani senza aspettare passivamente (e magari in eterno) che qualcosa magicamente cambi e senza più accampare scuse e sparare accuse? Se mettessimo per un attimo da parte l’orgoglio e usassimo la rabbia che ci logora come energia da incanalare in un altro modo? Non so come, perché ognuno è esperto di se stesso e ha in sé tutte le risorse e le capacità necessarie, ma so quando: ADESSO. E non quando mamma, zio, il cane, faranno questo o quello, o quando si verificherà quella determinata combinazione astrale. ADESSO. Cominciare subito dalla cosa più banale, perché se l’abbiamo scelta vuol dire che è importante. Non incaponirsi su quello che non possiamo cambiare o che fa parte del passato! Un piccolo cambiamento può avere ripercussioni sorprendenti su interi “sistemi” e darci la forza per puntare all’obiettivo successivo e più ambizioso. E ad ogni piccolo successo raggiunto, fermarsi e dirsi “Bravo/a!”