TEMPO & AMORE

Post N° 1760


DIRITTO AL CUORESì.Posso essere un sicario. Un professionista. Assoldato per uccidere. Com'era quel detto? Ferisce più la lingua della spada. E la lingua può anche rimanere in silenzio. Che delitto! Senza sangue. Ma che agonia. Che dannazione. O forse no. Non ci si accorge nemmeno. E si continua a vivere, anche se per qualcun altro sei morto. Vivi e per qualcuno non ci sei più. Eppure respiri. Eppure ti muovi. Mangi dormi sogni lavori pensi scrivi fai l'amore corri galoppi cucini guidi piangi ridi. Vivi e sei morto. Sei stato ucciso. Ti hanno sparato. Ti ho sparato. Una pallottola d'argento in pieno petto. Una pallottola lucida e brillante. Adesso hai un buco nel petto, all'altezza del cuore. Puoi vedere il cuore che batte. Perchè il cuore, con la mia pallottola d'argento, non si è fermato. Non è scoppiato. C'è un buco e tu lo puoi vedere e sentire. Non senti dolore. Ma vedi il buco.Ci vorresti infilare il dito dentro e toccare il cuore. Ma hai paura. Allora fai finta di niente. Vivi con quel buco nel petto e pensi e sei convinto che se toccherai il cuore morirai. Sono un sicario perverso io, ma non voglio ucciderti. Non nel senso che credi tu. Puoi toccare il cuore, ti ho fatto questo regalo. Il cuore dice "toccami".Basta un tocco lieve."Basta che mi sfiori"E poi sarà come un fiore che sboccia.Sarà profumo.Sarà.(RossoPensiero+9)Questa mattina mi sono svegliato con un buco nel torace. Un foro di una quindicina di centimetri di diametro, i bordi lisci, tra il cuore e il capezzolo. L'impressione è stata quella di un peso che mi schiacciava al letto, ma in un certo qual modo lieve. Non immaginavo che un buco potesse pesare così, eppure la sensazione è che ti tolga il fiato proprio come un grave sul petto. Probabilmente è la mancanza di parte dei polmoni a comprimere il respiro. (Altro che parlare col diaframma! Qui c'è da capire se di quel muscolo me ne è rimasto almeno un pezzetto.)Dopo il primo momento di preoccupazione, per superare l'incertezza ho provato a saggiare i bordi dello squarcio e a farci passare la mano attraverso: Ho toccato le lenzuola. Non ho sentito nulla.Ancora poco convinto mi sono alzato pensando si trattasse di uno strano sogno. Credo che sia stato proprio questo meccanismo psichico a preservare la mia sanità mentale: sospettando di procedere su un piano onirico ho sospeso l'incredulità e ho cercato di osservare la situazione per quella che era.Di fronte allo specchio mi sono guardato attraverso, che brivido freddo mi attanaglia.Ora sono qui che scrivo spalle alla finestra aperta e l'aria che passa dal buco accarezza le dita che si muovono sulla tastiera, che strana sensazione.Ho provato a indossare una canottiera stretta sotto una maglia pesante. In effetti con gli indumenti adatti non si nota quasi. Ed essendo una cosa tanto assurda persino io, non vedendo, tendo a dimenticarmene.Solo che la sensazione rimane, viva più che mai. Il buco lo sento. Non so se è come nel caso degli arti amputati. So solo che sento quel peso al respiro e quel vuoto. E per quando nascosta e invisibile ad occhi esterni io so che mi porto in giro questa mancanza.