giardinodiVenere

Racconti dal mondo

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Luglio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

FACEBOOK

 
 

 

"Piero della Francesca. Indagine su un mito"

Post n°2 pubblicato il 29 Febbraio 2016 da giardinodivenere
 

Piero della Francesca, Madonna col bambino, 1432-1439. The Alana Collection

Piero della Francesca, "Madonna col bambino", 1432-1439. The Alana Collection


L’affascinante rispecchiamento tra critica e arte, tra ricerca storiografica e produzione artistica nell’arco di più di cinque secoli è il tema della mostra "Piero della Francesca. Indagine su un mito" ai Musei San Domenico di Forlì, visitabile fino al 26 giugno 2016. Alcuni dipinti dell`artista, scelti per tracciare i termini della sua riscoperta, costituiscono il cuore dell`esposizione. Accanto ad essi figurano in mostra opere dei più grandi artisti del Rinascimento che consentono di definirne la formazione e poi il ruolo sulla pittura successiva. Per illustrare la cultura pittorica fiorentina negli anni trenta e quaranta del Quattrocento, che vedono il pittore di Sansepolcro muovere i primi passi in campo artistico, saranno presenti opere di grande prestigio di Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Andrea del Castagno, esponenti di punta della pittura post-masaccesca. Nel Novecento l`opera di Piero della Francesca è tenuta come modello da pittori che ne apprezzano di volta in volta l`astratto rigore formale e la norma geometrica, o l`incanto di una pittura rarefatta e sospesa, pronta a caricarsi di inquietanti significati. La fortuna novecentesca dell’artista è raccontata confrontando, tra gli altri, gli italiani Guidi, Carrà, Donghi, De Chirico, Casorati, Morandi, Funi, Campigli, Ferrazzi, Sironi con fondamentali artisti stranieri come Balthus e Hopper che hanno consegnato l’eredità di Piero della Francesca alla piena e universale modernità.

 
 
 

Fantasticando sul viale d'alberi di Chaim Soutine

Post n°1 pubblicato il 29 Febbraio 2016 da giardinodivenere

E dire che i quadri di paesaggi non sono tra i miei preferiti. Campi fioriti, vedute marine, panoramiche alpestri. Promossi. Promossi ma con riserva. Forse perché in giro se ne vedono troppi, e il troppo si sa che storpia. Di tanto in tanto, tuttavia, incappo in dipinti come Il viale d’alberi di Chaïm Soutine, e a quel punto i miei pregiudizi crollano. Un paesaggio, una veduta silvestre, un ritratto della natura.

Il viale d'alberi

Il viale d’alberi
Chaïm Soutine
1935. Olio su tela

Perché questo e non un altro ? Penso che siano gli alberi a dare un certo effetto a tutta la composizione visiva. Gli alberi snelli, slanciati. L’inizio di un viale alberato : l’ingresso nella folta capigliatura di foglie, di rami, di fiori e di frutti. L’ingresso nella foresta. Adombrati dal rigoglioso spettacolo naturale, due minuscoli viandanti si accingono a immergersi nel verde. Verso l’ignoto, verso l’avventura. Un dipinto, Il viale d’alberi di Soutine, che farebbe bella figura a copertina di uno di quei romanzi picareschi che si scrivevano una volta. Viene quasi voglia di fantasticare su possibili storie, favole per bambini o racconti per ragazzi. Ci state al gioco ? Dai, comincio io.

In una tiepida mattina di fine marzo, all’epoca delle carabattole e dei cicisbei, prima che il mondo venisse di nuovo messo a testa in giù, il ricco mercante in balocchi (vendere giocattoli ha sempre pagato bene) e il suo fido galoppino erano diretti di gran passo alla fiera della contea. Presto che è tardi ! intimava il mercante al compagno di viaggio, arrivo, arrivo ! rispondeva quello. Tra banchetti di spezie, tessuti e unguenti, quello dei balocchi era il più atteso dai visitatori della fiera, e per questa ragione il furbo mercante aveva pensato bene di far precedere l’arrivo della merce alla venuta sua e del suo assistente. Tutto era pronto per dare il via alle vendite di bambole, trottole e cavallucci di legno : mancavano solo i due venditori. Ecco quindi spiegato il loro procedere affrettato sulla strada campestre.

Mezzogiorno. O forse poco più tardi. Arrivati a un punto in cui gli alberi si facevano più alti e la vegetazione più fitta, vero e proprio ingresso nel bosco, i due viandanti decidevano che era venuto il momento di fermarsi a prendere fiato. Una pausa prima dell’ultimo tratto fino alla meta : fino all’agognata fiera della contea. Seduti sul ciglio del cammino battuto, sotto i freschi raggi primaverili, i due discutevano del più e del meno, quando l’arrivo di un viaggiatore, proveniente dalla direzione opposta alla loro, bastava a interrompere il fragile idillio. Lo conoscevano ? Il giovane uomo dalla frangia liscia e bruna, vestito con giacca e camicia abbottonata stretta, in cammino sulla loro stessa strada, non aveva davvero l’aria familiare. Salve ! si rivolse lui a loro, salve ! replicavano quelli, domandandogli se per caso… Cosa dite, la storia la continuate voi ?

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: giardinodivenere
Data di creazione: 25/05/2013
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

victoria_ignisaurelioprimfrederaicklucas2005ciro.emanuelemi.descrivoenrico505taxie1966lubopogioria.franco0gesu_risortoannunz1giardinodivenerecassetta2antenore45Jiminy.C
 

CHI PUŅ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom