Veritatis Splendor

Cosa diceva Lutero?


 
Cosa diceva Lutero? "Libertà? Sì, e assoluta, ma solo per i prìncipi. Quando i cavalieri e i contadini (cioè il popolo) ne pretenderanno un po’ anche per loro, sarà guerra e guerra spietata. Benedetta e incoraggiata [...], all’origine di un assolutismo allora sconosciuto in Europa, diretto antenato della statolatria moderna. Libertà? Lutero nega che la volontà umana sia libera. La vita dell’uomo dipende dalla lotta che Dio e Satana combattono per aggiudicarsi la sua anima. Dio crea gli uomini per mandarli o all’inferno o al paradiso senza che questi possano minimamente incidere sulla loro sorte: doppia predestinazione. Le opere non contano perché, essendo la volontà schiava, le persone non sono responsabili delle proprie azioni. Fra le opere impossibili da compiere ci sono i voti monastici che Lutero nega alla radice" (A. Pellicciari, Lutero o la negazione della libertà, La nuova bussola quotidiana, 1-12-2012). Negli scritti di Lutero troviamo molto odio: per Roma, per il Papa e per gli ebrei. Nel testo Su gli Ebrei e le loro menzogne, Lutero chiede la distruzione di tutte le sinagoghe e delle stesse case private degli ebrei (vedi http://www.uccronline.it/2013/01/11/le-ombre-di-lutero-antisemita-intollerante-e-contraddittorio/).Quando i contadini di Munster formano una chiesa separata da quella luterana, dopo averlo ascoltato, Lutero scrive ai principi tedeschi che devono uccidere i contadini senza pietà: "Battete, trafiggete, uccidete in faccia e alle spalle". E i principi obbediscono: uccidono circa 100.000 di essi. Sono proprio i principi tedeschi che diventano le nuove guide della cristianità riformata da Lutero dopo che il riformatore ha di fatto abolito l’autorità ecclesiastica. Così nasce lo stato moderno, che poi diventerà quello che non ha limiti e quindi può imporre qualunque legge alla gente (vedi per es. Hitler) (vedi http://www.ancoraonline.it/2012/12/15/martin-lutero-riformatore-o-rivoluzionario/). 
Tutti quelli che volevano insegnare dovevano fare l'esame per far vedere che pensavano come Lutero. Il quale insultava quelli che non la pensavano come lui. Ecco le sue parole: chiama i professori universitari di Colonia e Lovanio che non lo approvano «vere bestie, porci, epicurei, pagani ed atei[...] che pigliano, non dalla Scrittura, ma dalla dottrina degli uomini quello che ruttano, vomitano etc... [9].» La Santa Sede, fin da quando egli le si diceva ancora sottomesso, già definiva essere quel «marciume della Sodoma romana, che avvelena e perde interamente la Chiesa di Dio [10].»Dice che ha agito per odio. Ecco le sue parole: «Per caso e non per mia elezione, mi sono gittato in queste battaglie religiose. Io ho abolita l'elevazione dell'ostia, per far dispetto al Papa; e se l'ho tanto tempo conservata, ciò è stato per fare rabbia a Carlostadio. Confesso di aver tenuta la comunione sotto le due specie, unicamente per fare onta al Papa. Ma se un Concilio ordinasse la comunione sotto le due specie, io e i miei la riceveremmo sotto una sola, o non la riceveremmo punto, e maledirei coloro che obbedissero al Concilio. Se voi persistete nelle vostre deliberazioni comuni, io ritratterò tutto quello che ho scritto e vi abbandonerò .» (Resp. ad maledict. Reg. Angl. Confess. parv. form. Miss. t. III, pag. 276, delle Opere di Lutero, ediz. di Wittemberg). Lutero concesse al principe d'Assia di avere due mogli; lodò in una lettera un tizio che aveva rapito delle suore da un convento; quando gli dissero che nel libro biblico dei Maccabei si diceva che è necessario pregare per i morti (e quindi le indulgenze si devono fare), tolse quel libro dalla Bibbia; quando gli dissero che la lettera di S. Giacomo, sempre nella Bibbia, dice: "la fede senza le opere è morta", e lui rispose che è una lettera di paglia! Insomma Lutero tagliava la Bibbia se non gli andava bene.Lutero ha detto che le donne servono a fare figli e a fare le prostitute (vedi F. Agnoli, Indagine sul cristianesimo, Piemme).  La Chiesa ai tempi di Lutero “Negli ultimi decenni del Quattrocento e i primi del Cinquecento la chiesa romana è sfarzosa e mondana. I papi rinascimentali, gran signori, quasi tutti provenienti da nobili e ricche famiglie italiane, sono dotti mecenati che vivono nel lusso e colgono ogni possibile occasione per fare festa, partecipare a battute di caccia, gale e banchetti. I carnevali romani sono famosi in tutto il mondo così come le feste mitologiche per la glorificazione dei papi. Alla corte pontificia non fanno difetto i divertimenti e non mancano nemmeno i giochi d’azzardo, con Giulio II della Rovere e i cardinali impegnati a puntare grosse somme di denaro”. Inoltre la “chiesa tedesca, dal canto suo, è molto ricca: si calcola che all’inizio del Cinquecento le appartenga un terzo dell’intero patrimonio fondiario nazionale”[1]. Lutero non sembra scandalizzarsi nel 1510, quando va in pellegrinaggio a Roma: chiede anche lui le indulgenze visitando le basiliche e sale in ginocchio la Scala Santa[2].Alberto di Brandeburgo, vescovo di Magdeburgo e Halberstadt, compone un’istruzione (Istructio summaria) in cui fa pensare che per guadagnare le indulgenze per i morti basti pagare senza pentirsi né confessarsi; però è anche vero che Federico il Saggio, fino al 1520, cioè quando già protegge Lutero, possiede nella chiesa del suo castello una grande collezione di reliquie, con migliaia di frammenti, e fa in modo che si possa acquistare l’indulgenza anche presso di lui. Quindi, secondo la Pellicciari, Federico ha bloccato la predicazione dell’indulgenza di Alberto di Brandeburgo nelle sue terre non per qualche convinzione di fede, ma perché Alberto faceva parte di una famiglia rivale alla sua[3].Secondo Francesco Agnoli, Lutero non fu un riformatore. “Infatti la corruzione dei costumi ecclesiastici, in quegli anni, era al culmine, soprattutto in Germania. Molti rappresentanti soprattutto dell’alto clero erano concubinari, ignoranti in materia di religione, dediti alla caccia e al divertimento, persino sfruttatori; molti di loro erano nobili che avevano ottenuto alte cariche ecclesiastiche per imposizioni delle autorità laiche, e non nutrivano nessun interesse per la fede e tanto meno per il popolo. Lutero colse questo aspetto, e se ne servì [...] Lutero non attaccò principalmente le deformazioni del cattolicesimo contemporaneo, ma volle demolire la dottrina stessa”[4]. E infatti, dove i luterani presero il potere, “i poveri e i vagabondi, senza più alcuno che li assistesse, poiché gli ordini religiosi dediti alla carità erano stati sciolti, furono fatti impiccare in massa, a decine di migliaia, con il «Decreto contro il vagabondaggio»” Dove i principi diventarono luterani, come in Danimarca, i vescovi che vollero restare cattolici furono arrestati e talvolta uccisi[5]. [1] A. Pellicciari, Martin Lutero, Cantagalli, Siena 2012, p. 27.[2] Cf. A. Pellicciari, ibid., p. 31.[3] Cf. A. Pellicciari, ibid., pp. 28-29.[4] F. Agnoli, Indagine sul cristianesimo, Piemme, Milano 2010, p. 235.[5] Cf. F. Agnoli, ibid., p. 237.