V'incanto Editions

post "post"


". . . aspetto l'unghiata di dolore che è già nascosta nei sorrisi stentati delle maestre e in quell'Arizona così lontana "Orazio è un'animo-bambino che non ha ancora  imparato a riconoscere tutti gli aspetti della vita, pertanto non può ancora decifrarne tutte le molteplici implicazioni e declinazioni... egli è costretto quindi a  fidarsi delle parole dei grandi, e a credere che siano sincere ed univoche... non ha capito ancora che a volte quelle parole servono a nascondere realtà poco gradevoli o inaccettabili (le parole, sempre le parole, superbo inganno e fragile rifugio dai moti esteriori)... a quell'età si può accettare la morte del proprio migliore amico, quello con cui si condividono i giochi, le risate, la voglia di crescere e di farsi grandi, l'amico di cui si possono solo condividere in toto valori e visioni (l'identificazione è talmente spinta che un'amico a quell'età rappresenta spesso una proiezione di sè - si dice "amici per la pelle", no?) ? ? ? .. non lo so, è per questo che Orazio "crede per davvero" che Francesco se ne stia a fare l'indiano in arizona e, per riuscire ad ingannarsi, ha bisogno di leggere nelle nuvole dei suoi messaggi  "con cui lo saluta e lo invita a raggiungerlo presto".... Grazie Liberante, continua a leggere, continua ad aiutarmi a comprendere.... (Ps: ti rispondo qui, perchè non so mai se vai a leggere le mie risposte ai tuoi commenti...)