Non Sono in Linea?Qualcuno mi ha detto che esiste una linea ideale che attraversa da un capo all’altro tutti i giorni di una vita, seguendo la quale si può comprendere il senso di ogni esistenza.E quando si riesce a cogliere quel filo unificante pluralità e disordine, fatti di sogni e di percosse, di lacrime e di fragole, di colori e idee, in un unicum coerente, è come accogliere nelle mani il proprio destino. Che bella cosa sarebbe riuscire a trovare quella linea e venire a capo di un destino, mi farebbe sentire una specie di dio minore di me stesso, nel senso che mi riconoscerebbe una volontà superiore rispetto a quella normale, troppe volte insufficiente.Ma nonostante mi sia guardato indietro, dentro, sotto i piedi, nonostante abbia scavato tra i ricordi, tra le ombre e tra le parole, quel dannato filo conduttore non l'ho trovato mai.E non so se preoccuparmi, e se piangere o ridere per tutto questo vuoto che porto nelle mie mani… . . .ehi però, ma allora quasi quasi me ne vado in
California!