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Il Sole di Stagno - Romanzo

 

Il Sole di Stagno - Vincenzo Aiello - con-fine ed. - Bologna, 2006

C'è qualcosa che accomuna questo racconto di Aiello al grandioso romanzo di Walter Siti, Troppi paradisi. Così lontani e tra di loro diversi, entrambi si sono proposti di tematizzare il tempo, fissandolo alla svolta del secolo e del millennio. Per narrare come storia la contemporaneità e la propria stessa esperienza, senza consegnarsi all'autobiografia, bisogna scegliere una lingua e giova inoltre (secondo me) una cornice esplicita di referenti cronologici. Che annunci subito il carattere del testo, di selettiva ricostruzione. Distante dal testo soggettivo della semplice memoria. È il problema che Aiello, nella sua prova d'esordio, ha in parte eluso, affidandosi ai soli dati interni. Quanto alla lingua invece, o meglio alla voce di scrittore, ha usato felicemente, la sua, che nella nuova generazione è una delle più personali.

Lidia De Federicis (L'Indice dei Libri) 

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Messaggi del 06/12/2012

 

"... rimanare attaccato all'ultimo ricordo di felicità"

Post n°1084 pubblicato il 06 Dicembre 2012 da VincenzoAiello68
 
Foto di VincenzoAiello68

Il 52enne napoletano Vincenzo Marino, consulente aziendale in Brianza, esordisce nella narrativa con “Racconti napoletani (pagg. 178, euro 10; Pironti)”, una raccolta di 4 testi di argomento partenopeo, che hanno un comune denominatore: una tensione trascendente a combattere il male con il bene, ma seguendo le regole che ci fanno astrattamente tutti eguali di fronte ad una legge condivisa. In “La particella di Dio”, forse il racconto più riuscito, il giovane Salvo figlio di genitori proletari napoletani, dopo una prima adolescenza caratterizzata da una crescita sana vissuta con gli amici Pino e Mariastella, finisce vittima della violenza sessuale di tre balordi e reagisce, in un secondo momento, nel tentativo di difendere gli amici, condannandosi poi ad un destino di morte. La narrazione della sua esperienza avviene da una sorta di “paradiso dell’essere” che trasforma anche il male in tenerezza e compassione. In “Un patito di programmi televisivi”, si racconta del pensionato dell’Italsider Giacomo Ruotolo, che da patito assoluto e volontario del mezzo televisivo, diviene con tempo compilatore dilettante di schede sui programmi televisivi. Quest’ossessione lo porta a guai in famiglia ed a rovinarsi la salute. Un ravvedimento consentirà al Ruotolo di morire sereno dopo avere consegnato al nipote, come sue eredità, tutta l’immensa mole di studi del nonno, che verranno ad essere oggetto della tesi di laurea del giovane e del suo inserimento professionale come giornalista e scrittore. In “Ragazzi difficili” si parla della vita di Marco Mozzi studente svogliato di Pozzuoli che ha nelle arti marziali il suo “Uovo di Colombo” per battere la criminalità locale che voleva asservirlo ad una logica di irregolari incontri clandestini. Ma il suo destino positivo sarà il frutto della scelta di combattere il male nelle regole. Nell’ultimo racconto “Storia di un matematico” l’incontro tra un prof universitario di analisi matematica, oramai alla frutta nella carriera e nella salute, ed un giovane studente, provoca strane sinapsi tra memorie personali ed attualità. Di questo primo libro di Marino, invece, resta una lingua piacevole, che tende a spiegare ogni processo logico di quella strana sinfonia delle parole, che unisce la trasmissione dei concetti ad un’armonia estetica quasi musicale delle stesse.

Vincenzo Aiello