Cari esseri pensanti, un signore, non voglio fare nomi, ne tanto meno nickname, in quanto spero che voglia commentare pubblicamente, avendo letto il mio post precedente, quello sull’Irrazionalità della politica, tanto per intenderci, si è sentito in dovere di scrivermi privatamente per informarmi di essersi offeso per essere stato da me definito “essere”, in quanto nel suddetto post, come in questo, ho esordito con la frase: “ Cari esseri pensanti”, motivando l’offesa sottolinea che: “chi solitamente definisce gli altri “esseri” lo fa con intenzioni dispregiative o discriminatorie, come se si sentisse superiore appunto a tali “esseri””. Preciso, per chi come questo signore, non lo avesse capito, che il termine “esseri” in quel preciso contesto, come in questo, è stato da me utilizzato nel senso di esseri umani, credo che tale definizione sia la meno discriminatoria possibile, in quanto tutti noi, ma proprio tutti, apparteniamo alla razza umana. Gli esseri pensanti sono per me, quelle persone capaci di avere delle idee proprie, che non si cibano passivamente delle idee preconfezionate che quotidianamente i media ci propinano, che ancora credono in valori forti quali giustizia e verità.La cosa che mi ha lasciato perplesso, è che il signore in questione, si è limitato a questo, non ha fatto commenti su tutto il resto che ho scritto sempre nello stesso post, è come se un tipo, ricevendo una notifica dalla sua banca, in cui gli viene comunicato che il suo conto è stato congelato in quanto il suo debito ha superato la soglia del fido che gli era stato concesso, di conseguenza il suo muto è stato bloccato e la sua casa sarà sottoposta ad asta giudiziaria, dopo che sarà stato effettuato lo sfratto esecutivo, facesse un esposto alla banca in quanto nell’intestazione di tale notifica è stato definito Egregio, piuttosto che Illustrissimo. Cari esseri pensanti, siamo arrivati a questo e poi ci chiediamo perché questo Paese stia andando a rotoli? Voglio dire a questo Signore, di stare tranquillo, in quanto non mi riferivo a lui quando ho scritto, cari esseri pensanti, non in quanto non lo ritenga un essere umano, alla cui categoria spero si renda conto di appartenere, ma in quanto essere pensante, perché se davvero avesse pensato, non mi avrebbe scritto quel messaggio.