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Qui Con questo post riprendo, dopo averla accantonata per un po’, l’idea delle interviste come strumento per approfondire la conoscenza dei blogger di questa Community.Il blogger che intervisterò oggi, come già anticipato nel titolo, è Oscar Turati, molti di voi forse lo conosceranno già attraverso il suo blog, che prende il suo nome: Oscar Turati, tanto per farci capire fin da subito che lui, al di la del contesto virtuale è una persona vera, con tanto di nome e cognome, ma il mio intento è di farvi conoscere non solo il blogger ma l’uomo, andando a scoprire alcune tessere che compongono il mosaico della sua personalità. Iniziamo subito:Carlo Romero: Ciao Oscar, ti senti pronto per questa intervista?Oscar Turati: Eccomi. Con quella giusta misura d’incoscienza che credo sia necessaria per accettare un’intervista. Un intervista soprattutto in Rete, un mondo, nonostante io abbia un Blog, a me poco affine.Carlo Romero: Cominciamo con la prima domanda allora: Al di la di questa realtà virtuale di cosa ti occupi nella quotidianità della vita reale?Oscar Turati: Essendo io “un signore anziano” dallo scorso anno sono in pensione. Diciamo che prima di arrivare alla pensione ho fatto cose e incontrato persone. A parte gli scherzi, la mia vita lavorativa si è principalmente sviluppata dentro e fuori il mondo del lavoro, circumnavigando il mondo del sindacato e quello delle imprese. Insomma, ho operato nell’ambito delle Relazioni Industriali.Carlo Romero: Quali sono i tuoi hobby, le tue passioni?Oscar Turati: Innanzitutto la fotografia. Trovo che nella fotografia ci sia un modo proprio di vivere oltre che di vedere. Non sono “un fotografo”, semplicemente mi piace passeggiare per le strade della città con la mia macchina fotografica e fermarmi così, a fare uno scatto. Sono convinto che scattare una fotografia sia fissare una emozione, un turbamento, una suggestione, insomma: è una cosa intima che mi coinvolge. Oltre alla fotografia amo leggere. Dalla saggistica, ai libri di approfondimento e riflessione religiosa e di spiritualità in genere. Ovviamente un posto particolare lo trovano il tema del lavoro e della sociologia oltre che la politica. Diciamo che adesso che sono “felicemente pensionato” posso prendere in mano tutti i libri che ho comprato negli anni e che non ho mai letto. A questi aggiungo quelli che continuo a comprare.Carlo Romero: Ti senti più un tipo da poltrona o da palestra?Oscar Turati: Detto così ti dico subito da poltrona ma … ma solo perché non amo le palestre in quanto tali, nonostante da alcuni anni abbia un abbonamento annuale con una palestra. Ma qui la storia sarebbe troppo lunga. Sono quindi impropriamente da poltrona perché in realtà amo molto fare lunghe camminate, soprattutto quando ho l’occasione, in montagna.Carlo Romero: Scoppia un incendio nella tua libreria, potendo salvare solo un libro, quale salveresti?Oscar Turati: La domanda è molto difficile e allora ti rispondo dicendoti: quello che ho adesso sulla mia scrivania, quello che sto leggendo e ruminando: “La fatica della solidarietà”. Un libro meraviglioso scritto da un monaco della comunità di Bose, Luciano Manicardi. Un libro che evidenzia in modo estremamente lucido come il tema della carità sia il frutto di un insieme di relazioni interpersonali, sociali e politiche e come la carità non sia mai un principio astratto ma storico perché avviene in un tempo e in uno spazio ben definito, partendo per l’appunto dall’oggi storico che noi viviamo e che pertanto possiamo, dovremmo, riconoscere.Carlo Romero: Il film che non ti stancheresti mai di rivedere?Oscar Turati: Non ho dubbio alcuno: “L’attimo fuggente” di Robin Williams.Carlo Romero: Dimmi il titolo della canzone che ogni volta che la ascolti non manca mai di emozionarti?Oscar Turati: Non sono un appassionato di musica, o meglio, sono, nella musica in particolare, un disordinato. Però a questa tua domanda ti rispondo di getto, senza la necessità di doverci pensare troppo: “Acqua e sale” di Mina e Celentano.Carlo Romero: Quale sogno vorresti tirare fuori dal cassetto, affinché divenga al più presto realtà?Oscar Turati: Un sogno nel cassetto? Evitando la banalità (ma che bello sarebbe si realizzassero queste banalità) tipo: che tutte le persone si vogliano bene, che non ci sia più la fame nel mondo, che possiamo vivere in mondo senza guerre ecc. ecc. Ti dico che ho un sogno che sta nascosto nel profondo del mio cuore ma, se me lo consenti, è troppo personale ed intimo per esternarlo. Un consiglio che dò però sempre (prima di tutti a me stesso) in materia di sogni, è quello di stare attenti ai sogni perché se poi si realizzano … … …Carlo Romero: Quali sono le qualità che apprezzi maggiormente negli altri?Oscar Turati: Indiscutibilmente la lealtà e la disponibilità nell’incontro con gli altri, un incontro che dev’essere senza pregiudizi e senza preconcetti. La generosità, e non parlo di una generosità economica, piuttosto di una generosità di spirito, di una generosità nella quale la persona è pronta a “perdere” un po’ di se stessa e del proprio tempo prima ancora che delle proprie cose.Carlo Romero: Quali atteggiamenti ti infastidiscono?Oscar Turati: Non mi piacciono gli arroganti e ancor di più non mi piacciono gli ipocriti e i perbenisti; i giustizialisti e i ficcanaso. Non mi piacciono quelli che si sentono, “a prescindere”, migliori degli altri e non mi piacciono infine le persone ironiche però sprovviste del senso dell’autoironia.Carlo Romero: In una discussione solitamente ti senti più Gandhi o Che Guevara?Oscar Turati: Sorrido … sorrido perché comincio come Gandhi e poi mi appassiono e divento un Che Guevara. Ovviamente questo mi succede solo se il tema mi appassiona e se sto discutendo con persone che sono per me importanti. Diversamente so essere molto, ma davvero moto composto ed educato.Carlo Romero: Credi nel destino o pensi che esso non sia altro che la somma delle nostre scelte?Oscar Turati: No, non credo nel destino. Certo non ho scelto dove sono nato e da chi sono nato e quindi non ho scelto “i miei primi passi”. Poi nell’arco della vita mi sono trovato davanti a mille bivi. Più o meno importanti, ma a quei bivi ci sono arrivato io attraverso le mie scelte e i miei comportamenti. Ad ogni bivio ho scelto, nel bene e nel male, ma ancora una volta ho valutato e scelto. Il destino e il disegno del Signore? Sono credente, ma proprio da credente credo nel dono più grande che Dio ci ha donato: la libertà, il libero arbitrio. Che non è ”da parte sua” menefreghismo ma una grande prova d’amore e di fiducia. No, non credo nel destino ma nel fatto che ad ogni mia scelta ci sono conseguenze delle quali devo in ogni caso rispondere, ancora una volta, nel bene o nel male.Carlo Romero: Quali mezzi di informazione prediligi e perché?Oscar Turati: Parto dalla coda della tua domanda e ti dico che amo il rapporto umano, amo la possibilità di vedere la persona con cui parlo, amo poterla vedere negli occhi, vedere la sua espressione e vivere con lei l’emozione sempre nuova ed originale del parlarle assieme. A questo punto è ovvia la mia risposta: parlare direttamente con la persona. A fianco a questo c’è un altro stile e un altro modello di comunicazione considerato arcaico al giorno d’oggi, ma che io amo molto e che in alcune circostanze particolari uso: lo scrivere. Non intendo una mail. Intendo proprio prendere un foglio di carta, prendere la mia stilografica, scrivere e poi ripiegare il foglio in una busta, chiuderla, incollare il francobollo e poi metterla in una cassetta della posta. Perché ti ho descritto in modo così meticoloso questa operazione? Bè, perché secondo me oggi ci sono persone che non hanno mai scritto una vera e propria lettera; che non conosce “il profumo” dell’inchiostro e della carta e non conoscono l’emozione che si prova nel vergare una parola dietro l’altra sapendo che un errore è un errore e che non puoi correggerlo senza che l’altro se ne accorga. E poi, e poi la macchia dell’inchiostro! Mi fermo perché potrei continuare ancora per tanto a descrivere “la magia” dello scrivere una lettera o un semplice biglietto. Mi emoziona solo il parlarne.Carlo Romero: A quale personaggio della nostra attualità ti senti più simile?Oscar Turati: Non ne ho idea, direi a nessuno. Mi sono fermato parecchio a cercare una figura cui fare riferimento ma non ne ho trovate. La risposta è quindi nessuno.Carlo Romero: Potendo scegliere, quale personaggio storico avresti voluto essere?Oscar Turati: Ut sopra.Carlo Romero: Se dico “Cuore” tu istintivamente a cosa pensi? Oscar Turati: All’amore, solo e semplicemente all’amore ma quello … quello con la A maiuscola. Quello che ti fa emozionare, quello descritto dalla poesie di Jacques Prévert o di Garcìa Lorca per intenderci.Carlo Romero: Entriamo ora nella tua vita virtuale, qual è il tuo rapporto con i vari social?Oscar Turati: Terribile! Ho il mio Blog e già riesco a mala pena a gestire questo. Non ho Facebook, non ho Twitter, non ho altre diavolerie. Non dico che non amo il computer, sarei esagerato, certo prediligo il cartaceo e gli armadi ignifughi proprio per proteggere quei preziosi pezzi di carta.Carlo Romero: Quali sono i motivi che ti hanno spinto a entrare in questa Community?Oscar Turati: In questa in particolare, questa di Libero? Beh, nel 2006 avevo un Blog che poi ho chiuso nel 2012 e che stupidamente ho cancellato. Era in questa Community [Libero] solo perché la mia amica Isa, che sa di computer alla grande, “trafficava” qui. Quindi quando ho deciso di riaprire un Blog mi è venuto naturale, oltre che comodo, ripartire proprio da Libero. Nessun motivo particolare.Carlo Romero: Quali sono i suoi punti di forza e quali i punti deboli?Oscar Turati: Qui Carlo mi metti tremendamente in imbarazzo e in crisi. Non perché abbia qualche rivelazione particolare da darti o qualche approfondimento tecnico degno di nota. Semplicemente perché non essendo un frequentatore assiduo della Community e perché non avendone frequentate altre, non saprei proprio come risponderti.Carlo Romero: La tua esperienza in essa era quella che ti aspettavi o a deluso le tue aspettative?Oscar Turati: Non avevo grandi aspettative e per questo non ho ricevuto particolari delusioni. Diciamo che essendo un poco ai margini della realtà della Community trovo che si muovano al suo interno dinamiche un poco perverse, nel senso che “se non passi da me” (che sono tuo amico) tutti i giorni, ti privo dell’onore di considerarmi tale. A questo genere aggiungi quelli che fanno la raccolta delle figurine. Leggi quelli che hanno qualche migliaia di amici. Ho scritto quelli, al maschile, perché ho notato che sono più uomini quelli che fanno questa collezione. Carlo Romero: Quanto di te c’è nel tuo blog ?Oscar Turati: Guarda, nel mio Blog ci sono io. Ci sono le mie idee e i miei pensieri che sono strettamente legati alla mia vita quotidiana. La dimostrazione? L’usare il mio nome e il mio cognome oltre che “il metterci la faccia”, nel senso che c’è la mia fotografia e non un simbolo anonimo. Insomma, attraverso il Blog di fatto interagisco anche con quella parte di realtà che incontro o posso incontrare per strada. Un rischio e un azzardo, un giocare senza rete. Quando ho aperto il Blog mi sono detto che questa era la miglior garanzia che potevo dare a chi mi avrebbe letto ma, soprattutto, era la miglior garanzia per me stesso.Carlo Romero: Se un tuo post viene criticato pesantemente come reagisci?Oscar Turati: Anzitutto guardo se la contestazione sta nel merito. Se si cerco di aprire un confronto ed un ragionamento, se invece la contestazione è pretestuosa, o tantomeno io la reputo tale, passo oltre. Di certo non mi arrabbio. Come nella vita non si può piacere a tutti, così non ho la pretesa e l’arroganza di pensare che ciò che scrivo possa interessare o piacere o essere condiviso da tutti. Carlo Romero: Che differenza c’è tra un’amicizia virtuale e una reale?Oscar Turati: Esiste una amicizia vera, nel senso intrinseco del termine, in Rete? Vedi, in un rapporto di amicizia si intrecciano tanti elementi: la sincerità ma anche la delicatezza, la verità ma anche l’affetto, la confidenza ma anche il rispetto. Per questo credo sia più facile avere compagni, simpatici compagni di merenda o sodali, ma è difficile avere amici nel senso pieno del termine. Se è così nella vita vera, quella reale, pensa un po’ in Rete.Carlo Romero: Quanto tempo ogni giorno dedichi ai tuoi amici virtuali?Oscar Turati: Mamma mia, pochissimo. Se devo essere sincero passo delle giornate intere senza collegarmi al Blog e addirittura mi disinteresso … e chiedo scusa a tutte e a tutti … della messaggistica messa a disposizione della Community. Insomma, non ho rapporti con nessuno dei frequentatori della Community e del mio Blog.Carlo Romero: Oscar, vorrei chiudere qui questa intervista in quanto penso di aver abusato fin troppo della tua pazienza e disponibilità di cui ti ringrazio, però prima vorrei porti un’ultima domanda: Complessivamente come giudichi l’idea dell’intervista e come l’hai vissuta?Oscar Turati: L’idea è buona e simpatica. Sicuramente sarà più interessante quando intervisterai persone più intriganti, più interessanti. Sai Carlo, io sono solo e semplicemente un signore anziano, un povero pensionato ;-).Carlo Romero: Io credevo e leggendo questa intervista me ne sono convinto ulteriormente, che tu sia molto di più di ciò che affermi, sei una persona diretta, schietta, non un anziano ma un uomo che ha accumulato esperienze, traendone lezioni di vita e che grazie ad esse ha ancora molto da dire. Ti ringrazio ancora per il tempo che hai dedicato per rispondere alla raffica serrata delle mie domande, ti saluto e ti invio un fraterno abbraccio.Oscar Turati: Sono io a ringraziare te per l’opportunità che mi hai dato e per le parole che hai speso per me. Un caro saluto e tanti auguri, ciao e … buona strada. Se l’intervista vi è piaciuta, se reputate possa essere un buon strumento per socializzare e interagire, per farvi conoscere e per conoscere, scrivetemelo, sono ben accette anche le critiche e i suggerimenti orientati verso il miglioramento. Magari fra voi ci potrebbe essere qualcuno/a talmente “masochista” da essere interessato/a a farsi intervistare ;-)Se pensate ci possano essere altri strumenti più validi per interagire, esponete le vostre idee o semplicemente mettetele in pratica, le regole per determinare una Community autentica sono semplici: INTERAGIRE, CONDIVIDERE, CONOSCERE. Senza di esse non siamo altro che una miriade di blog sparsi caoticamente nello spazio virtuale. Come un cervello con tanti neuroni, ma senza connessioni neuronali, potenzialmente potrebbe avere possibilità infinite, ma all'atto pratico sarebbe condannato a uno stato vegetativo. Creiamole allora queste connessioni, liberiamo, amplifichiamo e divulghiamo le nostre potenzialità!Per visitare il Blog di Oscar Turati cliccate
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