Riflessioni

ROCKY - CREED


 Qualche giorno fa ho visto “CREED”, il film che in termini tecnici viene definito spin off ma che in realtà, per me almeno, è a tutti gli effetti il settimo (se ho fatto bene i conti) capitolo della saga di ROCKY.Non so se sia per il fatto che io, come credo molti della mia generazione, sono cresciuto con Rocky, ma rivederlo sul grande schermo è stato come rincontrare un vecchio amico, vederlo poi invecchiato, non dalle mani esperte dei truccatori scenici, ma dal più abile dei truccatori…il tempo, confesso che mi ha messo addosso un po’ di malinconia, costringendomi a ripensare come dal primo capitolo (1976) ad oggi siano passati ben 40 anni e di conseguenza di come anch’io sia invecchiato/cambiato in tutto questo tempo. Premetto che non tutti i film di Rocky mi sono piaciuti, a mio giudizio Rocky V e Rocky Balboa sono inguardabili, gli altri invece li ho visti e rivisti talmente tante volte, da conoscerne a memoria quasi tutte le battute, consumando le vecchie VHS (Nota per le  nuove generazioni: trattasi di vecchi dispositivi a nastro magnetico, su cui era possibile registrare filmati di bassa qualità, oggi rimpiazzati dai DVD, Blu Ray o da altre diavolerie simili) su cui li avevo registrati.  Quest’ultimo capitolo invece mi è piaciuto, per quel suo gusto un po’ retrospettivo, nel far vedere, quello che per molti è un mito,  un icona, nella sua quotidianità, il suo essere ancora forte nonostante le fragilità fisiche, che a poco a poco ha visto mutare il mondo intorno a se, sentendosi fuori posto, fondamentalmente solo, perché privato dei suoi affetti più cari. Un Rocky che a tratti fa tenerezza, quasi commuove mentre cerca di insegnare ciò che ha imparato dalle dure lezioni che la vita gli ha impartito, come farebbe un nonno, o meglio un zio, col proprio nipote. Sylvester Stallone, il cui talento di attore in alcuni suoi film è discutibile, qui a mio avviso riesce a dare spessore, concretezza e credibilità, trasmettendo forti emozioni tramite il personaggio che gli ha regalato il successo e che interpreta da talmente tanti anni, che ormai credo faccia parte del suo essere. Uno Sly quindi da Oscar? Non mi pronuncio… sarei di parte.