Riflessioni

IL TEMPO DILATATO


 Quando tutto questo sarà finito, ci racconteranno, che adesso bisognerà correre di più, per recuperare il tempo perduto, per tentare di recuperare i fatturati perduti, per risanare l’economia del Paese, e allora torneremo a lavorare, e lavoreremo più freneticamente, più duramente, e senza neanche rendercene conto passeremo nuovamente dal lavorare per vivere al vivere per lavorare , perdendo di vista le cose veramente importanti, perché l’imperativo sarà correre! Tanto che molti inizieranno a correre anche senza una meta, senza un obiettivo preciso, pur di omologarsi al sistema, semplicemente perché ci faranno credere che se non corri non esisti. Riprenderemo quindi a correre, ad inquinare più di prima e questo virus e quello  che a causa sua abbiamo vissuto non sarà servito a niente, ma se cambiassimo punto di vista vedremmo in questa segregazione forzata in casa, in questo tempo dilatato, non solo un impedimento ma anche un opportunità, l’opportunità di alimentare il nostro dialogo interiore, di restare con noi stessi, di ascoltarci, di ritrovarci, ma forse è proprio questo che ci fa più paura, ancora più paura del virus. Non sopportiamo tutto questo silenzio, che ci permette di sentire la voce flebile della nostra coscienza, del nostro Io interiore e quello che esso ha da raccontare, questo ci angoscia. La voce della coscienza che da troppo tempo non ascoltiamo, perché la soffochiamo alzando il volume delle cose futili affinché essa si riduca ad un fastidioso fruscio di sottofondo. Questo tempo non sarà perduto, non sarà stato sprecato se lo investiremo in noi stessi e allora non perdiamolo questo tempo, non sprechiamolo ma investiamolo per riscoprire noi stessi senza le interferenze del quotidiano vivere. Partire da noi quindi per ritrovare gli altri, quel sano altruismo, quello vero, di cui spesso, troppo spesso ci dimentichiamo. Reimparando ad apprezzare le piccole cose, le meraviglie che ci circondano e che spesso diamo per scontate, gli affetti, quelli veri, quelli importanti, quelli di cui adesso avvertiamo la mancanza. Imparando a rispettare questo nostro pianeta e tutto quello che di esso ci è mancato in questo periodo di isolamento forzato.