Un giorno qualcuno mi disse: “Se non ti interessa dove sei, né tanto meno dove stai andando, allora non ti sei perso, ma sei esattamente nel posto in cui dovresti essere, in perfetta sintonia con te stesso.” Inizialmente, lo confesso, non capì il senso profondo di questa frase ma con il tempo e le vicissitudini ad esso legate, il suo significato si è fatto strada in me. Chi è che si perde davvero? Chi crede di avere un percorso da seguire, delle tappe da raggiungere, un obiettivo da conquistare e facendo questo perde di vista la vera meta di questo viaggio chiamato vita. Sì, si perde, perché si dimentica di se stesso, di ciò che avrebbe veramente voluto, inseguendo un fine che altri hanno stabilito per lui, illudendosi che quelle che la società gli ha imposto siano state scelte che lui ha deliberatamente preso, che la sua vita non sia altro che una frenetica corsa contro il tempo, corsa che inevitabilmente è destinato a perdere, mentre per assurdo più tempo ed energie impiega in questa corsa, più sottrae tempo alle cose che veramente contano, così sacrifica i legami umani, così finisce per sacrificare la sua stessa umanità. Questo significa veramente perdersi, non lo smarrirsi perché non si sa dove si è, né come ritrovare la strada per raggiungere la propria meta, ma perdersi pur sapendo perfettamente dove ci si trova e dove si vuole andare ma totalmente incapaci di ritrovare se stessi, divenendo anime perse.