Riflessioni

9 GIUGNO (10° parte)


A pochi giorni dalla chiusura definitiva di questo spazio virtuale, per molti, me compreso, è stato naturale ripercorrere a ritroso le tappe salienti di questo nostro percorso all’interno di questa community, dando più risalto a ciò che maggiormente ci ha colpiti nel bene e nel male, andando al contempo a rispolverare quella che è stata la storia dei nostri blog, che poi a dire il vero, la somma di tutte queste nostre esperienze altro non è che la storia di Digiland. Come spesso si fa in simili casi, si tirano le somme, cercando di stabilire se la nostra esperienza qui sia stata positiva o negativa, se ci porteremo dietro, come un bagaglio pesante e ingombrante solo ciò che ci ha fatto stare male o se a prevalere sarà il bagaglio piacevolmente corposo delle cose belle che qui abbiamo vissuto, delle persone che qui, seppur virtualmente, abbiamo conosciuto, scambiandoci messaggi, commenti, riflessioni e opinioni che ci hanno arricchito non solo la mente ma che hanno nutrito anche la nostra anima. Ora, arrivati a questo punto, senza ipocritamente dimenticare le angherie qui subite, ma anzi proprio ricordandole, porterò con me, per il resto di questo mio viaggio, sia nel mondo virtuale che nel mondo reale, solo le cose positive, perché se permettessi alla prepotenza, all’inutile saccenza, all’arroganza, e all’odio di far parte di questo mio ipotetico bagaglio, avrebbero vinto loro e sinceramente non voglio dargli questa soddisfazione. Anzi voglio, che quando qui calerà definitivamente il sipario, abbiano la netta sensazione di avere perso… sì di avere perso l’occasione di poter dimostrare, non agli altri ma a se stessi, di essere delle persone migliori, che pur potendo scegliere impunemente di ferire il prossimo, hanno preferito rispettarlo. Perché, se quando tutto questo non esisterà più io mi portassi dentro del rancore nei loro confronti, non farei altro che alimentare la loro negatività, permettendogli di far parte di me, del mio essere, inquinandolo, infettandolo, ed io sinceramente non voglio essere portatore del loro morbo, diffondendolo. Quindi scientemente deciderò di dimenticarli, di rimuovere di loro ogni vago ricordo, perché per simili personaggi non c’è niente di peggio dell’indifferenza, del sentirsi ignorati, cadendo nell’oblio del nulla.