**TEST**
Creato da vita.perez il 20/01/2008

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equilibrio precario...non spingete

 

Giorno 13

Post n°1072 pubblicato il 22 Marzo 2020 da vita.perez

 

E così stamattina mi sono svegliata ed il cielo era grigio.
Sparito, anche quel raggio di sole che in questi giorni filtrava dalla tapparella appena aprivo gli occhi.
Il sole mi serve, le ombre lunghe di queste giornate sono già tante…
Erano giorni che pensavo di buttar giù qualche pensiero…ma le parole fanno fatica ad uscire…
Le emozioni sono come sedimentate. Tutte compattate, unite in mattoncini a formare una maglia stretta stretta. Quasi a difendersi da qualcosa. Qualcosa di sconosciuto.
La solitudine invece.
La mia solitudine all'opposto è tutta scomposta.
Oggi è stato il giorno della sezione.
Elemento per elemento.
Non mi era mai capitato prima d’ora di doverlo fare.
La solitudine è una sensazione che conosco bene, non ho mai avuto necessità di doverla scomporre in pezzettini piccoli, ne ho sempre goduto in misura addensata, in tempi dilatati ma rappresi, compatti.
La misura della mia solitudine non è mai stato il tempo.
Non ho mai avuto la necessità di doverla scomporre in giorni, in ore, frazionarla in minuti…
Eppure oggi, giorno 13, mi sono trovata difronte me stessa ancora una volta.
Piacere mi sono detta, sono quella risorsa che non avevi ancora tirato fuori.
Sono la voragine della tua solitudine, e tu sei seduta penzoloni sul ciglio del precipizio, ma niente paura.

 

Si, Signore e Signori, niente paura.
Andrà tutto bene.

 
 
 

Due donne.

Post n°1071 pubblicato il 07 Gennaio 2020 da vita.perez

Pochi baci.

Non sulla bocca. 

Voglia di sesso. A volte siamo anche questo. 

Due corpi estranei che si scontrano in una curva di intimità, presa a troppa velocità. 

Mani su corpi sconosciuti, che toccano parti note. 

Punti reattivi al piacere. 

Sensibilità facili da innescare. Tese e, in attesa come corde di essere suonate. 

Perimetri liquidi, conosciuti ma al tempo stesso ancora  inesplorati. Esplosioni di piacere senza pretese.

Solo sesso, senza passato e senza futuro. 

Seso lento. Come solo due donne sanno fare. 

Dentro i corpi, non fuori. 

Dentro dove tutto è liquido. 

Dove toccarsi è una strada mille volte percorsa.

Obbligata. 

Dove toccarsi è un cammino che giunge. 

Un incontro non troppo casuale. 

Una partita giocata al poker delle provocazioni. Finita in un full d'assi senza bluff. 

Tra lenzuola rosse. 

Pochi baci. 

Niente lingua. 

 

 
 
 

30.12.2018

Post n°1070 pubblicato il 05 Gennaio 2020 da vita.perez

Stamattina appena sveglia in un’ora imprecisa mi sono fermata a raccogliere il mio cuore che  si era,  probabilmente, smarrito in qualche piega profonda della notte.

E nella luce del mio risveglio, mi sono accorta che precipitava, invece, ancora un pizzico di  buio.
Con fatica ho respirato profondo ed ho pensato immediatamente che quello di oggi era il penultimo giorno dell’anno, e ho realizzato che era un giorno pieno di vento. E che lo era stata anche tutta la notte.
E  forse per questo avevo il cuore sperduto.
Nella semi incosciente paralisi di questi pensieri, ho provato ad alzarmi, ma mi sono seduta al centro del letto e ho continuato a pensare.
Ho penato che avevo voglia di parlare con qualcuno.
Di dire cose precise circa la profondità dei sentimenti e delle relazioni. Circa il peso delle parole e delle mancanze.
Di esprimere la mia incapacità di entrare a lungo, in contatto sano con la superficialità beata delle cose e di av
er bisogno invece di una profondità un po’ più…diciamo così… “ammalata” e sofferente.

L’inspiegabile necessità di tornare sempre  a un nucleo di solitudine appagante e respingente al tempo stesso, raccoglie la mia Vita e la riflette. E come un raggio di sole in uno specchio a volte acceca.
Così sono scesa dal letto. Ho aperto la finestra e ho lasciato entrare il vento.
E nel vento…ho capito che si nascondeva la traccia di tutti i miei pensieri.

 
 
 

Le braci cap. 16

Post n°1069 pubblicato il 28 Dicembre 2019 da vita.perez

"Quando due esseri uguali si incontrano, la si considera una fortuna, un dono della sorte. Ma gli incontri di questo genere sono disgraziatamente rari, come se la natura facesse di tutto, usando la forza e l'astuzia, per impedire che si formi una tale armonia – forse perché ha bisogno, per ricreare il mondo e rinnovare la vita, della tensione che si sviluppa tra individui che, pur vivendo secondo ritmi e tendenze discrepanti, si rincorrono eternamente. Una sorta di corrente elettrica alternata… dovunque si volga lo sguardo, si vede questo scambio continuo tra il polo negativo e quello positivo. Quanta disperazione, quante speranze inutili si celano dietro questa alternanza!"

—Sándor Márai

 
 
 

Rainy day...

Post n°1068 pubblicato il 14 Novembre 2019 da vita.perez

 

Piove.

Mi sono svegliata tardi stamattina. Ho fatto tutto di corsa.
E adesso mi porto addosso l’ansia delle cose mancate.

Le mattine di pioggia mi piacciono.
Mi piace fare colazione con calma, vestirmi con la radio che passa canzoni molli,
mi piace mettermi in auto e guidare sotto l’acqua spazzata via dai tergicristalli,
ingoiare asfalto bagnato e guardare le sfumature di grigio del cielo,
che fa da sfondo alla città a cui vado incontro.

Faccio la solita strada, e vedo sempre anche un pezzettino di mare.
Mi apre il cuore, non saprei rinunciarvi.
Quando faccio quella curva vista mare non mi distraggo mai,
qualunque cosa io stia pensando, il cervello interrompe un attimo il processo,
è come un click:
…seleziona mare, zoom panorama, selezione immagine, riprendi processo.

Stamattina curva veloce.
Ho fatto tutto di corsa.

Mi aspetta una giornata di relazioni. Relazioni di cui non ho voglia.

(…dov’ è la novità? Che asociale che sono!!!) :)

Per lo meno è Giovedì.

 

 
 
 

Sun is Up Today

Post n°1067 pubblicato il 13 Novembre 2019 da vita.perez

Il sole è alto stamattina, dopo una notte di pioggia.
Caffè al bar.
Occhiali Scuri.
IPod nelle orecchie.
Un nuovo giorno inizia lento.

 
 
 

Lieviti nei pensieri.

Post n°1066 pubblicato il 12 Novembre 2019 da vita.perez

 

Il sole è durato poco oggi.

Giusto il tempo di mettermi in auto e arrivare a lavoro, poi giù la pioggia.

Giornata lenta. Ho lavorato poco e male.

Interrotta mille volte da un collega di stanza.
Poca voglia di parlare.
Ho messo su un po’ di musica per riempire i silenzi che ci separavano,
ma lui di continuo colmava la distanza con tante parole.
Troppe per me.

Ho avuto la testa altrove tutto il giorno.

Ieri sera mi sono addormentata davanti al pc…
non mi capitava da mesi di addormentarmi sul divano.

Non mi capitava da anni di fare un viaggio così lungo in questo blog.
L’ho ripercorso tutto all’indietro, fino alla prima pagina.
Saltando tra il mio e quelli di Los.
Quante parole.
Un patrimonio di emozioni.

L’altra sera dicevamo di scriverci su un libro…si potrebbe farne un film 😊

Quante cose ci siamo dette l’altra sera.
Bella serata.
Ricca.
Forse è proprio da Venerdì che c’ho un fermento nell’anima.
E’ da Venerdì che c’ho come dei lieviti nei pensieri.

 

Un viaggio all’indietro anche quello di Venerdì. Molto bello.

 

Sono giorni che penso alle scale di casa dei miei.

(…mamma mia quanto disordine in questi pensieri 😊)

Che belle che erano quelle serate a chiacchierare sui gradini.

Credo di aver detto, sentito e visto accadere su quelle scale,
le parole e le cose più belle della mia Vita…

 

Ero su quei gradini seduta, la domenica mattina a godermi il sole d’inverno e le chiacchiere con mio padre.

Ero lì ferma, con mia madre che si affacciava per dirmi sempre la cosa dell’ultimo minuto, prima che uscissi di casa.

Ero lì da bambina, a giocare con le bambole e i soldatini, a dividermi i gradini con mia sorella e miei cugini.

Ero lì nelle foto degli adulti, in braccio ai miei zii sorridenti in bella posa sulle scale.

Ero lì quando dentro casa non ci volevo stare, quando dovevo scappare, quando non volevo ascoltare.

Ero lì quando mia madre ci chiamava che era pronto in tavola.

Ero lì quando tornavamo da scuola e mollavo lo zaino sulla prima rampa per correre a giocare, e puntualmente dopo pranzo dovevo recuperarlo.

Ero lì coi miei cani accoccolati sulle ginocchia.

Ero lì nelle sere d’estate con gli amici a ridere e cantare.

Ero lì quando tornavo di notte, seduta a metà scala a fumare l’ultima sigaretta prima di rientrare.

Ero lì quando mi riaccompagnavano a casa, e dicevo “dai saliamo un attimo, ci sediamo 10 minuti nelle scale”…

Ero lì quando bussavano e mi dicevano “scendi che parliamo”.

Ero lì quando piangevo e qualcuno mi teneva stretta per le spalle.

Ero lì ogni volta a farle di corsa, quando mia madre stava male.

Ero lì ad insegnare a scendere i gradini lunghi a mia nipote.

Ero lì a scrivere fiumi di pagine.

Ero lì quando le salivo per tornare da un viaggio.

Ero lì con te le notti prima che tu ti sposassi.

Ero lì a leggere i fumetti e i libri di mio padre.

Ero lì a piantare i tulipani e le fresie di mia madre.

Ero lì quando c’era da ingoiare l’ultima lacrima prima di rientrare.

Ero lì a recuperare i sogni di bambina, a governare la vita quando avevo bisogno di un posto in cui fermarmi a respirare.

Ero lì quando le ho scese prima di partire per gli States.

Ero lì quando c’era qualcuno da consolare.

Ero lì quando i discorsi seri si facevano di notte prima di rientrare.

Ero lì quando salutavo le persone che se ne andavano.

Ero lì quando mi giravo per l’ultimo sorriso prima di salire.

 

Ero lì su quelle scale, quando ho visto uscire le bare dei miei genitori.


Ero lì ad osservare, col cuore a pezzi, quando quella casa è stata chiusa e vuota.

 

 

Potrei continuare non so per quanto...

 

 
 
 

...una poesia

Post n°1065 pubblicato il 10 Novembre 2019 da vita.perez

E poi arriva uno sguardo,

un urlo in cui il mondo

si scuce, ti guarda da dentro

e non ti riconosce. Allora senti

che non c’è accordo con nessuno.

Dunque: esci per incontrare un albero,

innamorati del mondo,

ma non farne una storia,

un vanto. E sappi che la miseria

ti salva. E sappi che sei salvo

quando si svela la tua pochezza.

Pensa alla fortuna di non essere capito,

pensa che c’è un punto in cui tutto si rompe.

Non evitarlo mai quel punto,

da lì puoi uscire dalla prigione

in cui ti mette ogni volere,

la prigione del benessere

o del dispiacere.

_Franco Arminio

 
 
 

...

Post n°1064 pubblicato il 30 Ottobre 2019 da vita.perez

Io c'ho un brutto carattere, però mi hanno insegnato l'empatia.
O forse dovrei dire mi hanno insegnato ad essere sensibile all'educazione.
O forse dovrei dire che sono sensibile e basta, però resta il fatto che c'ho un brutto carattere.

Si, c'ho un brutto carattere perchè la gente mi ha stancata.
C'ho un brutto carattere perchè sono stanca e mi annoio presto degli "stronzi".
C'ho un brutto carattere perchè non tollero più le menate.
La vita mi ha insegnato che non si ha mai completamente ragione, però si può aver torto marcio. 
La vita mi ha insegnato che la sofferenza non ti autorizza a trattare male gli altri.
E che la sofferenza fa così paura che migliora solo i coraggiosi.

Si, c'ho un brutto carattere perchè, io, il mio punto di vista te lo spiego, ma se non lo recepisci me ne sbatto il cazzo e me ne vado.
Me ne vado, oltre, perchè la vita è troppo breve per rimanere incartati nelle incomprensioni.
C'ho un brutto carattere perchè ho capito che bisogna circondarsi di valore e non di disvalore.

 

 

 
 
 

Ma che ci faccio qui stasera?

Post n°1063 pubblicato il 29 Ottobre 2019 da vita.perez

Cosa ci faccio qui stasera?

Avrei bisogno di maneggiare storie di altri, non la mia, stasera. 
Avrei bisogno che qualcuno che mi raccontasse di sè, mi chiedesse di pensare insieme, ridere insieme, commuoverci insieme.
Avrei bisogno di ascoltare una storia diversa dalla mia. 
Non ho voglia di queste tristezze che mi inondano improvvise.
Non ho voglia di nostalgie e mancanze.
Non ho voglia di riconoscere le mie malinconie.

 

 
 
 

Sete di cosa?

Post n°1062 pubblicato il 01 Luglio 2019 da vita.perez

 

Quando ho bisogno di scrivere, significa che annaspo in “qualche mare”
e ho necessità di allungare una mano verso una boa…
Il filo dell’inchiostro diventa la corda per risalire dai fondali a respirare…
Eppure, le parole non sono troppe ultimamente, ho la bocca impastata di sabbia…
faccio fatica a risalire, sento pesanti sassi nelle tasche difficili da tirar via.
In effetti ci ho messo qualche giorno per arrivare in superficie.
Qualche giorno è troppo per un essere umano, ma non per me, che sono un essere anfibio, mezzo pesce e mezzo donna.

Riesco a stare a lungo sui fondali senza respirare. In apnea.
L’apnea è uno stato mentale, ed io sono maestra d’apnea.
Non respiro per giorni e resto immersa in bolle d’acqua,
nonostante la Vita intorno non si fermi un attimo ad aspettare.
Quando sono mezzopesce, sono mezzosqualo.
Mi aggiro sui fondali solitaria e inabbissata e attacco se vengo attaccata.
Non una sirena, insomma.

Ma tornando alla superficie. Ce l’ho fatta.
Nuoto. Ho la testa fuori dall’acqua. Respiro.
Mi attacco alla boa e faccio il morto. Sole forte, e sale sulle labbra.
Riassaporo la Vita. Sa di sale come al solito e mette sete.

Sete di cosa?

 

 
 
 

Giornata mondiale della poesia

Post n°1061 pubblicato il 21 Marzo 2019 da vita.perez

Non scrissi mai dei tulipani_🌷

E' polvere seppiata.
La voce di un pensiero
tra i capelli sciolti,
questo frammento d'alba
che si sbriciola tra le parole
e il vento
Salsedine che spettina
i ricordi
Tremula fiamma a consumar le suole
dei miei sogni
cresciuti tra i papaveri
e i tuoi occhi
Da qui, li vedo. I tulipani.
Danzano.
Legati stretti ai polsi
delle comete
E poi fanno l'amore
con le stelle cadute sui vigneti
Li sento fremere
da qui, seduta dentro un giorno
che sa di primavera e miele.
Tra le briciole del pane
e i grappoli odorosi d'una ginestra
in fiore
Li tengo ancora dentro
Tra le maglie fitte fitte di una canzone
Tra le mani strette. Strette a pugno
dentro il cuore
Eppure,
non lo scrissi mai.
L'Amor non seppe mai di che colore fossero i miei tulipani rossi.
(M.G. Vai)

 
 
 

Quei giorni strani...

Post n°1060 pubblicato il 21 Febbraio 2019 da vita.perez

Quei giorni strani che mi lasciano addosso una sensazione da lavar via.
E allora torno a casa, mi spoglio degli abiti formali, mi tolgo quel che resta della maschera che provo ad indossare in ufficio e via sotto l'acqua calda della doccia.
Via il trucco, via i residui, via le affettazioni...
Via le persone ambigue incontrate oggi, via la pochezza della gente, e i servilismi che odio, i discorsi vacui.

Metto su la musica...provo a rilassarmi un pò e mi cucino qualcosa per cena.
Squilla il cellulare...aspettavo quella telefonata. E' un'amica con cui dovrei partire fra un paio di settimane...dovevamo sentirci per organizzare itinerario, date, budget...
E invece. 
Telefonata tutt'altro che gradevole. Notizie spiacevoli dall'altro capo del telefono...
Resto in silenzio. Ascolto.
Ho poche parole. Qualche domanda.
Che aggiungere quando si parla di cancro...di una famiglia, di una coppia felice e giovane e devastata, e di due bambine piccole.
Che dire... che dire che abbia senso e valore. 
Per un attimo mi sono persa.
Per più di un attimo. 
Tutto ridimensionato in pochi secondi.
La mia giornata di merda: ridimensionata.
La gente che ho incontarto: ridimensionata.
I discorsi fatti oggi: ridimensionati.

 
 
 

Nietzsche

Post n°1059 pubblicato il 19 Febbraio 2019 da vita.perez

Ogni persona è una prigione e pure un nascondiglio.
_Nietzsche

Stamattina leggevo questa frase, mentre bevevo il primo caffè della giornata.
E ragionavo fra me.
Mi sono messa in auto e ho spento la radio, non volevo distrazioni.
Ci ho voluto pensare.

Chi sono le mie persone “prigione e nascondiglio”?

Prigione:
Sono sempre stata uno spirito libero.
Nessuna prigione.
O meglio sono un’evaditrice, ci vado pure in prigione, per un po’, ma poi fuggo.
Incappo in meravigliose prigioni, ma per brevi periodi mentali.
Il tempo di un tormento. Il tempo di struggermi e scrivere qualche triste e malinconica poesia.
Poi riesco sempre a svignarmela. Probabilmente sono anche troppo abile, tanto da scappare sempre.
Sfuggire. Voce del verbo non lasciarsi acchiappare, mai :).
Tanto che le relazioni lunghe mi fanno allergia.

Nascondiglio:
Adoro i nascondigli. Gli antri del cuore e le intercapedini dell’anima delle persone.
Sono i luoghi dove mi trovo più a mio agio, dove mi muovo fluttuante, dove lascio segni di me ovunque.
Chi mi fa entrare non respira più senza di me.
Conosco la nostalgia che so dare quando appunto poi, scappo via.
Ma al di là di questo dettaglio.
I nascondigli dicevo, li adoro.
Le persone nascondiglio, nella mia Vita sono state tante.
Alcune nemmeno lo sanno, quanto siano nascondiglio per me.

Se ci penso, ho il vuoto allo stomaco.

Due, tre nomi e avrei voglia di un tuffo nelle loro anime, adesso.

 
 
 

Lunedì

Post n°1058 pubblicato il 18 Febbraio 2019 da vita.perez

Stasera ho fatto tardi.
Sono rientrata da un paio d'ore.
E' notte e nel cielo c'è una bella luna.
Porto fuori il cane, e l'aria è di nuovo fredda.
Sono vestita troppo leggera come al solito. Non ho mai saputo difendermi dal freddo.
Le strade sono deserte. 
Arrivo in piazza, libero il cane e lo lascio scorazzare felice.
Io, mani in tasca.
Penso alla giornata appena trascorsa.
Sono stata tutto il giorno di pessimo umore, ma ho dovuto provare a stemperare nelle varie riunioni susseguitesi oggi.

Dopo lavoro, ho fatto un salto in centro, avevo appuntamento con un'amica.
Aperitivo veloce e poche chiacchiere, nessuna voglia di cena e dopocena. In fondo ero lì e mi chiedevo perchè cavolo l'avessi raggiunta.

Odio i lunedì.

 
 
 

Sabato sera_

Post n°1057 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da vita.perez

Comincio ad essere un pò in ritardo...dovrei essere almeno sotto la doccia adesso.
E' sabato e fra qualche ora dovrò essere a cena da amici.
Sono qui invece che provo a buttar giù parole nel pozzo.
Mi sono persa fra le mille biografie su Kurt Cobain pubblicate in rete.
Non smetterei mai di leggerle.

E' morto nel '94, a soli ventisette anni.

Io avevo appena finito le superiori.
Avevo un compagno di classe che mi riempiva la testa delle sue canzoni e i diari delle sue frasi.
All'epoca mi sembrava d'esser innamorata di lui (Kurt) era bello e maledetto.
Ma soprattutto sbandato e triste.
[un pò come mi sentivo io a quell'età...e forse tutt'ora ;)...]

Ho sempre adorato le persone tristi, ma quelle tristi sul serio ...con la malinconia che gli devasta l'anima ma col sorriso sulle labbra, di quelli che poi si sparano un colpo di pistola in bocca, e ciao.
All'improvviso.
Conosco quella tristezza, quella malinconia, ma sono stata più fortunata di Kurt.
O forse no. 
Chi può dirlo.
Oblitero continuamente quel mal di vivere. Vivo dunque. Ma probabilmente schiaccio e seppellisco di me il talento, la disperazione, l'amore intenso, la rabbia, l'energia esplosiva di una sensibilità che non so gestire.

 
 
 

...giorno di pioggia

Post n°1056 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da vita.perez

Quasi le sei del mattino.
Mi sveglio. Mi avvolgo in un pail e mi faccio un caffelatte caldo.
Il cane affondato nella sua branda e ancora mezzo addormentato, mi guarda non convinto che sia già giorno.

In effetti ancora non lo è.

All'esterno è buio, e piove.

Guardo fuori, le foglie della siepe resistono al temporale ma si piegano sotto i colpi delle gocce.
Sono ipnotizzata dalla ripetizione della pioggia mentre stringo fra le mani la tazza calda e fumante.

Il silenzio in casa mi circonda. 
Mi siedo sul divano a finire il mio caffè, fisso di fronte la tv spenta.
Persa in pensieri lenti.

Doccia calda, esco e… fuori è quasi alba.

Mi vesto. Rifaccio il letto. Accarezzo il cane, lo lascio felice davanti ad una ciotola piena di cibo, infilo una giacca e mi metto in auto.
Ho voglia di guidare.

La città è ancora addormentata per i tre quarti.
Niente traffico.
Sarà l'auto nuova che mi fa venir voglia di guidare...

La strada la conosco a memoria, ingoio asfalto velocemente.
Mi dirigo verso il centro.
Voglio arrivare al mare.

Certi giorni di febbraio iniziano così, talvolta.

 
 
 

_Sei sempre un raggio di sole.

Post n°1055 pubblicato il 23 Dicembre 2018 da vita.perez

Certi amori te li porti dentro come pietre preziose da custodire.

_Sei sempre un raggio di sole.
Incontrarti oggi è stata un' emozione meravigliosa.
Avrei fermato il mondo per qualche ora e ti avrei portata via, davanti al mare a sentirmi raccontare tutto di te. Della donna che sei diventata. Della Vita che ti attraversa gli occhi, della storia che ti passa tra le mani, delle emozioni che respira la tua anima.
Sono rimasta senza parole per qualche secondo perchè la felicità era troppa e non sapevo esprimerla.
Ti avrei abbracciata altre mille volte perchè era l'unica cosa che poteva parlarti più di tutte le parole che non sono riuscita a trovare.

..."ti avrei riconosciuta fra milioni di persone" mi hai detto con gli occhi felici e il tuo sorriso meraviglioso.

Mi sei rimasta nel cuore tutto il giorno.
Mi ritornavi in mente di continuo e mi nasceva tutte le volte un sorriso.

E poi al mare ci sono arrivata. Ma senza te.
Il sole era quasi tramontato, ma c'era una luce bellissima. Quella dei cieli di dicembre nelle città di mare. Al Sud.
La nostra città.

E di fronte al mare, col vento sulla pelle e la città alle spalle...l'orizzonte si è popolato di immagini di noi, delle ragazzine che eravamo, così simili e così diverse, così autentiche e viscerali...e delle donne che siamo.

 

 
 
 

Molto tempo fa.

Post n°1054 pubblicato il 25 Settembre 2018 da vita.perez

"Quando era stata l’ultima volta che avevo amato qualcuno davvero?
Molto tempo fa. Tra una glaciazione e l’altra. In qualche fase del giurassico.
Un passato di cui non restava più nessuna traccia:
cancellati per sempre i dinosauri, i mammut, le tigri dai denti a sciabola e anche i gas lacrimogeni di Miyashita Koen, Tokyo 1968.
Poi mi ero ritrovato di colpo in mezzo a questa società capitalistica avanzata, completamente solo al mondo."
Haruki Murakam

 
 
 

La tristezza è un'ancora che incaglia.

Post n°1053 pubblicato il 24 Settembre 2018 da vita.perez

La tristezza ha un'ancora,

me ne accorgo mentre passeggio col cane.
Il pomeriggio è caldo nonostante l’autunno.
Il mio passo è lento e svogliato.
Non ho occhi per le cose intorno

e tutto mi casca addosso come in un sogno.
La tristezza è un'ancora che incaglia.
Il ricordo è una pozza d’acqua ormai,
ma il fondale rimane sabbioso, la mia tristezza tuttora vi si arena.

E mi muovo a fatica e rallento e ti vedo.

Nei tuoi occhi c’è un’alba silenziosa.
I tuoi cappelli anche, sono muti.
Le tue labbra ampie come un respiro.
Le tue mani un  fermo approdo.

 
 
 
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