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CELLULARE E SALUTE...


Cellulari, un progetto italiano per ridurre i danni biologici
Qualche anno fa erano di moda le “coccinelle” da applicare sui telefonini: sarebbero state in grado di ridurre (e in alcuni casi “assorbire”) i campi magnetici. Quella di Geoprotex, invece, è una tecnologia diversa: converte le onde emesse in radiofrequenza dai cellulari. Il dispositivo è lungo quasi due centimetri e ha la forma di un piccolo scudo. “I cellulari possono indurre danni biologici” ha ricordato Massimo Moretti, ricercatore dell’università di Perugia. Non si tratta di danni per la salute come quelli dovuti alle radiazioni ionizzanti (per esempio, a causa dell’esposizione prolungata a raggi x). Ma sono stati dimostrati effetti termici (come l’aumento della temperatura corporea) e atermici (interazioni a livello molecolare, alterazioni dell’equilibrio elettrochimico della membrana cellulare e modifiche dei meccanismi di riparazione del dna) derivanti dall’uso del cellulare. A brevettare il dispositivo è stato un italiano, Nicola Limardo, e l’intero progetto nasce nella penisola.Geoprotex è già in vendita in alcune farmacie in via sperimentale: entrerà in commercio a settembre e può funzionare su una vasta gamma di apparecchi. Alcune case produttrici di telefonia vorrebbero integrarlo nei telefonini di nuova generazione. E nella comunità montana di Catria e Nerone, in provincia di Pesaro, è iniziata la sperimentazione anche per altre reti wireless: “Secondo le nostre osservazioni i sistemi wifi generano un campo magnetico che assume la forma di alcune ‘zampette’ (da sei a otto) attorno all’antennina, come se fosse un ragno. E, in base ai primi rilievi, avrebbe effetti biologici” ricorda Limardo.In genere i produttori di cellulari consigliano di tenere distante l’apparecchio almeno due centimetri dal corpo. Di recente la rivista online Cnet, punto di riferimento per gli amanti della tecnologia, ha pubblicato un elenco dei cellulari con un elevato valore Sar (cioè la misura dell’assorbimento nel corpo di radiofrequenze): nelle prime dieci posizioni sono finiti “big” come Motorola, Samsung e BlackBerry.