ISPIRAZIONE VIENI!

Il mattone


Nina si sveglia...è un Natale piovoso. Guarda fuori dalla finestra il cielo grigio scuro, gonfio di vapore acqueo dal fare incazzoso. Il cellulare continua ad inviare segnali acustici di avviso: ci sono delle persone che ti pensano, ti  augurano cose belle e buone. Alcuni di questi auguri sono sentiti, sinceri...altri, formali. Tra i tanti messaggi arriva anche quello inaspettato, ha un tono formale. Nina sente smuovere quel mattone ingerito tempo prima; ficcato pesantemente in fondo allo stomaco a tappare ogni possibile fuoriuscita emozionale. La risposta telefonica è liberatoria...che dà libertà. Decide di lasciare andare. Aveva già deciso di lasciare andare...senza più battersi, senza più chiedersi del perchè, del per come, del perchè no. Quante domande inutili fatte troppo frequentemente alla quale vi è solo un'unica risposta: è così. E' così perchè si è diversi, perchè i tempi sono diversi, perchè le parole hanno suono e senso diverso da come noi spesso le percepiamo. In piedi davanti alla finestra, con il termosifone che le scalda le cosce, solleva gli occhi, guarda oltre al vetro...ancora pioggia. Deglutisce. Cerca di respingere quella forte pressione che le cresce prepotentemente dentro. Deglutisce, come faceva da ragazzina quando era costretta a prendere la pasticca contro i mali stagionali. Le sale la nausea, come allora...tollera male i farmaci, tollera male quella pressione emozionale. Deglutisce ancora. L'onda emotiva sale, stringe la sua gola,  arriva alle tempie che iniziano a pulsare un ritmo poco amato, sente il cuore dolente ma è un dolore non prettamente fisico  ed infine...arrivano pure loro, i goccioloni salati che non ama manifestare. Ma è sola, ora nessuno può vedere.Con il fiato accelerato infila le sue fedeli Adidas, si infila nella sua quattroruote e attraversando la città sale. Sale fino all'altipiano per immergersi nella natura, farsi abbracciare dalle chiome arboree. Vuole correre a perdifiato, ha bisogno di stordirsi d'ossigeno. Cerca asfittica la Natura, unica e sola creatura capace di quietarla e rigenerarla. Cerca la pioggia capace di  mimetizzare gli irrefrenabili goccioloni salati, capace di lavare via la tristezza. Ma arrivata, trova solo il vento che le scompiglia i capelli e le idee. "Va dove ti porta il cuore"... è tra i più rischiosi consigli da seguire, richiama alla mente un romanticismo che cozza aspramente con il concetto d'amore "liquido" della postmodernità.