Inizialmente i colori dominanti presentano la gamma del marrone…qualche punta di verde c’è... sempre. Salendo per il pendio, incontro le prime chiazze bianche, non propriamente candide. Esse si mescolano al terriccio e ai clasti rocciosi. Cambia l’odore dell’aria. Si fa pungente, sa di pulito.C’è regolarità e fluidità nel mio andare…fiato, corpo, pensieri. Cadenzati da un ritmo rilassante, anche se sostenuto. Gli occhi catturano paesaggi mutevoli. Ogni versante svela parte del mondo circostante – la mia visione della vita è ancora spezzettata – solo in cima, forse, quel mondo diverrà un insieme. Solo in cima, forse, la mia visione sarà unica, compattando l’eterogeneità degli elementi. Come davanti ad un quadro, catturerò il suo significato, guardandolo da una distanza maggiore. La visione ravvicinata evidenzia solo particolari infinitesimali…una distanza equa mi ci vuole. Equidistanza, per mantenere una visione equilibrata in un animo che vuole equilibrio.Il brilìo della bianca luce riflessa abbaglia, nonostante il tenue sole. Il ghiaccio prevale ora, genera sculture arboree, genera immagini fantastiche. Così una quercia radicata sul pendio a monte, presenta un suo grande ramo ceduto al peso della neve. Esso scende ad arco sul sentiero senza che le sue estremità cristallizzate lo sfiorino. Il ghiaccio lo ha trasformato. Ai miei occhi è ora una copiosa e trasparente cascata …di gocce “sbrilluccicanti”. Uno dei tanti doni del bosco, uno dei tanti doni della mia immaginazione…e mi stupisco, ancora, dell’immensa bellezza che mi circonda. E’ solo un infinitesimale dettaglio, ma dà senso all’insieme.
cascata
Inizialmente i colori dominanti presentano la gamma del marrone…qualche punta di verde c’è... sempre. Salendo per il pendio, incontro le prime chiazze bianche, non propriamente candide. Esse si mescolano al terriccio e ai clasti rocciosi. Cambia l’odore dell’aria. Si fa pungente, sa di pulito.C’è regolarità e fluidità nel mio andare…fiato, corpo, pensieri. Cadenzati da un ritmo rilassante, anche se sostenuto. Gli occhi catturano paesaggi mutevoli. Ogni versante svela parte del mondo circostante – la mia visione della vita è ancora spezzettata – solo in cima, forse, quel mondo diverrà un insieme. Solo in cima, forse, la mia visione sarà unica, compattando l’eterogeneità degli elementi. Come davanti ad un quadro, catturerò il suo significato, guardandolo da una distanza maggiore. La visione ravvicinata evidenzia solo particolari infinitesimali…una distanza equa mi ci vuole. Equidistanza, per mantenere una visione equilibrata in un animo che vuole equilibrio.Il brilìo della bianca luce riflessa abbaglia, nonostante il tenue sole. Il ghiaccio prevale ora, genera sculture arboree, genera immagini fantastiche. Così una quercia radicata sul pendio a monte, presenta un suo grande ramo ceduto al peso della neve. Esso scende ad arco sul sentiero senza che le sue estremità cristallizzate lo sfiorino. Il ghiaccio lo ha trasformato. Ai miei occhi è ora una copiosa e trasparente cascata …di gocce “sbrilluccicanti”. Uno dei tanti doni del bosco, uno dei tanti doni della mia immaginazione…e mi stupisco, ancora, dell’immensa bellezza che mi circonda. E’ solo un infinitesimale dettaglio, ma dà senso all’insieme.