(immagine tratta dal web)
Sono da poco passate le 14 in una giornata velatamente solare, lungo il viale alberato si profila la sagoma di Laura. Da lontano ha visto Marta. Sbraccia, radiosa come sempre, si avvicina con un passo ampio e lento. Lei cammina sempre lentamente, è una corposa donna quarantenne dal carattere gioviale. Marta vedendola riflette spesso sulle proporzionalità delle cose: ad un fisico grande corrisponde sempre un grande cuore? Nel caso di Laura corrisponde assolutamente. L’amicizia tra Marta e Laura nasce tra le scrivanie adiacenti di un ufficetto amministrativo. Sintonia immediata, seppur estremamente diverse una dall’altra. Marta: piccina, carnagione chiara ed accessori fisici tipici delle pelli chiare; Laura: alta e possente, carnagione olivastra, capelli rosso mogano, occhi scuri. Marta sempre sorridente già alle otto del mattino….un buongiorno squillante di chi si sente felice di vivere ancora un giorno. Laura…beh, lei al buongiorno di Marta risponde solo dopo la pausa caffè delle dieci. Tanto attiva fisicamente la prima, quanto monolitica la seconda…ma la velocità a cui gira il loro cervello è sempre stata simile; la capacità di cogliere fatti e frasi svolazzanti per l’ufficio è sempre stata simile; la capacità di intervento simultaneo con battute ironiche e spiritose curiosamente è stata sempre simile. La risata di gusto contagiante era ed è un tratto comune. In comune hanno la semplicità di rapportarsi agli altri senza troppi filtri…essere come si è… una delle caratteristiche più semplici, meno dispendiose energeticamente, ma più rischiose che le persone possano possedere. Una delle caratteristiche più affascinanti. Da un anno Laura ha perso il suo ultimo genitore, il padre. L’uomo visse l'esodo della popolazione italiana dal territorio istriano ai tempi del maresciallo Tito ri-radicandosi nel piccolo comune di provincia che poggia su uno dei nostri confini statali. L'uomo faceva il contadino nella sua terra di origine, in Italia, conquistò con sudore e fatiche a cottimo un gradevole benessere lavorando nell'edilizia negli anni del boom economico. Arrivato all’età pensionabile ritornò alla sua antica passione: lavorare la terra. Laura si ritiene una persona molto fortunata, ha respirato e gli sono stati trasmessi i valori della famiglia. Crede profondamente nel significato del termine “famiglia”; ama vivere la “famiglia”, seppur non ha ancora costruito una sua. La solidarietà, la condivisione dei momenti gioiosi o dolorosi, la presenza discreta ma costante di affetti certi, questa è la sua quotidianità. Laura possiede altre certezze, più materiali: un paio di case, circondate da un vasto terreno. Lei ora sta vivendo un periodo particolare: l’ombra dell’incertezza e della confusione hanno fatto capolino nella sua vita luminosa. E’ normale, dice, questa è la vita, composta da chiari e scuri. Dopo nove anni di lavoro flessibile, si ritrova rigidamente estromessa dal suo lavoro, tra due mesi le due amiche non condivideranno più il caffè delle dieci. Parlano molto lei e Marta, lo hanno sempre fatto. Ora, parlando ad alta voce Laura cerca di individuare la strada da percorrere. Marta è un’ascoltatrice accorta, pronta a cogliere un’eventuale indicazione. Economicamente parlando, Laura non si sente spaventata dall'immediatezza, ma il medio e lungo periodo giustamente la impensierisce. In quel viale Marta scompare dolcemente tra l’abbraccio affettuoso dell’amica. Raggiungono il solito tavolino del solito bar. Ordinano i soliti due caffè. Per Laura la panna non deve mancare mai."Marta”, esclama Laura con sguardo serio, “ho quarant’anni e devo decidere su cosa posso fare da grande. Almeno a vent’anni sognavo il futuro, pensando a cosa volevo fare da grande. I miei occhi oggi vedono terra incoltivata e contratti non rinnovabili”... in bilico…cerca attentamente l’esistenza di una strada da seguire…