Dopo un sospiro profondo Marta riprende il filo dei suoi pensieri, di oggi e di ieri e la sensazione di assenza data dalla sospensione del giudizio, della scelta…come un respiro trattenuto. Chiude gli occhi e ascolta il cuore battere ritmicamente. Il battito si arricchisce di violini, trombe, sassofoni e piatti dando corpo a una musica circense. Un battito di mani apre il sipario su una metropoli brulicante di vita saettante. I passanti, in preda alla fretta di andare, s’incrociano senza incrociare gli sguardi. Una folla densa di persone sole. Un battito di mani e lo scenario si illumina mostrando alti grattacieli, la vertigine cattura coloro che percepiscono il mondo anche ad occhi chiusi. Tra un grattacielo e l’altro…un filo teso d’acciaio. La musica circense sprigiona la sua energia, annuncia lo spettacolo della vita, camuffato, colorato, ridicolizzato o drammatizzato ma pur sempre …vivo.Marta, spontaneamente, alza gli occhi al cielo, quello sguardo cieco di palpebre abbassate. La luce filtra attraverso le palpebre…e vede l’azzurro, le nubi ed un sottile cavo d’acciaio teso tra un grattacielo e l’altro. L’artista si accinge a solcarlo. Dopo molto allenamento, seguendo i consigli degli esperti, con l’aiuto delle persone care, l’artista si accinge a domare l’incertezza con passi accorti. L’obiettivo è arrivare, ma è la traversata che lo accrescerà dentro. Di coraggio o di stoltezza è piena la sua vita? Marta lo osserva compiere il primo passo verso il percorso scelto: senza salite, senza ostacoli. Passo dopo passo, si libera nell’aria poggiandosi a una fune. Tanto basta a lui per muoversi…seppur sospeso, lui si muove. La folla distratta continua la sua folle, brulicante, corsa. Alzare lo sguardo significherebbe vedere anche ciò che piacevole non è: l’equilibrio precario indesiderato che la vita riserva. Storie di ieri e di oggi che a leggerle o sentirle creano disagio, preoccupazione, tristezza, angoscia o amarezza…non suscitano sensazioni gradevoli. Meglio negarle. La testa assorbita dagli innumerevoli impegni quotidiani è la giusta motivazione per distrarsi da ciò che non piace. Ma non alzare lo sguardo implica perdere l’emozione dell’impresa.Nell’oblio dell’assenza, Marta non teme le sensazioni e, osserva. Osserva, passo dopo passo, la conquista del percorso…in bilico l’artista…ci sta per scelta…sul filo vive le sue più grandi emozioni…e la musica, allegramente, continua a suonare.