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Un blog creato da kjara1967 il 19/12/2007

WhiTe RoSeS GarDeN

perdendosi nella no man's land...

 
 

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la bellezza del cielo

Post n°4 pubblicato il 30 Marzo 2009 da kjara1967

Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo, sboccerai. Prima di allora, una lunga e fredda notte dovrà passare. Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento. Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati ed amati, senza paragonarti o voler essere un altro fiore, poiché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è. E quando ti avverrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che doveva fiorire. 

Daisaku Ikeda

 
 
 

La BianCa RoSa

Post n°3 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da kjara1967
 

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni, un po' smemorata, come tu sarai allora.

 attilio bertolucci

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 22 Maggio 2008 da kjara1967

Amato EGoN

Un paio di EsTaTi fa ho preso la macchina e sono partita per Vienna... Amo quella città... non ho ancora capito bene perchè..... mio padre dice che abbiamo discendenza austriaca... sarà per quello.... boh... chi lo sa, e chi se ne importa...... IO comunque volevo andare a vedere una mostra di quadri disegni pezzi di vita di EGon, il mio Amato EGon, come dico io... Sono stati giorni che mai dimenticherò... e quel che ho vissuto nelle ore trascorse di fronte e dentro (sì! proprio dentro!) le sue tele, appoggiata ai suoi disegni, abbracciata ai tratti forti e decisi della sua matita, è impresso in Me come cicatrice di graffi d'amore.... bruciano,ma procurano piacere alla sola vista.... ogni volta... qualche NoTTe dopo avere visitato l'esposizione, nella mia stanza d'albergo, ancora ospite della Magnifica Città, ho scritto questo sulle pagine del MioDiaRioDaLGIarDiNo....


Sono nel mare aperto in questi giorni, in balia di onde terribili…un mare blu, intenso e profondo, che mi inghiotte e mi restituisce al cielo a suo esclusivo piacimento…non ho forze se non quelle di abbandonarmi a questo mare… …temo siano state le immagini, le emozioni, i sentimenti…che i quadri di egon, il mio amatissimo egon schiele, hanno provocato in me…me la sono cercata dopotutto…volevo che il mio cuore fosse infine squarciato dalla sua passione…dalla passione intensa ed erotica dei suoi colori e dei tratti forti dei suoi disegni…me la sono cercata…più di 600 km guidando per la verde e quiete austria per arrivare alla maestosa vienna…a cercare lui…lo desideravo, come si desidera un uomo…volevo fare l’amore con lui…e così è stato…di fronte a certe sue tele, ed ad un paio di disegni…la calda sensazione di quella sensualità intensa, di quell’erotismo quasi tagliente, mi ha pervaso, riempito, totalmente presa…ne sto pagando ancora le conseguenze di quell’amplesso così virtuale eppure così caldo e vivo dentro di me…egon ha fatto l’amore con la mia anima, e con la mia mente…Le ha prese e adagiate sul suo letto sfatto, e mi ha stretta in un abbraccio così serrato da fare male…eppure non mi sono mossa di un solo centimetro, nemmeno per un secondo…a nulla sono valse le carezze dolci e rotonde dei quadri del suo amico e maestro gustav che mi hanno ugualmente percorso, provocando brividi ma nessuna estasi sensuale…me la sono cercata e ne sto pagando le conseguenze…sbattuta in questo mare….denso di colori ad olio…nel rosso e nel bistro e nel verde e nel blu cobalto e nel viola delle sue pennellate violente eppure così perfette…sono sbattuta nel mare, con onde spigolose come i segni della sua matita…che si infrangono sulla mia pelle, sul mio corpo…fradicio eppure ancora caldo al solo pensiero…brividi….non so riconoscere se di freddo, di piacere, di paura…forse è tutto insieme…mi lascio percorrere da tutto ciò…colori, segni, mare, paura, freddo, piacere, immagini, suoni, parole…e se anche la tristezza a volte è così spessa da far fermare il respiro…sento la vita così forte…la sento battere, sbattere, nel mio petto…ed è così bello…

 
 
 

no man's land...

Post n°1 pubblicato il 19 Dicembre 2007 da kjara1967

…… Fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno di noi ha la propria no man’ s land, in cui è totale padrone di se stesso. C’è una vita a tutti visibile, e ce n’è un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale, o, dal punto di vista della polizia, l’una lecita e l’altra illecita. Semplicemente, l’uomo di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo, vive nella libertà e nel mistero, da solo o in compagnia di qualcuno, anche soltanto un’ora al giorno, o una sera alla settimana, un giorno al mese; vive di questa sua vita libera e segreta da una sera (o a un giorno) all’altra, e queste ore hanno una loro continuità.

Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile dell’uomo oppure avere un loro significato del tutto autonomo; possono essere felicità, necessità, abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la "linea generale" dell’esistenza. Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non s’è mai incontrato con se stesso, e c’è qualcosa di malinconico in questo pensiero. Mi fanno pena le persone che sono sole unicamente nella stanza da bagno, e in nessun altro tempo e luogo.

L’inquisizione oppure lo stato totalitario, sia detto per inciso, non possono assolutamente tollerare questa seconda vita che sfugge a qualunque tipo di controllo, e sanno quello che fanno quando organizzano la vita dell’uomo impedendogli ogni solitudine, eccetto quella della stanza da bagno. Nelle caserme e nelle prigioni, del resto, spesso non c’è neanche questa solitudine.

In questa no man’ s land, dove l’uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo anch’esso inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere un pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza.

Forse in questa no man’ s land gli uomini piangono, o devono, o ricordano cose che nessuno conosce, osservano i propri piedi scalzi, o provano una nuova scriminatura sulla testa calva, oppure sfogliano una rivista illustrata con immagini di belle donne seminude e muscolosi lottatori – non lo so, e non lo voglio sapere.

Da bambini e persino da giovani (come probabilmente anche da vecchi) non sempre avvertiamo il bisogno di quest’altra vita. Ma non bisogna credere che quest’altra vita, questa no man’ s land, sia la festa e tutto il resto i giorni feriali. Non per questa via passa la distinzione: solo per quella del mistero assoluto e della libertà assoluta. … …

 

Il giunco mormorante

Nina Berberova

 
 
 
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