Creato da pensieroso85 il 25/04/2009
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Post n°43 pubblicato il 27 Giugno 2009 da pensieroso85

 
 
 

Inchieste e festini, Berlusconi sotto attacco: Solita spazzatura

Post n°42 pubblicato il 18 Giugno 2009 da pensieroso85

Inchieste e festini, Berlusconi sotto attacco: Solita spazzatura
C'è un chiaro progetto eversivo. E il Pdl fa quadrato: Solo fango
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© APCOM
Roma, 18 giu. (Apcom) - "Spazzatura e falsità". Bastano poche righe a Silvio Berlusconi per replicare - con una nota ufficiale di Palazzo Chigi - a quelli che considera ormai "attacchi fisiologici" dettati "da odio e invidia" nei suoi confronti e utilizzati come "strumento mediatico" tramite il quale foraggiare "un chiaro attacco al presidente del Consiglio, un chiaro progetto eversivo messo in atto con la connivenza della sinistra". Con l'assicurazione che non si farà "condizionare da queste aggressioni" nel suo impegno "per il bene del Paese", Berlusconi si è ritrovato questa mattina a dover combattere una nuova battaglia il cui copione - fanno presente dal suo staff - gli è però ben noto.
Da un lato l'attacco personale, che affonda le proprie radici nel gossip e in verità lasciate intendere, che arriva da Bari dove, con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Patrizia D'Addario, che è stata candidata alle ultime elezioni co­munali nel capoluogo pugliese, ha confessato di aver passato una notte a Palazzo Grazioli. A pagamento. Dall'altro lato - e sempre da Bari - giunge l'attacco giudiziario che parte da un'inchiesta avviata su tangenti nel settore della sanità per arrivare, anche in questo caso, a festini pieni di ragazze che si sarebbero svolti nelle abitazioni del premier di Roma e della Sardegna.
Un 'accerchiamento' che fa gridare al complotto lo staff del premier che - anche tramite l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini - in attesa "di approfondire queste notizie che ci appaiono completamente sprovviste di qualsiasi connessione fattuale e logica", cerca di liberarsi dalla 'morsa' con un'azione di contrattacco. Guardando a Massimo D'Alema e al suo recente e "sospetto" viaggio a Bari.
Sarebbe una "straordinaria coincidenza", osserva infatti il legale del premier, se Massimo D'Alema avesse parlato di "scosse" senza essere a conoscenza delle notizie sull'inchiesta dei pm di Bari. "Quel giorno - dice Ghedini ad Affaritaliani.it - D'Alema era a Bari e il fatto che abbia dato questa indicazione e che poi siano usciti questa intervista e questo articolo effettivamente fa pensare. Nella vita accadono le più straordinarie coincidenze, e questa è davvero straordinaria se è una coincidenza. Se non lo è lo accerterà l'autorità giudiziaria quando sarà il momento e quando sarà il caso".
Quanto alle dichiarazioni della ragazza l'avvocato afferma: "A me pare che sia una dichiarazione di una persona che, evidentemente, è delusa dal suo risultato elettorale e forse ha, con questa intervista, un momento di particolare notorietà".
Una mitomane, insomma. E a dirlo chiaro e tondo arriva, all'ora di pranzo, un comunicato dell'Ufficio di Presidenza del Pdl che, riunitosi di buon mattino per la nomina dei revisori a Palazzo Grazioli, si è trovato, suo malgrado, a discutere e confrontarsi su questo nuovo fronte. Producendo al termine della riunione, un lungo comunicato. Oltre alla scontata "vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi", i tre coordinatori parlano di "attacco scandalistico tanto privo di fondamento quanto estraneo ai temi di una corretta valutazione dell'operato di un leader politico e del suo movimento". Ma osservano anche che ormai "è evidente che dopo la ricerca spasmodica e ben remunerata, da parte di un gruppo di giornalisti, di ogni notizia, anche la più falsa, in grado di danneggiare l'immagine del premier, si sia aperta la strada a qualsiasi mitomane o persone a caccia di facile notorietà".
Ma il sospettato numero uno resta D'Alema. E con la convinzione che l'accoppiata 'intervista-inchiesta' possa essere la prima avvisaglia della 'scossa al gover­no', il Pdl fa quadrato puntando il dito contro l'ex premier: esaurito il filone "Noemi" ora spunta la new entry "Patrizia". 'Archiviato' il caso Mills - è sempre il ragionamento dei dirigenti del Partito della Libertà - ora si vuole tirare dentro il capo del Governo in un altro filone di inchiesta. "Svanita la speranza dei soliti noti di discarcionare il presidente del Consiglio, dalla guerra aperta si è passati alla guerriglia, ad una strategia di avvelenamento quotidiano della discussione pubblica" costringendola ad una vera e propria "agenda di fango", dice il portavoce del partito, Daniele Capezzone.
Chiamato in causa D'Alema non fa attendere la sua controreplica. E denuncia "una vergognosa speculazione" sulle sue parole. "Quello da me espresso domenica scorsa nel programma 'In mezz'ora' - ha spiegato il presidente di Italianieuropei - era un giudizio politico riferito al Governo e al nervosismo del Presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui". E a chi gli imputa di essere a vario titolo manovratore di inchieste giudiziarie D'Alema dapprima precisa di "non saperne nulla" e poi avverte: "mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori", auspicando comunque che a quanto pubblicato sul Corriere della Sera giungano al più presto "risposte e smentite di merito, anziché insulti e accuse".
Pda

 
 
 

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Post n°41 pubblicato il 13 Giugno 2009 da pensieroso85

clipes e músicas

 
 
 

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Post n°40 pubblicato il 07 Giugno 2009 da pensieroso85

mensagens para orkut 



 
 
 

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Post n°39 pubblicato il 04 Giugno 2009 da pensieroso85

 
 
 

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Post n°38 pubblicato il 02 Giugno 2009 da pensieroso85

Recados do Orkut 



 
 
 

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Post n°37 pubblicato il 31 Maggio 2009 da pensieroso85

Recados para Orkut 


 
 
 

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Post n°36 pubblicato il 27 Maggio 2009 da pensieroso85

recados para orkut 


 
 
 

Berlusconi promette spiegazioni su Noemi: gli italiani con me

Post n°35 pubblicato il 25 Maggio 2009 da pensieroso85

Berlusconi promette spiegazioni su Noemi: gli italiani con me
Ma Famiglia cristiana incalza. Padre ragazza racconta sua verità
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© APCOM
Roma, 25 mag. (Apcom) - Un'intervista rilasciata due giorni fa, prima cioè che il caso 'Noemi-Papi' si arricchisse di un nuovo capitolo con le rivelazioni dell'ex fidanzato della ragazza su 'Repubblica'. Ma la posizione di Silvio Berlusconi - assicurano dal suo staff - è e resta assolutamente quella: "Mi hanno accusato di avere mentito nelle dichiarazioni che ho fatto ai giornali, allora di fronte a un'accusa di questo genere reagirò, spiegherò esattamente com'è la situazione e avrò ancora una volta tutti gli italiani con me. E ancora una volta quest'accusa sarà un boomerang nei confronti di coloro che me l'hanno fatta".
Il presidente del Consiglio nelle sue dichiarazioni di sabato alla Cnn dà, di fatto, una risposta 'ex ante' al Pd che ieri, con il segretario Dario Franceschini, lo invitava a dire la verità. Il premier, in realtà, non scende affatto nei particolari e si limita ad annunciare che una spiegazione la darà. Bolla come "indegno il comportamento di chi entra in una vicenda privata per farne motivo di attacco politico", punta il dito contro i giornali della sinistra che "avevano illustrato la mia partecipazione a una festa di compleanno di una famiglia amica" e sono riusciti a far cadere in errore anche Lady Lario. Insomma, è la posizione di Berlusconi "non c'è nulla, nulla di nulla, che sia minimamente negativo. Abbiamo chiarito la situazione e ancora di più la chiariremo in futuro, anche se all'inizio io non ho voluto che si entrasse nei rapporti tra me e questa famiglia perché ritengo che abbiano diritto alla privacy e segretezza, perché fanno parte della mia vita privata".
Che questo 'chiarimento' possa avvenire attraverso un intervento alle Camere, come lo stesso presidente del Consiglio aveva ipotizzato due giorni fa, appare ora piuttosto improbabile. Di certo con il suo avvocato Niccolò Ghedini e con i suoi più stretti collaboratori, il capo del governo sta studiando le contromosse da mettere in atto, non solo sul piano giudiziario.
Sulla vicenda Noemi però, il premier non deve fronteggiare solo il pressing dell'opposizione. A chiedere "chiarezza" e trasparenza", infatti, è anche Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana che incalza: "Non esiste per nessuno un'immunità morale". "I media - sostiene - si fanno portatori di una domanda che viene dall'opinione pubblica. Sono i cittadini, gli elettori a chiedere chiarezza. Vi sono incongruenze e contraddizioni che vanno chiarite tra quanto il premier ha affermato e quanto si sta appurando".
In attesa della versione del premier, intanto, a parlare è Benedetto 'Elio' Letizia. Il padre di Noemi, che ieri ha annunciato querela contro 'Repubblica' e l'ex fidanzato della figlia reo di aver raccontato che i genitori di lei non c'entravano nulla con gli inizi del rapporto della ragazza con il premier. Oggi in un'intervista al 'Mattino' racconta quello che finora non aveva voluto raccontare, e cioè come nasce la conoscenza tra la sua famiglia e Berlusconi. Un'amicizia che, a suo dire, sarebbe cominciata nel 2001 quando morì in un incidente stradale Yuri, il figlio di 19 anni. "Feci arrivare la notizia al presidente - riferisce - e due giorni dopo mi viene recapitata una lettera scritta a mano da Berlusconi una lettera accorata, toccante. Credo sia nato quel giorno il mio rapporto con lui".
Bac

 
 
 

Fiat/ Merkel con Marchionne, ma Guttenberg boccia 3 offerte

Post n°34 pubblicato il 24 Maggio 2009 da pensieroso85

Fiat/ Merkel con Marchionne, ma Guttenberg boccia 3 offerte
L'ad del Lingotto: massimo 2mila esuberi Germania, ok cogestione
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© APCOM
Roma, 24 mag. (Apcom) - Se Merkel appoggia "indirettamente" il piano di Sergio Marchionne per l'acquisto di Opel, a raffreddare gli animi ci pensa il ministro dell'Economia tedesco Karl Theodor zu Guttenberg (Csu), che dalle colonne della Bild am Sonntag (Bams), ha definito "insufficienti" le tre offerte pervenute finora per l'acquisizione della casa automobilistica tedesca, fatte da Magna, Fiat e del fondo statunitense Ripplewood. Ma sull'edizione domenicale del tabloid di Springer, l'ad di Fiat rassicura: con noi nel peggiore dei casi si prevedono al massimo 2mila esuberi in Germania.
Il ministro cristiano sociale Guttenberg, che doveva essere a Roma oggi, ma che all'ultimo momento ha annullato il viaggio, ha affermato alla Bams: "Ci troviamo ora con tre offerte per il rilevamento di Opel. Ma questo non significa che una di queste automaticamente e per forza abbia effetto". Con queste carenze, "un'insolvenza regolata sarebbe chiaramente la soluzione migliore, anch'essa potrebbe aprire delle possibilità per il futuro di Opel", ha ribadito.
Un sostegno "indiretto" a Fiat arriva invece dalla cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu). Secondo informazioni della Bild am Sonntag, la leader conservatrice boccia l'offerta fatta dal gruppo austriaco-canadese Magna, con il partner russo Sberbank Rossii, nel caso in cui all'impianto Opel di Bochum, nel Land Nord Reno Westfalia, siano tagliati 2.200 posti.
L'ad di Fiat Sergio Marchionne inserisce "il turbo" e in un'intervista a Bild am Sonntag promette: almeno 23-25mila posti di lavoro in Germania restano garantiti. Il manager della casa automobilistica torinese ammette, tuttavia, che la sua azienda incontra "ancora alcune riserve" in Germania, ma "a differenza degli altri concorrenti, il nostro piano è un baluardo contro l'esodo della tecnologia automobilistica dalla Germania e dall'Italia". E ancora: "I nostri numeri sono onesti e non nascondono i costi che alla fine finiranno sulle teste dei contribuenti tedeschi".
Il "Fiat-Chef" in concreto, riassume Bild am Sonntag, garantisce che "nel caso più sfavorevole in Germania si taglierebbero al massimo 2mila posti di lavoro nell'integrazione di Opel in un gruppo unitario senza debiti con la Fiat". Per Marchionne "il nostro piano soddisfa al meglio tutti i criteri. Chiunque, anche in politica, padroneggia l'aritmetica, può provarlo". Il Lingotto si dichiara inoltre a favore della "Mitbestimmung", la cogestione sindacale. Fiat, sottolinea Bams, dispone, a differenza degli altri offerenti, di un sufficiente ed elevato cash flow di oltre tre miliardi di euro all'anno. A questo vanno aggiunti 1,5 miliardi di euro provenienti dalle sinergie con Gm Europe, Opel inclusa, che ci consentiranno di restituire le garanzie statali al più tardi entro 5 anni.
In un'altra intervista a Der Spiegel, rilanciata oggi dalla Stampa, Marchionne attacca Magna: "Se uno dei miei venisse da me con un piano simile, il giorno dopo si ritroverebbe senza lavoro". Per l'amministratore delegato della Fiat ""Magna si comporta come se avesse scoperto la Russia, mentre probabilmente conosciamo meglio noi quel mercato. Il mercato automobilistico russo è crollato del 50% negli ultimi sei mesi e non può assorbire le scorte di Opel senza mettere a rischio l'industria locale".
Ottimista sulla trattativa in corso tra il Lingotto e la casa automobilistica tedesca, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ieri, a margine dell'incontro con il segretario Usa all'Energia Steven Chu a Roma, ha affermato che l'offerta della Fiat "sul piano industriale è di maggiore prospettiva".
Cuc

 
 
 

Berlusconi:Inutili Camere così.Fini:inaccettabile depotenziarle

Post n°33 pubblicato il 22 Maggio 2009 da pensieroso85

Berlusconi:Inutili Camere così.Fini:inaccettabile depotenziarle
Franceschini: Ormai si sente Napoleone. Casini: nulla di nuovo
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© APCOM
Roma, 22 mag. (Apcom) - Il Parlamento italiano "è pletorico"; le Camere pletoriche "sono inutili e controproducenti". Silvio Berlusconi si ferma qui, non completa il sillogismo, ma l'affondo contro il potere legislativo lanciato dal palco dell'Assemblea di Confindustria è comunque durissimo. Immediata la replica di uno dei due presidenti delle Camere, Gianfranco Fini, che sottolinea come il Parlamento è "un interlocutore ineludibile, qualificato e impegnato", "forse pletorico ma non certo inutile nè controproducente".
Ma il premier aveva messo in conto le polemiche, conosceva benissimo la reazione che avrebbe provocato: "Ora diranno che offendo il Parlamento, ma questa è la pura realtà", era stata la premessa. E allora ecco la verità sul Parlamento secondo il premier: "Il presidente del Consiglio non ha nessun potere, perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e tutto il potere è stato dato al Parlamento che è pletorico: sono 630 deputati, ne basterebbero 100 come il Congresso americano". E poco dopo: "Le assemblee pletoriche sono inutili e addirittura controproducenti. Ci sono alcuni parlamentari che non si vedono mai, perchè sono imprenditori, perchè sono professionisti, e hanno cose più importanti da fare che stare lì per un giorno con le mani dentro la scatoletta del voto e votare cose che nessuno può sapere cosa sono perchè quando ci sono 400 emendamenti.. Come si vota? Si guarda il capogruppo che indica con il pollice e si vota come dice il capogruppo". Bisognerebbe dunque ridurre il numero dei parlamentari, secondo il premier, ma per una riforma di questo "servirebbe un disegno di legge di iniziativa popolare perchè non si può chiedere ai capponi o ai tacchini di anticipare il Natale".
La replica del Presidente della Camera arriva nero su bianco, diretta ed esplicita: "L'Assemblea di Montecitorio - afferma Fini in una nota - può essere giudicata, con i suoi 630 membri, pletorica ma certo non può essere definita né inutile né controproducente". Comunque "ridurre il numero dei parlamentari è ipotesi largamente condivisa", così come "ridefinire ruolo e funzione del Parlamento è possibile, anche alla luce dei diversi ordinamenti costituzionali democratici dei Paesi occidentali.
Sarebbe invece inaccettabile - avverte Fini - la privazione del Parlamento, in quanto espressione della sovranità popolare, delle sue essenziali funzioni di indirizzo generale, di controllo dell'operato del Governo, di esercizio del potere legislativo". Per il sottosegretario alla Presidenza Paolo Bonaiuti, però, non c'è alcuno scontro, anzi: " "Il Presidente Fini conferma quello che ha dichiarato stamattina il Presidente Berlusconi. E' auspicabile una riduzione del numero dei parlamentari, mentre le funzioni di indirizzo generale, di controllo dell'operato del governo e di esercizio del potere legislativo sono imprescindibili".
Ma non è la prima volta che Berlusconi insiste su questo tasto, e non è la prima volta che Fini gli risponde duramente. Un vecchio pallino del premier è la proposta di far votare in Aula il solo capogruppo, rilanciata anche a marzo. Anche in quell'occasione, la risposta di Fini era stata gelida: "Già l'aveva avanzata, ed era caduta nel vuoto. Accadrà la stesa cosa anche stavolta, perchè è una proposta impossibile". Ma lo scontro tra Berlusconi e Fini sul bilanciamento dei poteri tra l'Esecutivo e il Legislativo percorre tutta la legislatura e come un fiume carsico spesso riaffiora: ad ottobre il presidente di Montecitorio aveva esplicitamente invitato il Governo a "non abusare" della decretazione, invito rinnovato anche a gennaio aveva; a novembre invece lo scontro si era consumato sul maxiemendamento alla Finanziaria su cui il Governo avrebbe voluto porre la fiducia, strozzando il dibattito: "Tra l'assalto alla diligenza e il far discutere il provvedimento c'è una bella differenza", aveva sottolineato Fini.
A difesa del Parlamento interviene tutta l'opposizione. Il segretario del Pd Dario Franceschini "ormai crede di essere Napoleone, si crede sopra la legge e la morale: gli italiani ci pensino mille volte prima di votarlo". Pierluigi Bersani denuncia poi che il premier "inserisce veleni nella democrazia e con gli attacchi al Parlamento tende a picconare la Costituzione materiale". Sarcastica la risposta di Pier Ferdinando Casini, leader Udc: "Che Berlusconi pensi che il Parlamento sia un ente inutile è noto, basti vedere chi ha mandato in Parlamento".
Durissimo il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi: "Le offese al Parlamento sono l'anticamera del regime. Ci appelliamo al presidente della Repubblica ed ai presidenti di Camera e Senato affinché intervengano per difendere le istituzioni, umiliate dalle parole del capo del governo". E l'appello diretto al presidente di palazzo Madama ad intervenire arriva anche dalla capogruppo del Pd Anna Finocchiaro che in Aula chiede: "Cosa pensa il presidente Schifani delle dichiarazioni del presidente del Consiglio sui tacchini e sui capponi in Parlamento?".
Ma anche dalla maggioranza arrivano distinguo, come quello del leghista Roberto Calderoli, che per mesi in Parlamento si è confrontato con l'opposizione arrivando ad un'approvazione a larga maggioranza del federalismo fiscale e che proprio ora sta iniziando a lavorare sulle riforme istituzionali: il metodo usato per il federalismo va applicato anche alle altre riforme, e così "se ci siamo tutti, facciamo tutto: tacchini, capponi, codice delle Autonomie... Se invece prevalgono logiche corporative avremo preso in giro anche in questa legislatura chi vuole le riforme".

 
 
 

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Post n°32 pubblicato il 20 Maggio 2009 da pensieroso85

 
 
 

Università, scontri a Torino:24 feriti tra forze ordine,2 arresti

Post n°31 pubblicato il 19 Maggio 2009 da pensieroso85

Università, scontri a Torino:24 feriti tra forze ordine,2 arresti
Disordini durante le manifestazioni, incidenti tra studenti e polizia
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© APCOM
Roma, 19 mag. (Apcom) - E' di 24 feriti tra le forze dell'ordine e di due arresti il bilancio degli incidenti avvenuti in occasione dell'University Summit 2009, a Torino, dove si è svolto il corteo di circa 3mila studenti appartenenti alla "Rete contro il G8-Onda Anomala". Tra le forze dell'ordine 22 feriti appartengono alla polizia e 2 ai carabinieri, fa sapere la questura locale. Uno dei poliziotti ha riportato la doppia frattura scomposta del setto nasale.
Due gli italiani arrestati: Alessandro Arrigoni di 26 anni di Sassari, conosciuto alla digos di Milano per il reato di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso e denunciato in stato di arresto per il porto di oggetti atti a offendere, e Domenico Sisi, di 29 anni di Torino, noto alla digos locale, per detenzione e porto di materiale esplodente e infiammabile (petardi e un contenitore con liquido infiammabile), un bastone e un caschetto di protezione. Una terza persona, italiana, è indagata per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso.
E' al vaglio degli investigatori la valutazione di tutto il materiale video-fotografico per identificare altri manifestanti autori dei disordini. Sequestrati numerosi oggetti utilizzati, tra cui bastoni, mazze, grossi sassi, due piccozze, un ordigno rudimentale, lo striscione che era in testa al corteo e che era stato rivestito con del plexiglas per renderlo rigido e poterlo utilizzare come scudo. Durante la manifestazione anche altre auto in sosta nelle vie limitrofe rimanevano danneggiate.
Gtz

 
 
 

Torino, al G8 University tre fermati e tre feriti negli scontri

Post n°30 pubblicato il 18 Maggio 2009 da pensieroso85

Torino, al G8 University tre fermati e tre feriti negli scontri
Due, greci, già rilasciati. Situazione verso la normalità
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© APCOM
Roma, 18 mag. (Apcom) - Tre studenti fermati, due feriti e un agente contuso. E' questo il bilancio degli scontri che si sono consumati questa mattina a Torino tra gli studenti che contestano il G8 University Summit e la polizia, che difende la 'zona rossa' intorno al castello del Valentino, dove ha luogo l'incontro. Quarantuno, tra rettori e presidenti di università, si confrontano su quattro filoni: economia, etica, ecologia e energia. La mattinata si è aperta con gli scontri nei pressi del Valentino. Gli studenti hanno lanciato uova in direzione degli agenti al grido di 'c'è profumo di marcio', riferendosi al rettore del politecnico di Torino, Francesco Profumo, tra gli organizzatori dell'evento. Gli agenti, a difesa della blindatissima 'zona rossa' intorno al castello, inaccessibile agli studenti ma anche ai torinesi, hanno caricato, fermando tre ragazzi che sono stati portati in questura. I primi due, greci, un ragazzo di 23 anni e una studentessa di 25, sono stati rilasciati un'ora dopo. Il terzo, un italiano, è ancora in stato di fermo. Appartiene, secondo la digos all'area antagonista milanese.
Terminati i momenti di tensione intorno al parco del Valentino, gli studenti si sono ritrovati alla stazione Porta Nuova, avviando un nuovo corteo spontaneo lungo via Roma. Mentre si spostavano è partita una nuova carica della polizia, nella quale sono rimasti feriti due manifestanti: una giovane di 33 anni, con una contusione al braccio, e uno di un ragazzo di 21 anni, con una ferita lacero contusa alla testa. Anche un agente, fa sapere la questura, è rimasto contuso a un ginocchio. Per cercare di ridurre la tensione Profumo si è detto disponibile a incontrare gli studenti: "Mi rivolgo agli studenti - ha detto - chiedendo di rasserenare gli animi. Sono disponibile a incontrarli, vedere i problemi che pongono e a cercare una forma di mediazione". Appello subito rispedito al mittente: "Nel momento in cui uno organizza un G8 University summit - spiegano i ragazzi dell'Onda - predisponendo zone rosse ed escludendo qualsiasi piano di condivisione con gli studenti, è evidente che il dialogo è già morto in partenza. E' strano che il rettore non se ne renda conto".
Esaurita la fase più critica della contestazione per oggi, i ragazzi si dedicano ora a dibattiti e approfondimenti. Nel pomeriggio, intorno alle 17, avvieranno una serie di incontri nella palazzina Aldo Moro, l'unico edificio concesso dal rettore Ezio Pelizzetti agli studenti. Palazzo Nuovo, infatti, la sede principale delle facoltà umanistiche dell'ateneo, rimarrà chiuso fino a domani, quando si concluderà il summit. L'attenzione ora è tutta puntata sul corteo nazionale in programma per domani, che partirà dall'università alle 15.
Dpn

 
 
 

Immigrati, La Russa contro l'Onu, l'ira delle opposizioni

Post n°29 pubblicato il 17 Maggio 2009 da pensieroso85

Immigrati, La Russa contro l'Onu, l'ira delle opposizioni
Il ministro: Unhcr ha offeso militari, chieda scusa
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© APCOM
Roma, 17 mag. (Apcom) - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa prende a 'cannonate' polemiche l'Unhcr, organismo Onu per i rifugiati, e la sua portavoce italiana Laura Boldrini: le opposizioni insorgono, e l'epiteto più frequente che indirizzano all'esponente governativo è "fascista", ma il Pdl lo difende con Maurizio Gasparri: "il ministro ha ragione", dice, e l'Onu pensi all'Iran. L'Unhcr, che da giorni preme sul Governo perché restituisca ai migranti il diritto a essere identificati e quindi eventualmente a fare domanda d'asilo, "non conta un fico secco", ha detto La Russa ieri mattina, e in Italia "è rappresentato da un'esponente di Rifondazione comunista".
Poi, nella serata di ieri, il ministro è tornato sull'argomento.
Chi, come l'Unhcr, parla di "iniziative inumane" in riferimento ai respingimenti dei migranti da parte di navi della Marina militare "sbaglia e credo che dovrebbe chiedere scusa", ha detto, replicando alle accuse dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati che ha condannato le operazioni di riaccompagnamento dei migranti volute dal governo italiano.
Durante il viaggio di trasferimento a Tripoli, dove parteciperà ai lavori dell'Iniziativa 5+5, La Russa ha detto di non poter tollerare "nessuna accusa di attività inumana rivolta ai militari, ai marinai, che stanno rispettando la legge del mare, accogliendo e riportando nel porto più vicino i migranti che vengono intercettati in acque extraterritoriali, come vuole la legge del mare".
Solo questa, secondo La Russa, è l'attività che i militari italiani stanno svolgendo. "Chi parla di iniziative inumane, attività non umanitarie, sbaglia e credo che dovrebbe chiedere scusa perchè sa benissimo che è molto più corretto riaccompagnare nel porto più sicuro e vicino piuttosto che costringere gli immigrati clandestini a un lungo percorso verso l'Italia e a un restringimento nei Centri di identificazione ed espulsione, dove la loro libertà viene limitata e dove al termine del periodo vengono identificati ed espulsi", ha sottolineato il ministro.
Per La Russa, viceversa, "è molto meglio e più umano riaccompagnarli subito piuttosto che sottoporli a un percorso sicuramente meno umano che conduce all'espulsione". "Ma quello che mi interessa sottolineare", ha insistito il ministro della Difesa, "è che i marinai stanno svolgendo solo compiti umanitari previsti dalla legge del mare".
Bar/Coa/Kat

 
 
 

Sicurezza; Camera approva ddl, Berlusconi soddisfatto, Pd no

Post n°28 pubblicato il 15 Maggio 2009 da pensieroso85

Sicurezza; Camera approva ddl, Berlusconi soddisfatto, Pd no
Lite Franceschini-Maroni. Il Pd:"fascisti",la Lega:'dici falsità'
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© APCOM
Roma, 15 mag. (Apcom) - Il pacchetto sicurezza è "una realtà": la Camera ha infatti approvato la versione riveduta e corretta del testo già varato dal Senato. Ci sono voluti tre maxi-emendamenti con annessi tre voti di fiducia, ma alla fine il ddl che introduce il reato di immigrazione clandestina, esclude gli irregolari dai pubblici servizi, con l'eccezione di sanità e scuola, e prevede le ronde anticriminalità, care alla Lega Nord, è quasi legge dello Stato. Manca soltanto un ulteriore passaggio in Senato, ma il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Federico Bricolo, già promette "una calendarizzazione in tempi brevissimi". Tutto quello che poteva essere detto e fatto, del resto, è stato già detto e fatto a Montecitorio, tanto che il Pd, per vedere almeno discussi in Aula i propri emendamenti, ha dovuto convertirli in ordini del giorno.
Finita dunque la discussione, restano la soddisfazione del premier Silvio Berlusconi e le critiche dell'opposizione, più qualche battibecco personale a corollario. "Sono soddisfatto - ha detto il presidente del Consiglio lasciando l'Aula dove ha assistito, ieri e oggi, alle votazioni - perchè quella varata oggi è una legge lungamente approfondita e assolutamente necessaria. Bisognava affrontare l'immigrazione con buon senso e senso di giustizia ma anche con determinazione, perchè non potevamo lasciare la situazione determinata dalla sinistra, di un Paese che incentivava l'immigrazione clandestina con le frontiere spalancate".
A dar sostegno al premier è anche i risultati dei sondaggi. "I dati che ho io dicono che la grandissima maggioranza degli italiani, credo sia il 76 per cento, condivide la posizione e l'operato del governo. Tutto il resto - ha concluso Berlusconi - fa parte della critica dell'opposizione".
Una critica molto dura, soprattutto da parte del segretario del Pd Dario Franceschini, che oggi in Aula ha tuonato contro il ddl, paragonandolo di nuovo alle leggi razziali fasciste. La destra, è stato il ragionamento del leader del Pd, ha inventato le ronde per "coprire il fallimento" delle sue politiche in materia di immigrazione e sicurezza, ma il Pd non accetterà di tornare al tempo delle camicie nere. "C'è già stato nella storia italiana un altro momento storico in cui si è pensato di affidare la sicurezza a persone con camicie di uno stesso colore: noi lì non vogliamo tornare".
Ma la critica di Franceschini non si ferma alle sole ronde. "In tema di sicurezza il centrodestra - ha tuonato il leader Pd - tradisce le promesse elettorali" e presenta un bilancio "fallimentare". "Adesso - ha detto in Aula - è tempo di bilanci, anche perché voi non governate da un anno: negli ultimi 8 anni avete governato 6 anni. Sulla sicurezza - ha concluso - il vostro bilancio è di tradimento delle promesse elettorali e di fallimento".
Le parole del leader del Pd non sono però piaciute nè al ministro dell'Interno Roberto Maroni nè al leader del Carroccio Umberto Bossi. Per Bossi "quello di Franceschini sembrava un suicidio in diretta, perchè lui non ascolta la gente". Più duro Maroni: Franceschini, ha tuonato il ministro, "dice falsità: va bene la propaganda in campagna elettorale, ma in un'Aula parlamentare non si può". "Si può discutere, ma basta con le tante falsità che la sinistra va dicendo su questo provvedimento.
Franceschini dice cose grossolanamente false".
Sulla stessa linea del segretario del Pd anche il leader dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro: quello su cui il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia "non è un pacchetto sicurezza, ma un pacchetto propaganda". Per il leader di Idv, infatti, nelle norme varate oggi, "non ci sono nè fondi, nè risorse nè mezzi per garantire la sicurezza, solo chiacchiere e spot elettorali. Dove sono i fondi per le forze di sicurezza, le carceri, i magistrati nelle aree scoperte, gli aumenti di organico, i provvedimenti per i tempi certi nei processi?". Per di Pietro, infatti, con il pacchetto sicurezza "bisognava mandare un messaggio al paese: c'è certezza della pena e chi sbaglia paga". Invece in questo pacchetto "non c'è nulla".
Critico anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: il ddl sulla sicurezza che la Camera ha varato, ha detto Casini, "è molta propaganda e poca sostanza". Misure come le ronde, ha poi aggiunto, "non mostrano la faccia feroce dello Stato ma l'abdicazione dello Stato. Le ronde sono uno stato d'animo non una soluzione".
Gic MAZ

 
 
 

Immigrati/ Berlusconi:Napolitano? Non credo si riferisse a noi

Post n°27 pubblicato il 14 Maggio 2009 da pensieroso85

Immigrati/ Berlusconi:Napolitano? Non credo si riferisse a noi
Bossi: Napolitano? Io ascolto la gente
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© APCOM
Roma, 14 mag. (Apcom) - Pronta risposta da parte del governo e della maggioranza che lo sostiene alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano preoccupato per la retorica pubblica intollerante e xenofoba. "Siamo contro la xenofobia da sempre", ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Da parte nostra c'è sempre stato un atteggiamento di netto contrasto contro ogni espressione di xenofobia", ha chiarito il premier e a chi gli chiedeva se il capo dello Stato si riferisse alla politica attuata dal Governo quando ha parlato di "retorica pubblica", Berlusconi ha risposto: "Non so, chiedetelo a lui".
Anche il leader della Lega, Umberto Bossi, ha commentato le parole del Capo dello Stato. "Io ascolto la gente" ha detto a Montecitorio dove era in corso l'esame del ddl sicurezza cogliendo l'occasione anche per attaccare il segretario del Pd: "Quello di Franceschini sembrava un suicidio in diretta - dice riferendosi all'intervento fatto in Aula -, lui non ascolta la gente".
MAZ

 
 
 

Ue, multa record a Intel: 1,06 mld per abuso posizione dominante

Post n°26 pubblicato il 13 Maggio 2009 da pensieroso85

Ue, multa record a Intel: 1,06 mld per abuso posizione dominante
Azienda annuncia ricorso: non abbiamo danneggiato consumatori
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Bruxelles, 13 mag. (Apcom) - La Commissione europea ha imposto una multa record di 1.060.000.000 di euro a Intel Corporation per violazione delle norme antitrust del trattato Ce per abuso di una posizione dominante sul mercato, ponendo in essere pratiche anticoncorrenziali illegali al fine di di escludere i concorrenti dal mercato dei microprocessori per computer chiamati X86 "Unità centrale di elaborazione" (Cpu). La Commissione ha anche ordinato a Intel di cessare immediatamente le pratiche illegali nella misura in cui esse sono ancora in corso. Per tutto il periodo ottobre 2002-dicembre 2007, Intel aveva una posizione dominante nel mercato mondiale CPU X86 (almeno il 70% di quota di mercato).
Il record precedente era detenuto dal gigante americano del software Microsoft, che l'anno scorso ha ricevuto una ammenda di 899 milioni di euro per la mancanza di cooperazione a seguito di una condanna per abuso di posizione dominante. Contro questo provvedimento Microsoft ha fatto ricorso, e la procedura è in corso di svolgimento.
In totale però Microsoft detiene ancora il record poichè il totale delle multe ricevute nel corso degli anni ammonta a 1,676 miliardi di euro, e potrebbe anche aumentare ancora a causa del procedimento ancora in corso.
Intel, dei microprocessori per computer, farà ricorso contro la supermulta Antitrust da 1,06 miliardi di euro ricevuta oggi dalla Commissione europea. E' quanto ha annunciato l'amministratore delegato dell'azienda Paul Otellini, in un comunicato. "Intel farà ricorso", ha spiegato. "Pensiamo sia una decisione sbagliata", ha aggiunto, sostenendo che "i consumatori non sono stati assolutamente danneggiati" dal comportamento di Intel. Secondo Bruxelles l'azienda ha abusato della propria posizione dominante per escludere dal mercato il concorrente Amd, offrendo sconti e agevolazioni ai produttori di computer per l'acquisto dei suoi microprocessori. La sanzione da 1,06 miliardi di euro ricevuta da Intel è la più alta multa singola inflitta dall'Antitrust Ue, anche se le diverse ammende ricevute da Microsoft ammontano ad una cifra superiore: 1,676 miliardi di euro.

 
 
 

Terrorismo, arrestati a Bari due collaboratori di al-Qaida

Post n°25 pubblicato il 12 Maggio 2009 da pensieroso85

Terrorismo, arrestati a Bari due collaboratori di al-Qaida
Sono francesi residenti a Bruxelles ed erano già in carcere
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Milano, 12 mag. (Apcom) - La Digos della Questura di Bari e il Servizio centrale antiterrorismo dell'Ucigos, hanno eseguito questa mattina due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini francesi residenti a Bruxelles, il 62enne di origine siriana Bassam Ayachi e il 33enne francese convertito all'Islam Raphael Gendron, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. In pratica i due sono considerati "aderenti ad Al Qaida" e attivi nell'attività di proselitismo, invio di "combattenti" in Iraq e Afghanistan, studio di attentati da compiere in Europa, tra cui un'azione contro l'aeroporto Charles de Gaulle di Roissy, alle porte di Parigi. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip della Procura di Bari Giulia Romanazzi su richiesta dei Pm Francesca Romana Pirrelli e Roberto Rossi e le indagini sono state condotte "in stretto raccordo" con le altre polizie europee a partire da quella francese e belga. I due si trovavano già reclusi nel carcere del capoluogo pugliese dall'11 novembre 2008, quando erano stati arrestati con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Secondo gli inquirenti, le intercettazioni dimostrano "il proposito degli indagati di passare all'azione terroristica attraverso la progettazione di attentati, manifestando il loro intento di recarsi in Afghanistan", ma anche "stretti rapporti" con altri, diversi, militanti di Al Qaida. Nel corso dell'inchiesta gli investigatori hanno sequestrato anche numerosi cd, dvd, pen drive, documenti e testi in arabo "che non solo esaltano le gesta dei combattenti islamici, ma hanno un contenuto chiaramente sovversivo". Tra la documentazione sequestrata ci sono anche diversi manuali di guerriglia, di terrorismo e di controterrorismo, sulle arti marziali e sulle tecniche di combattimento dei reparti speciali israeliani.
Bassam Ayachi, riferisce la polizia, era già noto da tempo alle autorità belghe e a quelle italiane perché leader e guida spirituale del "Belgium Islamic Centre Assabyle" (Ciba) di Bruxelles, ritenuto uno dei più importanti centri di irradiazione dell'Islam di orientamento salafita in Europa. Uno dei suoi figli, Ayachi Abdel Rahman, inoltre, è stato condannato il 23 gennaio scorso dalla Corte di Appello di Bruxelles, proprio insieme al secondo arrestato, Raphael Gendron, per aver diffuso sul sito Internet del centro islamico www.assabyle.com, un video antisemita, xenofobo e razzista, contenente anche minacce contro Israele. Il sito, oscurato nel 2004, era stato subito dopo ricreato con il nome www.ribaat.org (registrato in Pakistan e tuttora attivo) utilizzato sempre per immettere in rete documenti di propaganda dell'Islam radicale e di apologia del jihad. Raphael Gendron, ingegnere elettronico e stretto collaboratore di Bassam, è ritenuto dagli investigatori tra i cofondatori del "Ciba", il gestore e l'amministratore del sito www.ribaat.org, nonché di altri siti Internet simili. Sempre secondo la polizia, Gendron era in possesso di scritti di autori islamisti "che tendono a giustificare sotto il profilo ideologico e religioso il jihad, compresi gli attentati suicidi, soprattutto nelle zone teatro di conflitti interetnici e/o religioso, ma anche nei confronti dell'Occidente e d'Israele".

 
 
 

Pakistan, tragedia umanitaria a Swat,360 mila sfollati per guerra

Post n°24 pubblicato il 11 Maggio 2009 da pensieroso85

Pakistan, tragedia umanitaria a Swat,360 mila sfollati per guerra
Unhcr: "Si tratta delle persone registrate"
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Islamabad, 11 mag. (Apcom) - Almeno 360mila persone sono fuggite negli ultimi dieci giorni dai combattimenti fra l'esercito pachistano e i talebani a Swat e nei suoi dintorni, nel nord ovest del Pakistan. Lo ha annunciato l'Alto Commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (Unhcr). "Circa 360.000 persone sono state registrate nei campi o contate al di fuori di queste strutture e costituiscono una parte di un nuovo esodo proveniente dai distretti di Swat, Buner e Lower Dir" dal 2 maggio, ha dichiarato all'Afp Ariane Rummery, portavoce in Pakistan dell'Unhcr.
I talebani, legati ad al Qaida, avevano occupato due anni fa la valle di Swat, una volta la zona più turistica del Paese, e l'esercito non era mai riuscito a riconquistarla stabilmente. A metà febbraio, Islamabad aveva firmato un accordo di pace in virtù del quale i talebani accettavano accettavano un cessate-il-fuoco in cambio dell'instaurazione, a Swat e in altri sei distretti, di tribunali islamici. Ma, invece di deporre le armi, i combattenti islamici hanno approfittato della tregua per spingersi in avanti e guadagnare ancora terreno, impossessandosi di Lower Dir e di Buner, ad un centinaio di chilometri da Islamabad. Sotto la pressione intensa di Washington, che ha definito l'accordo di Swat "un'abdicazione" di fronte agli islamisti, Islamabad ha lanciato due settimane fa il suo esercito in una vasta operazione di riconquista del Lower Dir, di Buner e di Swat.
Ad oggi, l'esercito ha assicurato di avere ucciso almeno 720 talebani e di aver perso solamente una ventina di uomini. Ma, secondo le testimonianze sempre più numerose di persone sfollate, né i talebani e né l'esercito risparmiano i civili che muoiono a decine sotto le bombe.
Le autorità pachistane hanno allestito 29 uffici per registrare gli sfollati principalmente nelle zone di Mardan e Swabi dove sono stati eretti la maggior parte dei campi.
"Ma appena il 20% sono in questi campi. Il resto è all'esterno", ha precisato Rummery.
Mezzo milione di persone sono fuggite dai tre distretti, ha assicurato all'Afp Abid Majeed, un responsabile della cellula di crisi del governo a Peshawar, la capitale della Provincia della Frontiera del Nord-Ovest (Nwfp), sotto anonimato. Ma nessuno ha ufficialmente confermato questa stima al momento e Majeed non è in grado di dire quando è stata fatta. Poiché, dal 2007, e prima dell'offensiva nella zona di Swat, il governo stimava già a 500.000 il numero delle persone sfollate dai combattimenti, intermittenti, più a ovest, nelle zone tribali semi-autonome, lungo la frontiera afgana, vero feudo dei talebani pachistani, dei loro colleghi afgani e di combattenti stranieri di al Qaida.
"Non sono in grado di fornire il numero esatto delle persone sfollate perché stiamo esaminando le informazioni che il nostro personale raccoglie sul campo", ha spiegato Khushhal Khan, un alto responsabile dell'amministrazione di Swat.
(con fonte Afp) Ihr

 
 
 
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