- Stupido cane.. - borbottai aprendo la porta. Sentii qualcuno muoversi in cucina. - Papà? - chiesi. - Sei già a casa? - Abbandonai lo zaino per terra vicino alla porta. Mi affacciai in cucina. - Alice! - esclamai sorpresa. Alice Cullen era l'unica vampira, esclusa mia madre, che avesse il permesso di entrare in casa mia. Mio padre aveva paura, non per lui, ma per me. Quando Seth e Leah erano di guardia a La Push, io andavo spesso dai Cullen. Lui non voleva, ma ci andavo lo stesso. Non mi avrebbero fatto niente e lui lo sapeva, ma aveva paura che se avessi fatto arrabbiare qualcuno.. Ma loro erano sempre gentili, e quando andavano a caccia, spesso andavo a fare da baby sitter a Renesmee, oppure Alice la portava da me. Edward aveva detto che all'inizio, quando la piccola era nata (ed era successo da poco), sembrava che Jacob Black avesse avuto l'impring con lei, tutti si erano piuttosto arrabbiati con lui, e invece (come a confermare che era un idiota), non era così, si era sbagliato. Meglio.. avrei rischiato di ucciderlo se l'avesse toccata, anche quando lei fosse diventata grande! Bella non ne sarebbe stata contenta.. Aveva aggiunto mentelmente in modo che solo io potessi sentirla. Stare a casa Cullen era divertente, sembrava di essere in una piccola isola felice, come a casa di Emily.- Hey Yv! Scusa.. avevo visto una macchina vuota volare con te lì davanti.. e ho pensato di dover controllare che stessi bene! - mi salutò.- Sì, tutto ok, Alice. Che stai facendo? - Aveva un computer portatile aperto sul tavolo della mia cucina, e uno scanner, e quella che sembrava la mia cartella degli schizzi. Sorrise allegra. - Ho pensato che i tuoi disegni, sopra ai miei.. sarebbero una forza che gli umani adorerebbero! - cantò. Io alzai le sopracciglia confusa. I miei disegni spra i suoi?? Ma che vuol dire?! Lei sbuffò. - Se stampassi i tuoi disegni sopra gli abiti che disegno io.. sarebbero un'accoppiata vincente! E io lo so: l'ho visto! E so che accetterai! - saltellava allegra. Come si faceva a dirle di no.- So che sai ciò che fai, Alice, quindi hai carta bianca! -- Beh.. peròò.. - Però?? Oddio. - Però?? - chiesi allarmata. Lei si strinse nelle spalle e mi fece capire che doveva mostrarmi qualcosa. Misi in collegamente le nostre menti e mi mostro delle immagini. Non erano visioni, semplicemente la sua immaginazione. Ero io con indosso dei vestiti che non mi sarei mai sognata nemmeno di guardare in un negozio, con lei affianco con vestiti altrettanto.. da Alice! L'unico particolare che mi andava a genio erano le stampe su di essi. I miei schizzi. Tu sei pazza! pensai. Eddaiiii per favore Yv! Fallo per me! Ti vesti sempre come un maschiaccio! Almeno una volta nella tua vita ti dovrai mettere qualcosa di femminile! Hai meno gusto di Bella nel vestire! replicò. No, Alice! NO. Fine della discussione.Prima che riuscissi a interrompere il collegamento, lei ebbe una visione. Lei e Bella con i vestiti che nelle sue fantasie avevo indosso io. Se capitava che lei avesse delle visioni, mentre le nostre menti erano collegate, anche io cadevo in trans come lei, e vedevo ciò che lei vedeva. Non era una bella sensazione, specie quando non vedeva niente di buono. Sta volta per fortuna era tutto a posto. Era la visione migliore che potesse avere. Finita la visione, tornammo a parlare come le persone normali.- E' la visione migliore che tu potessi avere! Io sarò lì a guardarvi, questo te lo prometto! - dissi.- Va bene. E poi a Bella staranno meglio! - cercò di pungermi nel vivo, ma con scarso successo: non ero lei. - Appunto. - acconsentii.Lavorò su quei vestiti, e scelse per ognuno uno dei miei disegni. Li scannerizzò tutti. E, un ad uno, scegliemmo quale si addiceva di più ad ogni capo. Mezz'ora dopo arrivò mio padre, e quando entrò, sia lui che Alice arricciarono il naso.- Buongiorno signor Taylor! - salutà lei.- Ciao papà. Com'è andata al lavoro? - salutai. Lui mi guardò in cagnesco per un attimo, non voleva sentire l'odore di Alice a tavole, poi sospirò e ci salutò. - Ciao ragazze. Seth ha detto che hai avuto qualche problema con un auto Yv... - Ah! Colpita e affondata. - Sì.. - ammisi.- Che mi dici di auto volanti con quattro ragazzi sopra? - incalzò severo.- E dai, papà! Non l'ho fatto apposta! Preferivi che mi facessi investise? E poi non erano ragazzi! Erano i lupi! - mi giustificai. Alice taceva e fingeva di non ascoltare. Dopo lo scontro/incontro tra i Volturi con i Cullen, il Clan di DEnali e il branco, il patto era rotto: i vampiri potevano entrare nella riserva, o meglio i Cullen potevano, e i lupi potevano sorrazzare anche fuori, e avevano il permesso di aggredire i vampiri sconosciuti, se i Cullen non li avevano avvertiti del loro passaggio. Alice trattava mio padre come un qualunque umano, e lo stesso avveniva tra il branco e la famiglia del dottor Cullen. - Non dire sciocchezze! Certo che non ti vorrei morta! Ma preferirei che stessi attenta a dove cammini! -- E' stato Jacob Black ad essere in fallo! Quando sono partita non c'era nessuno! Non è colpa mia se lui guida ai 150 in una stradina con il limite dei 50! - sbottai. Dava sempre ragione a loro. Da quando avevamo lasciato l'Italia, e mia madre era rimasta là, aveva deciso che tutto ciò che non andava doveva essere colpa mia, perchè ero la figlia maggiore. Avevo quindici anni, non cinquanta. Non wero adulta, e avevo abbastanza responsabilità. Mantenere il segreto nostro, dei lupi, dei vampiri, delle loro alleanze, dell'esistenza di nuove vampiri nella mia classe (perchè ce n'erano!), pulire la casa, badare Renesmee quando potevo, aiutare Seth a studiare, i lavori di casa, insomma erao tutti miei, tranne il cucinare. Non ero capace. Aveva sempre cucinato mamma, prima.- Jacob Black è un bravo ragazzo! Billy l'ha cresciuto abbastanza bene perchè non lanci via auto o persone quando si arrabbia! Non mi sembra che usi i suoi potri tra la gente! - Mi limitai a guardarlo male. Ora mi ero offesa. E molto anche. Feci sbollire la rabbia in silenzio. Alice continuava a scrivere sul pc, senza fiatare. Nella stanza c'erano, come sempre molta tensione, più del necessario. - Ovviamente. Jacob Black è il figlio perfetto. Cosa daresti perchè anche io fossi un cane, eh?! - sbottai. - ... Sai che non è così!- si difese dispiaciuto. Sapeva di avermi punto nel vivo.- No! Non lo so! Alice, mi accompagni a Forks? Mio padre a dimenticato di nuovo di andare a prendere mio fratello. - mi alzai, e uscii. - Salve signor Taylor! - sentii Alice salutare. Poco dopo eravamo sulla sua luminosa Porshe giallo canarino. Adoravo quella macchina, ma la guida dei vampiri mi terrorrizzava. - Non dovresti trattarlo così. - disse ALice. - Lui dovrebbe accettre la verità! Lo vedono tutti! Stravede per mio fratello, perchè cresce a vista d'occhio e presto sarà un mutaforma! Perchè è immune a tutti i poteri di voi vampiri, e anche ai miei! Perchè lui non frequenta voi Cullen, e soprattuto stravede per lui perchè è un maschio e di poteri strani non ne ha! - mi giustificai.
o2. Alice.
- Stupido cane.. - borbottai aprendo la porta. Sentii qualcuno muoversi in cucina. - Papà? - chiesi. - Sei già a casa? - Abbandonai lo zaino per terra vicino alla porta. Mi affacciai in cucina. - Alice! - esclamai sorpresa. Alice Cullen era l'unica vampira, esclusa mia madre, che avesse il permesso di entrare in casa mia. Mio padre aveva paura, non per lui, ma per me. Quando Seth e Leah erano di guardia a La Push, io andavo spesso dai Cullen. Lui non voleva, ma ci andavo lo stesso. Non mi avrebbero fatto niente e lui lo sapeva, ma aveva paura che se avessi fatto arrabbiare qualcuno.. Ma loro erano sempre gentili, e quando andavano a caccia, spesso andavo a fare da baby sitter a Renesmee, oppure Alice la portava da me. Edward aveva detto che all'inizio, quando la piccola era nata (ed era successo da poco), sembrava che Jacob Black avesse avuto l'impring con lei, tutti si erano piuttosto arrabbiati con lui, e invece (come a confermare che era un idiota), non era così, si era sbagliato. Meglio.. avrei rischiato di ucciderlo se l'avesse toccata, anche quando lei fosse diventata grande! Bella non ne sarebbe stata contenta.. Aveva aggiunto mentelmente in modo che solo io potessi sentirla. Stare a casa Cullen era divertente, sembrava di essere in una piccola isola felice, come a casa di Emily.- Hey Yv! Scusa.. avevo visto una macchina vuota volare con te lì davanti.. e ho pensato di dover controllare che stessi bene! - mi salutò.- Sì, tutto ok, Alice. Che stai facendo? - Aveva un computer portatile aperto sul tavolo della mia cucina, e uno scanner, e quella che sembrava la mia cartella degli schizzi. Sorrise allegra. - Ho pensato che i tuoi disegni, sopra ai miei.. sarebbero una forza che gli umani adorerebbero! - cantò. Io alzai le sopracciglia confusa. I miei disegni spra i suoi?? Ma che vuol dire?! Lei sbuffò. - Se stampassi i tuoi disegni sopra gli abiti che disegno io.. sarebbero un'accoppiata vincente! E io lo so: l'ho visto! E so che accetterai! - saltellava allegra. Come si faceva a dirle di no.- So che sai ciò che fai, Alice, quindi hai carta bianca! -- Beh.. peròò.. - Però?? Oddio. - Però?? - chiesi allarmata. Lei si strinse nelle spalle e mi fece capire che doveva mostrarmi qualcosa. Misi in collegamente le nostre menti e mi mostro delle immagini. Non erano visioni, semplicemente la sua immaginazione. Ero io con indosso dei vestiti che non mi sarei mai sognata nemmeno di guardare in un negozio, con lei affianco con vestiti altrettanto.. da Alice! L'unico particolare che mi andava a genio erano le stampe su di essi. I miei schizzi. Tu sei pazza! pensai. Eddaiiii per favore Yv! Fallo per me! Ti vesti sempre come un maschiaccio! Almeno una volta nella tua vita ti dovrai mettere qualcosa di femminile! Hai meno gusto di Bella nel vestire! replicò. No, Alice! NO. Fine della discussione.Prima che riuscissi a interrompere il collegamento, lei ebbe una visione. Lei e Bella con i vestiti che nelle sue fantasie avevo indosso io. Se capitava che lei avesse delle visioni, mentre le nostre menti erano collegate, anche io cadevo in trans come lei, e vedevo ciò che lei vedeva. Non era una bella sensazione, specie quando non vedeva niente di buono. Sta volta per fortuna era tutto a posto. Era la visione migliore che potesse avere. Finita la visione, tornammo a parlare come le persone normali.- E' la visione migliore che tu potessi avere! Io sarò lì a guardarvi, questo te lo prometto! - dissi.- Va bene. E poi a Bella staranno meglio! - cercò di pungermi nel vivo, ma con scarso successo: non ero lei. - Appunto. - acconsentii.Lavorò su quei vestiti, e scelse per ognuno uno dei miei disegni. Li scannerizzò tutti. E, un ad uno, scegliemmo quale si addiceva di più ad ogni capo. Mezz'ora dopo arrivò mio padre, e quando entrò, sia lui che Alice arricciarono il naso.- Buongiorno signor Taylor! - salutà lei.- Ciao papà. Com'è andata al lavoro? - salutai. Lui mi guardò in cagnesco per un attimo, non voleva sentire l'odore di Alice a tavole, poi sospirò e ci salutò. - Ciao ragazze. Seth ha detto che hai avuto qualche problema con un auto Yv... - Ah! Colpita e affondata. - Sì.. - ammisi.- Che mi dici di auto volanti con quattro ragazzi sopra? - incalzò severo.- E dai, papà! Non l'ho fatto apposta! Preferivi che mi facessi investise? E poi non erano ragazzi! Erano i lupi! - mi giustificai. Alice taceva e fingeva di non ascoltare. Dopo lo scontro/incontro tra i Volturi con i Cullen, il Clan di DEnali e il branco, il patto era rotto: i vampiri potevano entrare nella riserva, o meglio i Cullen potevano, e i lupi potevano sorrazzare anche fuori, e avevano il permesso di aggredire i vampiri sconosciuti, se i Cullen non li avevano avvertiti del loro passaggio. Alice trattava mio padre come un qualunque umano, e lo stesso avveniva tra il branco e la famiglia del dottor Cullen. - Non dire sciocchezze! Certo che non ti vorrei morta! Ma preferirei che stessi attenta a dove cammini! -- E' stato Jacob Black ad essere in fallo! Quando sono partita non c'era nessuno! Non è colpa mia se lui guida ai 150 in una stradina con il limite dei 50! - sbottai. Dava sempre ragione a loro. Da quando avevamo lasciato l'Italia, e mia madre era rimasta là, aveva deciso che tutto ciò che non andava doveva essere colpa mia, perchè ero la figlia maggiore. Avevo quindici anni, non cinquanta. Non wero adulta, e avevo abbastanza responsabilità. Mantenere il segreto nostro, dei lupi, dei vampiri, delle loro alleanze, dell'esistenza di nuove vampiri nella mia classe (perchè ce n'erano!), pulire la casa, badare Renesmee quando potevo, aiutare Seth a studiare, i lavori di casa, insomma erao tutti miei, tranne il cucinare. Non ero capace. Aveva sempre cucinato mamma, prima.- Jacob Black è un bravo ragazzo! Billy l'ha cresciuto abbastanza bene perchè non lanci via auto o persone quando si arrabbia! Non mi sembra che usi i suoi potri tra la gente! - Mi limitai a guardarlo male. Ora mi ero offesa. E molto anche. Feci sbollire la rabbia in silenzio. Alice continuava a scrivere sul pc, senza fiatare. Nella stanza c'erano, come sempre molta tensione, più del necessario. - Ovviamente. Jacob Black è il figlio perfetto. Cosa daresti perchè anche io fossi un cane, eh?! - sbottai. - ... Sai che non è così!- si difese dispiaciuto. Sapeva di avermi punto nel vivo.- No! Non lo so! Alice, mi accompagni a Forks? Mio padre a dimenticato di nuovo di andare a prendere mio fratello. - mi alzai, e uscii. - Salve signor Taylor! - sentii Alice salutare. Poco dopo eravamo sulla sua luminosa Porshe giallo canarino. Adoravo quella macchina, ma la guida dei vampiri mi terrorrizzava. - Non dovresti trattarlo così. - disse ALice. - Lui dovrebbe accettre la verità! Lo vedono tutti! Stravede per mio fratello, perchè cresce a vista d'occhio e presto sarà un mutaforma! Perchè è immune a tutti i poteri di voi vampiri, e anche ai miei! Perchè lui non frequenta voi Cullen, e soprattuto stravede per lui perchè è un maschio e di poteri strani non ne ha! - mi giustificai.