Eva. °w°

Chi stia peggio non lo so.


MA sto cretino! Che cazzo vuole, non sa niente di me, lui, NIENTE!  E mi viene a dire che lui è il mago di Oz che da via i suoi pezzi! Sarà un svendita, allora! Di sicuro per quanto riguarda il cervello, sarà sotto costo. Che coglione! Non ne avevo già avute abbastanza per oggi?!Mi ero trasformata in licantropo e correvo nel bosco. Non credevo fosse così semplice sfogarsi in quella forma, ma era davvero d'aiuto. Ma così avevo fatto saltar per aria degli altri vestiti. >.<E che cazzo! Ma che vada a tentar di capir qualcosa dalla vita! Lo sai che non ha alcun senso ciò che stai dicendo? Mi chiese Jared.Cazzo se lo so! In effetti per lui che non aveva seguito la discussione con JAcob, non poteva assolutamente aver senso quel che pensavo.Tutto bene?? Si informò.Ma ti pare che vada tutto bene?! Sbottai. Poi mi ricomposi, pensando che non dovevo prendermela con Jared per ciò che era successo.Scusa, Jared. So che non è colpa tua.. non devo risponderti così. Mi scusai.Stai parlando col migliore amico di Paul, Sun! Di PAUL capisci? Lui mi risponde peggio di così per sola abitudine! Ah, ok... Si aggiunsero le voci mentali di Leah, Quil e Brady.Che succede? Sun, non sei di turno! Tutto ok? Chiese Leah.Direi di no da quel che sento.. convenne Quil, sentendo i miei discorsi deliranti e senza senso che continuavano. Per evitare di importunarli più di tanto iniziai a formularli in italiano. Per me era esattemente la stessa cosa una lingua o l'altra. Le conoscevo entrambe perfettamente, non per vantarmi, ma perchè in casa ne parlavamo un po' e un po', e poi i parenti che venivano a trovarci parlavano inglese e quando venivamo a La Push lo stesso, quindi anche se vivevamo in Italia conoscevamo tutti entrambe le lingue.Sun, puoi parlare la nostra lingua? Non ci capisce un carciofino sottolio! Protestò Brady. Mi fece ridere, il ragazzino.Sìsì, ok xDD scusate. Sun, che succede? In quel momento arrivò anche la voce mentale di JAcob.Ah, perfetto! Proprio quello che mi serviva. Hey Oz, c' hai un paio di gambe? Non avevi detto che non saresti più esistita per me?Ogni tuo desiderio è un ordine!Ormai era a casa, quindi sforzandomi di non pensare a niente, entrai in casa dal retro, filai in camera mia e mi ritrasformai. La mia sfortuna poteva avere fine? Mi tuffai sul letto, colta da un misto di rabbia, tristezza, inquietudine e disperazione. Ora che finalmente l'avevo trovato, avevo trovato il ragazzo giusto, quello che mi avrebbe difeso, quello che sembrava potermi capire, quello che amavo..... e lui si arrabbia perchè abbraccio il mio quasi migliore amico!Affondai il volto nel cuscino e scoppiai a piangere.Dopo un buon quarto d'ora che mi disperavo a piangevo suonò il telefono.- P-Pronto? - chiesi.- Sun, sono Alice! Come stai?? Perchè piangi?!  Vieni subito qua, che risolvo tutto io, anzi no vengo subito io! Anzi no, ho avuto una visione! Colpa di Jacob, ovviamente! Adesso mi ha stufato quel testone! Vengo là con Emmett, e vedrai come lo concia!-Sempre la solita Alice, c'era da aspettarsela questa reazione. Cercai di fermare le lacrime.- No, Alice, grazie, ma non ce n'è bisogno... devo.. devo solo sfogarmi.. COME PUO' UNA PERSONA ESSERE COSI' STRONZA, ALICE? Dimmelo ti prego! Non sa niente, NIENTE di me! Mike sa cosa che nemmeno Seth sa, Seth, capisci? Il mio migliore amico? Colui che sa tutto della mia vita, che mi conosce meglio di sè stesso, non sa certe cose! Le sa solo Mike, perchè lui c'era! Sono cose che odio! Cose che non sopporta ricordare e che non sopporto siano successe e lui è geloso perchè ho abbracciato Mike, e ... Lo odio! - singhiozzai.- Non dire così, Sun... vuoi parlarne? Io sono sempre qui per te, lo sai.. -- Sì lo so, Alice, e per questo ti ringrazio... ma sta volta non si può fare niente. Gli ho promesso che sarà come se non fossi mai arrivata qua, per lui, ma non ho intenzione di tornare in Italia, nemmeno morta! Ora che mia mamma si trasferisce qua con noi.. ora che mi sono fatta una vita, non voglio trasferirmi di nuovo per un ragazzo! No! - mi autoconvinsi.- Di nuovo per un ragazzo? Non vi eravate trasferiti per la vicinanza ai Volturi? -- In parte sì... in parte perchè.. - e mi misi a raccontarle la storia a grandi linee, senza scendere nei particolari che più odiavo. Alice sembrò capire di cosa non volevo parlare, e non insisté per conoscere quei particolari avvenimenti.- Ah. Io non immaginavo che.. Che bastardo! MA come si permette! Ma io lo...- iniziò ad infervorarsi.- Grazie Alice! ORa sto un po' meglio! - dissi. In parte era vero, ma solo in parte.- Alice, sai che ti dico? -- Cosa, Sun? -- Che adesso lo sistemo io quel Jacob Black! Gli farò pentire di aver anche solo pensato ciò che mi ha detto! Il mago di Oz lo diventerà di proposito quando avrò finito con lui! -Scoppiò la risata argentina di Alice che mi fece stare già un altro po' meglio.- Ho appena visto un assaggino di quel che combinerai e direi che è geniale! -- Ah, lo so! - ridacchiai.Ma la tristezza non era morta del tutto. - Ti lascia escogitare i tuoi piani, se hai bisogno son qua! - mi disse. La salutai e riagganciai.Cominciai a pensare a come gli avrei frullato intorno senza parlargli, di come avrei fatto finta che non esistesse e di come l' avrei fatto ingelosire. Nonostante tutto stavo da schifo, e immaginavo (ma forse lo speravo solo) che anche a lui dispiacesse.[Jacob]Mi sentivo una merda. Di sicuro c'era una spiegazione logica per quel che aveva fatto Sun, sempre che stesse facendo qualcosa. Ma non ce n'era una per ciò che avevo detto io. Seth aveva sentito nei miei pensieri ciò che avevo fatto, e si era incazzato. Avevo fatto incazzare Seth! Seth, il ragazzino pacifico e sereno, l' animo più puro che esista al mondo, mi aveva sgridato come avrebbe fatto un adulto con suo figlio dopo che aveva rubato 50 dollari dal portafoglio della nonna! Seth! Il moccioso del gruppo. Diceva che Sun aveva sofferto terribilmente, e che io non sapevo niente di lei, di ciò che aveva passato, e che nemmeno lui sapeva le cose peggiori, perchè lei odiava ricordarle. Aveva detto che Mike aveva capito ciò che le era frullato per la testa durante la litigata con Jackson e anche durante la litigata con me. Che doveva aver avuto una sottospecie di deja.vù, ma entrambi si rifiutavano di spiegarmi una qualunque cosa. Mi aveva obbligato a chiamarla più e più volte per scusarmi. Non che non lo avrei fatto da solo, non ero mica di pietra, ma lei non rispondeva. A volte tirava su e riattaccava. Ogni volta che il telefono veniva riattaccato io stavo sempre peggio. Seth era andato da lei, perchè pensava che potesse stare anche peggio di me, ma io ne dubitavo. Io mi sentivo un calzino stropicciato, buttato in un inceneritore, poi tolto e spiaccicato sotto un rullo compressore.- Jake, chiamala! Muoviti! - ordinò Leah, che si alternava a Seth con i rimpoveri e gli ordini.- L'ho chiamata quattordici volte, Leah! Non risponde, e quando lo fa mi riattacca in faccia senza nemmeno dire pronto! Non so nemmeno se è lei! Per quanto ne so potrebbe esserci il mezzo succhiasangue che non le permette di rispondermi! - - Non dire stronzate, Jacob! Chiamala, ho detto! - continuò.Spinsi di nuovo il bottone dell' avvio chiamata. Uno, due, tre, quattro, cinque squilli.. e continuavano. Ogni squillo era una pugnalata al cuore. - Dai rispondi, Sun... ti prego, rispondi.. - mugugnavo mentre il telefono squillava a vuoto.- SETH! DIGLI DI SMETTERE DI SPACCARE I MARONI! - la sentii urlare. - Jake.. Sun vuole che io ti dica di.. - iniziò lui, imbarazzato.- Lo so, ho sentito. Passamela per favore, Seth. - lo implorai. Era la terza volta che faceva rispondere Seth, per poi urlargli indicazioni. Erano passate ventiquattro ore dal litigio.Non era nemmeno venuta in spiaggia come aveva promesso, quella mattina. Era più o meno ora di cena, ormai, e non era ancora uscita di casa. - Non vuole. ..Sun, che fai? No Sun, metti giù il telfono, SUN! - la voce di Seth si stava allontanando, poi sentii solo interferenze.- Che ha fatto? - chiese Leah.- Credo abbia lanciato il telefono dalla finestra.. - risposi sempre più depresso. - Ah. Beh, Jacob, te l'ho già detto che sei un coglione? -- Ogni volta che mi ha riattaccato il telefono in faccia.. - mormorai.- Jacob.. - - Sì lo so! Devo andare a chiederle scusa! Credi che non ci abbia provato, sta mattina? E' rimasta a guardarmi dalla finestra della sala, impassibile, mentre la chiamavao e suonavo, e poi mi ha mandato fuori Seth per dirmi di andarmene da casa sua! All' inferno io e la mia dannata boccaccia! - E dopo queste parole iniziai a bestemmiare come un vecchio rincoglionito.[Yvaine]Era dalla mattina che mi telefonava, mi era anche venuto a cercare di persona, ma non l'avevo fatto entrare, nè ci avevo parlato. Mandavo Seth a parlargli. In fondo aveva detto o no che doveva essere come se non fossi mai arrivata? Era già molto che usassi Seth come portavoce!Nonostate il mio orgoglio mi obbligasse a fare questo, ogni volta che suonava il telefono era una sofferenza non rispondere. Volevo fare pace con lui e subito, volevo che mi stringesse di nuovo tra le braccia e che mi baciasse come aveva fatto il giorno prima. Ma non potevo cedere, volevo che la pagasse per come mi aveva trattata, e intanto ci stavo di merda. All' ultima chiamata avevo lanciato il cord less dalla finestra e Seth ci era rimasto malissimo.- Sun... non puoi continuare così! - mi informò il mio migliore amico, preoccupato.- Seth, lo so. Ma gli ho fatto una promessa e io tendo a mantenerle. Sarà come se non fossi mai arrivata, per lui. Non ho promesso che me ne sarei andata nè tantomeno che non sarei più esistita per tutti voi, solo per Jacob Black sarò una sconusciuta! - Quelle parola, anche se erano mie, mi distrussero. Questo voleva dire che non avremmo più fatto pace...Suonò il campanello. Eravamo in camera mia, e Seth si affacciò alla finestra per vedere chi fosse.- Salve, signora! Arriviamo! - urlò raggiante. - Sun, è tua madre! -Il cuore mi saltò in gola e il cielo divenne improvvisamente sereno (nella mia mente, ovvio.. a Forks? Il cielo sereno? Ma siamo pazzi!? xD >.< ), mia madre era tornata! Era lì, di sotto! Saltai al collo di Seth e lo abbracciai forte, ridendo!- Invece di strangolarmi, vieni che scendiamo! - esclamò.Corremmo giù per le scale, e, aperta la porta, mia madre entrò sorridente e bellissima come sempre. Corsi ad abbracciarla:- Mamma! Mamma, MAMMA! Quanto mi sei mancata, mamma! Mamma, mamma, mamma!! -- Yv, tesoro! - mi sttrinse forte - Stai bene, piccola? Come vanno le cose qua? Scusami se non mi sono fatta sentire.. come stai dopo quella cosa? - chiese entusiasta.Quella cosa? Quale cosa? Ah, la trasformazione. - Bene! Oddio, mamma! Sono così felice che tu sia qui!! Grazie, grazie! GRAZIE DIO! - esclamai saltellando in giro della stanza. Mi aspettai di veder entrare Matt e mio padre, ma non c'erano nè l'uno nè l'altro. Al loro posto c'era l'ultima persona sulla faccia della terra che avrei voluto vedere in quel momento, sulla soglia con le valigie di mia madre in mano.Jacob.Mi paralizzai. Sembrava distrutto. Distrutto, lui?? LUI??? Seth, chiedegli che vuole. - Jake, Sun vuole sapere che vuoi. -- Perchè non glielo chiedi tu, Yv? - chiese mia mamma.- Perchè? Perchè ... - cercai di trovare il modo giusto per farglielo capire - Ah, già, ora ricordo! Mi ha detto che vorrebbe che non fossi mai arrivata, e io gli ho promesso che sarà così, per lui. -- Ma non letteralmente, mà. Non me ne andrò, non vi farò trasferire tutti di nuovo per colpa di un ragazzo.. questa volta manterrò la promessa che ho fatto al signorino, e rsterò qui! Figurati se con tutte le persone fnatastiche che ho conosciuto qui, decido di tornare là in quel caSINO! - aggiunsi vedendo l'espresisone preoccupata di mia madre.- Sun, non.. - iniziò Jacob Black.- NON CHIAMARMI COSI'! NON CHIAMARMI PROPRIO! VATTENE, HAI CAPITO?! - urlai correndo su per le scale, tra le lacrime. - Sun , no! Non fare così! - Lo sentii seguirmi.- Jake, meglio che tu non.. -Mi voltai e lo vidi a metà scala, dietro di me, con su un' espressione da funerale.- Vattene! Lasciami in pace! - ordinai.- Sun, non.. io sono... volevo chiederti.. - A quel punto non ci vidi più. Ero completamente impazzita, forse? Sì, per la rabbia. Che faccia tosta aveva a venir lì, a parlarmi con quella faccia da depresso e a seguirmi su per le scale di casa mia?! Lo scaraventai giù per le scale contro un muro, facendo cadere un quadro dalla parete.- YVAINE! MA CHE FAI! - urlò mia madre.Senza ascoltarla andai in camera mia e mi chiusi dentro a chiave, in lacrime. Non volevo nè vedere nè parlare con nessuno.Doveva rovinare sempre tutto quel Jacob Black?