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bella sinistra


Prima dell’osceno pasticcio del comma-fantasma che cancella i reati contabili, il governo di Romano Prodi ha inanellato una serie di scorrettezze istituzionali, politiche e morali che lo qualificano come il peggior esecutivo varato nella stagione repubblicana. Dall’esame dei molti casi che hanno destato scandalo e timori emergono con chiarezza due elementi fondamentali: 1. questo governo è disposto a tutto per raggiungere i suoi obiettivi più faziosi e dirompenti, violando le corrette procedure istituzionali; 2. le stanze del potere sono occupate da compagni rissosi che seguono linee diverse sicché spesso ai provvedimenti seguono pentimenti, ripensamenti, vere e proprie retromarce. Sotto questo profilo la gestione della legge finanziaria è particolarmente istruttiva. Quello che segue è soltanto un primo, sommario florilegio dei casi più clamorosi. Caso Telecom, l’ingerenza sventataPrimo scandalo, in settembre. Mentre Tronchetti Provera tratta con Rupert Murdoch un accordo di collaborazione industriale, spunta un piano redatto da Angelo Rovati, consulente economico di Palazzo Chigi, nel quale si ipotizza lo scorporo della rete di telefonia e il passaggio del controllo al Tesoro. E’ un’ingerenza bella e buona e Tronchetti Provera reagisce provocando il caso. Come si può giustificare una simile, grave ingerenza? Rovati vuole salvare Prodi e afferma che il premier non sapeva di quel tale progetto, ma Tronchetti Provera lo smentisce.