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TREMONTI: DATI SUL FABBISOGNO PUBBLICO MERITO DEL NOSTRO GOVERNO


  "Il tempo e’ galantuomo". Con queste quattro parole  Giulio Tremonti manifesta al ’Corriere della Sera’ la sua soddisfazione per l’ottimo risultato sul fronte del fabbisogno pubblico, dovuto in gran parte al boom delle entrate. Per l’ennesima volta i dati si stanno incaricando, mese dopo mese, di dimostrare che la politica di bilancio seguita dal governo Berlusconi non hanno certamente lasciato un buco nei conti, come il centrosinistra ha sostenuto in campagna elettorale, ed anzi ha posto le premesse per il loro risanamento. Tremonti accetta di ’rivendicare’ almeno una parte del successo: "La mia Finanziaria ha posto le premesse per il recupero della base imponibile". L’ex ministro sa benissimo che non tutto si spiega con la sua ultima Finanziaria e che c’e’ anche una ripresa dell’economia che si sta manifestando ora. E infatti subito aggiunge: ’Sono convinto che l’economia la fa l’economia, non la politica’. La politica, pero’, continua Tremonti, ’imposta la piattaforma per lo sviluppo: l’economia si ristruttura anche per effetto di una politica di governo che garantisce stabilita". E ovviamente "il governo Berlusconi ha fatto esattamente questo. In anni difficilissimi, ha posto le premesse per un un miglioramento strutturale del sistema. Non c’e’ stata una crisi finanziaria. Quelle che abbiamo dovuto affrontare, dalla Cirio alla Parmalat, dall’Alitalia alla Fiat, venivano dal passato. Abbiamo fatto le grandi riforme: pensioni, risparmio, mercato del lavoro, diritto societario e fallimentare, la legge obiettivo, il taglio delle tasse". Tutti provvedimenti, dice Tremonti, che hanno mandato all’economia un messaggio univoco di sviluppo. Ma non ci sono state solo le riforme, bensi’ anche le scelte politiche, come quelle che hanno portato al cambio al vertice della Banca d’Italia. E anche qui Tremonti e il governo Berlusconi hanno avuto un ruolo da protagonista. "Nel settore bancario sono state fatte cose importantissime. Le grandi fusioni di questi mesi sono state rese possibili dal fatto che il vecchio governatore della Banca d’Italia e’ andato via. E se Fazio non c’e’ piu’ non e’ certo merito dell’attuale maggioranza. Anzi, ci sono in giro certi predicatori che se gli avessimo dato retta, Fazio sarebbe ancora li’ dov’era’.