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caserta?vuoto


L’ambizioso progetto di Romano Prodi e degli altri organizzatori della “due giorni” di Caserta è di trarre dal conclave, o vertice, un’agenda condivisa delle cose da fare per consolidare la ripresa e far crescere il Paese. Più che un progetto, guardando realisticamente allo stato di disunione di governo e maggioranza, è una chimera, un sogno politico circondato da attenzioni mediatiche e teatrali rilevanti ma che, in ogni caso, non potranno conferire sostanza e peso all’evento. Il conclave è un bluff e tale resterà, anche se magari produrrà un testo simile, per prolissità, vaghezza e ambiguità, al programma elettorale di 283 pagine dell’Unione. Le riforme che potrebbero indicare una volontà di cambiamento, dopo la finanziaria di torchiatura tributaria, questo governo non può farle, a causa del ricatto continuo della sinistra radicale e massimalista. Fassino e Rutelli lo hanno capito, ma fanno finta che tutto vada per il meglio: la diplomazia di cui fanno sfoggio in questi ultimi giorni – dopo veri e propri attacchi a Romano Prodi e alla sinistra “antagonista”- dimostra che per il momento hanno perso la partita e lo spazio per i sedicenti riformisti nell’Unione si va riducendo sempre di più. Blocco conservatore