Il voto al Senato sulla base di Vicenza conferma la vulnerabilità del centro-sinistra sulla politica estera. Se è vero che questo voto è la conseguenza di una serie di errori tattici grossolani della maggioranza, tuttavia è confermato che le divisioni in materia di politica internazionale all’interno del centro sinistra sono tali da rendere sempre più difficile la vita al governo Prodi. La questione di Vicenza non è tecnica, le soluzioni prese in esame tengono conto di tutti i fattori critici ed operativi, ma politica. Appare sempre più chiaro che quel che la sinistra antagonista vuole rimettere in discussione, non è tanto l’allargamento delle installazioni americane, che obbedisce ala razionalizzazione delle strutture, ma l’alleanza con gli Stati Uniti. Uno degli elementi di critica all’esistenza stessa della base, prima ancora che al suo all’allargamento, è che serve alle necessità degli Stati Uniti per sostenere le guerre in cui sono impegnati e quelle potenziali. L’Iraq e l’Afghanistan oggi e, nella molto ipotetica prospettiva, l’Iran domani. Questo significa contrastare anche la lotta al terrorismo. Perché il rifiuto della sinistra di identificare le operazioni in Iraq ed in Afghanistan o in altri possibili teatri, come parte della guerra al terrorismo, si traduce in un’opposizione alla stessa.
ALL' ESTERO...
Il voto al Senato sulla base di Vicenza conferma la vulnerabilità del centro-sinistra sulla politica estera. Se è vero che questo voto è la conseguenza di una serie di errori tattici grossolani della maggioranza, tuttavia è confermato che le divisioni in materia di politica internazionale all’interno del centro sinistra sono tali da rendere sempre più difficile la vita al governo Prodi. La questione di Vicenza non è tecnica, le soluzioni prese in esame tengono conto di tutti i fattori critici ed operativi, ma politica. Appare sempre più chiaro che quel che la sinistra antagonista vuole rimettere in discussione, non è tanto l’allargamento delle installazioni americane, che obbedisce ala razionalizzazione delle strutture, ma l’alleanza con gli Stati Uniti. Uno degli elementi di critica all’esistenza stessa della base, prima ancora che al suo all’allargamento, è che serve alle necessità degli Stati Uniti per sostenere le guerre in cui sono impegnati e quelle potenziali. L’Iraq e l’Afghanistan oggi e, nella molto ipotetica prospettiva, l’Iran domani. Questo significa contrastare anche la lotta al terrorismo. Perché il rifiuto della sinistra di identificare le operazioni in Iraq ed in Afghanistan o in altri possibili teatri, come parte della guerra al terrorismo, si traduce in un’opposizione alla stessa.