"A destra prevale l'ottimismo della volontà, a sinistra il pessimismo per se stessi e per la razza umana. La felicità se c'è è a destra. Padoa Schioppa esprime tristezza tanto quanto Tremonti vivacità, il primo è arcigno e chiuso, il secondo è fantasioso e gioviale", afferma Adolfo Urso, dell'Esecutivo di An, nell'editoriale del mensile da lui diretto Charta minuta, che verrà presentato lunedì 19 marzo a Roma, via del Seminario 113. Il fascicolo esce proprio nel momento in cui il governo Prodi, dopo drammi e catastrofi, ha "ben poco da ridere": dalla Finanziaria che si è abbattuta violentemente sulle tasche dei cittadini, alla litigiosità di una maggioranza divisa su tutto, passando per le crisi Alitalia, Telecom e per il malcontento di tutte le categorie professionali e produttive contro le liberalizzazioni del ministro Bersani (farmacisti, tassisti, avvocati etc). Eppure sorridono, sorride il presidente del Consiglio e sorridono i suoi ministri, ma per Luca Barbareschi, intervistato da Charta: "Bisogna evitare che il sorriso diventi la maschera di Arlecchino, un sorriso forzato, messo lì a nascondere la tragedia del Paese... mi trovo molto in sintonia invece con la pacatezza e il senso dei tempi di Gianfranco Fini, che ha saputo traghettare il suo partito orizzonti più ampi con grande capacita ed intelligenza". Adalberto Baldoni analizzando il mondo della satira si è confrontato con alcuni degli storici protagonisti del Bagaglino come Pier Francesco Pingitore: "La satira di sinistra lancia solo invettive" e Oreste Lionello: "la satira di sinistra troppo spesso è politicizzata e schierata mentre quella di destra è ricca di romanticismo.E forse un po' romanticamente, il sociologo Sabino Acquaviva, propone "di inserire nei programmi politici la felicità dei cittadini… la politica si occupa giustamente della condizione economiche, del sistema sanitario, del sistema pensionistico, ma non pensa al resto". Fabio Torriero, analizzando l'evoluzione della sinistra sostiene che "la visione giacobina, dogmatico-negativa, unita alla sindrome di Voltaire (l'idea di incarnare il bene assoluto), insieme all'immobilismo e all'incapacità di capire il nuovo, hanno decretato, passo dopo passo, la fine del progressismo come idea e spinta messianica". L'Italia repubblicana ha visto più governi (61) che festival di Sanremo (57), ma questo esecutivo fa passare anche la voglia di cantare agli italiani, si potrebbe dire "non ci resta che piangere".
A DESTRA PIU' POSITIVI...E' UNA VITA CHE LO DICO.
"A destra prevale l'ottimismo della volontà, a sinistra il pessimismo per se stessi e per la razza umana. La felicità se c'è è a destra. Padoa Schioppa esprime tristezza tanto quanto Tremonti vivacità, il primo è arcigno e chiuso, il secondo è fantasioso e gioviale", afferma Adolfo Urso, dell'Esecutivo di An, nell'editoriale del mensile da lui diretto Charta minuta, che verrà presentato lunedì 19 marzo a Roma, via del Seminario 113. Il fascicolo esce proprio nel momento in cui il governo Prodi, dopo drammi e catastrofi, ha "ben poco da ridere": dalla Finanziaria che si è abbattuta violentemente sulle tasche dei cittadini, alla litigiosità di una maggioranza divisa su tutto, passando per le crisi Alitalia, Telecom e per il malcontento di tutte le categorie professionali e produttive contro le liberalizzazioni del ministro Bersani (farmacisti, tassisti, avvocati etc). Eppure sorridono, sorride il presidente del Consiglio e sorridono i suoi ministri, ma per Luca Barbareschi, intervistato da Charta: "Bisogna evitare che il sorriso diventi la maschera di Arlecchino, un sorriso forzato, messo lì a nascondere la tragedia del Paese... mi trovo molto in sintonia invece con la pacatezza e il senso dei tempi di Gianfranco Fini, che ha saputo traghettare il suo partito orizzonti più ampi con grande capacita ed intelligenza". Adalberto Baldoni analizzando il mondo della satira si è confrontato con alcuni degli storici protagonisti del Bagaglino come Pier Francesco Pingitore: "La satira di sinistra lancia solo invettive" e Oreste Lionello: "la satira di sinistra troppo spesso è politicizzata e schierata mentre quella di destra è ricca di romanticismo.E forse un po' romanticamente, il sociologo Sabino Acquaviva, propone "di inserire nei programmi politici la felicità dei cittadini… la politica si occupa giustamente della condizione economiche, del sistema sanitario, del sistema pensionistico, ma non pensa al resto". Fabio Torriero, analizzando l'evoluzione della sinistra sostiene che "la visione giacobina, dogmatico-negativa, unita alla sindrome di Voltaire (l'idea di incarnare il bene assoluto), insieme all'immobilismo e all'incapacità di capire il nuovo, hanno decretato, passo dopo passo, la fine del progressismo come idea e spinta messianica". L'Italia repubblicana ha visto più governi (61) che festival di Sanremo (57), ma questo esecutivo fa passare anche la voglia di cantare agli italiani, si potrebbe dire "non ci resta che piangere".