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LIBERALI...SI NASCE...


La verità delle cose è - per dirla con Vico - nel loro nascimento. Il centrodestra, il Polo prima e la Casa delle libertà poi, appare sulla scena politica italiana esibendo la sintesi di due valori indispensabili in ogni stagione di transizione: la continuità e l’innovazione. Dopo la caduta del Muro di Berlino erano venuti al pettine nodi antichi della nostra democrazia e si era aperto un “confronto” tra la società civile e i partiti. L’Italia avvertiva il bisogno di un Grande Cambiamento che la politica non sembrava in grado di garantire. Tutti i protagonisti degli anni Novanta, a cominciare da Mario Segni, si sono trovati di fronte allo stesso problema: come risolvere questa emergenza storica trovando la chiave di un “nuovo equilibrio” tra società e partiti. Ebbene, la risposta venuta da Silvio Berlusconi e dalla coalizione da lui fondata, è stata l’unica ad essersi affermata con successo. Le forze unite nella Casa delle libertà sono state capaci di creare un’alchimia abbastanza solida tra la continuità delle nostre più affermate tradizioni politiche e l’innovazione necessaria per governare l’Italia del XXI secolo. In altre parole, Berlusconi ha saputo costruire un coalition power all’altezza delle nuove frontiere proposte dalla transizione italiana. Le ragioni di fondo del successo della Casa delle libertà sono dunque politiche, nel senso più nobile della parola. Il berlusconismo nasce riuscendo nel contempo a rappresentare l’ansia di novità e di protagonismo di una società civile che pretendeva la modernizzazione dl Paese e le ragioni dell’antico elettorato democristiano, socialista, repubblicano, liberale, socialdemocratico che non intendeva permettere al giustizialismo di buttare via, assieme all’acqua sporca che pure c’era nella politica, anche il bambino: e cioè la memoria di cinquant’anni di consolidata democrazia occidentale e gli ideali delle più radicate tradizioni politiche della nazione. Non era certo facile: eppure Berlusconi è stato capace di compiere un’operazione che in genere riesce solo alla Grande Politica: quella di far coesistere, nel proprio progetto, sia gli ingredienti della continuità che quelli dell’innovazione. C’è poi da aggiungere che, intorno alla Casa delle libertà, si è andato formando un nuovo blocco storico e sociale che ha saputo unire antiche e nuove élite, dalla borghesia alle professioni, così come antichi e nuovi ceti popolari, dalla piccola industria alle partite IVA fino agli strati più poveri. Il risultato è stato che la coalizione guidata da Berlusconi non rappresentava e non rappresenta un solo ceto in modo esclusivo e sindacale: ma tanti in modo progettuale. Riproponendo, in forma del tutto nuova, quell’interclassismo e quel pluralismo che caratterizzarono la storia della Dc e dei suoi storici alleati di governo. Silvio Berlusconi, dunque, è riuscito a realizzare un vero e proprio capolavoro politico. Altro che populismo o antipolitica!