IL CORAGGIO NELLA VITA
E’ ben vero che si tende a parlare più degli ostacoli che si devono superare (e che, molto spesso, appaiono invalicabili!), che dei nostri entusiasmi, di quel che scivola liscio ed è quindi ritenuto appagante. E’ proprio questo il motivo per cui si scrive su queste pagine cercando il conforto, i consigli, la solidarietà, l’amicizia, la complicità. Non sono pochi coloro che, per vivere, non siano costretti alla lotta. Ma molti abbandonano il terreno di battaglia in quattro e quattr’otto e, sventolando bandiera bianca, mai potranno dire d’aver vinto la guerra. Quale guerra? Quella per cui si cerca di salvaguardare una giusta causa, un principio, un ideale? Non sempre. Molti infatti interpretano le vicende e le problematiche quotidiane, quelle comuni a buona parte dell’umanità, come catastrofi irrimediabili che riguardano soltanto loro stessi. Il resto del mondo improvvisamente si annienta, scompare. Ciononostante è a una particella di mondo che si scrivono righe affrante, in cerca di quel sostegno, di quell’immedesimazione che, in un mondo sempre più indifferente e corrotto, non è così facile trovare. E’ vero: ognuno vive uno stesso problema in modo individuale, differente. C’è chi si dispera, chi non si orizzonta e si ripiega su se stesso, c’è chi invece guarda oltre e supera in fretta. Non molti, in verità. Parecchia gente, davanti ad un amore finito, si arrende. Arrendendosi perde la libertà. Come sentenziano i sacri testi, la libertà è sempre stata una conquista e la si ottiene con la perseveranza, la volontà, la passione, la fiducia in se stessi. In definitiva, non sono gli altri che ci rendono schiavi, siamo noi che ci schiavizziamo.