Notte di scosse, la terra trema ancora il bilancio delle vittime sale: 289 mortiIn Abruzzo la paura non concede tregua: la terra è tornata a tremare. Ancora una violenta scossa di terremoto, intorno alle 21:40 di ieri sera, poi un lungo silenzio spettrale e una nuova scossa, meno intensa, qualche minuto prima delle sei. In attesa dei funerali, L’Aquila ha trascorso l’ennesima notte di paura, la quarta dall’inizio del cataclisma. L’onda d’urto del sisma che lo scorso 6 aprile ha distrutto buona parte della provincia aquilana non si è fermata neppure di fronte alla giornata del lutto e del dolore. La scossa di ieri sera è stata la quarta per intensità, con una potenza di 4,9 gradi della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a tre chilometri dal comune di Capitignano, a nord dell’Aquila. La scossa è stata avvertita fino a Roma. Ancora una volta, però, a farne le spese maggiori è stata L’Aquila: la scossa ha infatti causato il crollo di un’altra palazzina del centro, in via Roma. Immediate sono scattate le ricerche dei carabinieri, ma al suo interno non c’era nessuno. Dopo la chiusura del centro disposta nei giorni scorsi, del resto, ieri un ordinanza del sindaco, Massimo Cialente, ha dichiarato inagibile tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato della città. Chiunque resta nelle abitazioni, in pratica, è un abusivo. E dell’Aquila universitaria, che fino a domenica notte brulicava di giovani, resta ormai soltanto lo spettro. Intanto, la Guardia di Finanza ha diffuso la notizia che aggrava il bilancio delle vittime. Il numero dei morti, estratti dalle macerie, è salito a 289. Proprio oggi, sono iniziati da parte delle squadre dei Vigili del Fuoco i primi rilevamenti sulla staticità degli edifici. 85 gli ingegneri specializzati che stanno operando: il lavoro risulta particolarmente difficoltoso, per le continue scosse di terremoto che provocano nuove lesioni o crolli.
Abruzzo, la paura non concede tregua
Notte di scosse, la terra trema ancora il bilancio delle vittime sale: 289 mortiIn Abruzzo la paura non concede tregua: la terra è tornata a tremare. Ancora una violenta scossa di terremoto, intorno alle 21:40 di ieri sera, poi un lungo silenzio spettrale e una nuova scossa, meno intensa, qualche minuto prima delle sei. In attesa dei funerali, L’Aquila ha trascorso l’ennesima notte di paura, la quarta dall’inizio del cataclisma. L’onda d’urto del sisma che lo scorso 6 aprile ha distrutto buona parte della provincia aquilana non si è fermata neppure di fronte alla giornata del lutto e del dolore. La scossa di ieri sera è stata la quarta per intensità, con una potenza di 4,9 gradi della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a tre chilometri dal comune di Capitignano, a nord dell’Aquila. La scossa è stata avvertita fino a Roma. Ancora una volta, però, a farne le spese maggiori è stata L’Aquila: la scossa ha infatti causato il crollo di un’altra palazzina del centro, in via Roma. Immediate sono scattate le ricerche dei carabinieri, ma al suo interno non c’era nessuno. Dopo la chiusura del centro disposta nei giorni scorsi, del resto, ieri un ordinanza del sindaco, Massimo Cialente, ha dichiarato inagibile tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato della città. Chiunque resta nelle abitazioni, in pratica, è un abusivo. E dell’Aquila universitaria, che fino a domenica notte brulicava di giovani, resta ormai soltanto lo spettro. Intanto, la Guardia di Finanza ha diffuso la notizia che aggrava il bilancio delle vittime. Il numero dei morti, estratti dalle macerie, è salito a 289. Proprio oggi, sono iniziati da parte delle squadre dei Vigili del Fuoco i primi rilevamenti sulla staticità degli edifici. 85 gli ingegneri specializzati che stanno operando: il lavoro risulta particolarmente difficoltoso, per le continue scosse di terremoto che provocano nuove lesioni o crolli.