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C' arte e arte

Post n°153 pubblicato il 27 Aprile 2019 da la.cozza

Va dove ti porta il cuore ed il mio cuore mi porta, quando posso, a riveder gli amici e con l'occasione nutrirmi di bellezza.
Una cara amica vive in provincia di Viterbo in un paesino molto attivo, devo dire che anche lei è molto attiva e organizza e partecipa insieme ad altre associazioni ed enti locali a molti eventi.
Il loro Carnevale di anno in anno sta diventando sempre più importante tra quelli del Lazio e a primavera il concorso per il balcone più bello riempie l'aria di profumi e colori per non parlare del Cubo Festival che è diventato una manifestazione molto articolata e che attraversa tutto l'anno con una serie di eventi sempre più importanti e di richiamo.
                            
A parte i vari convegni a cui non manca mai di invitarmi e a cui ho partecipato sempre molto volentieri per l'alta qualità dei relatori, a Ronciglione e dintorni c'è arte ...
L'arte culinaria de La corte dei prefetti di Vico, un bel ristorante con una terrazza  affacciata sui vicoli del centro storico con una vista mozzafiato e un menù con specialità raffinate e tipiche e ricette che hanno messo me, Sally, Rerun e Cucciolo non poco in difficoltà per la scelta dato che per ogni piatto c'erano da leggere almeno tre righe di descrizione e alla fine non sapevamo più cosa avevamo letto all'inizio. Il culmine è stata la descrizione dei dolci, quando il titolare ce li ha presentati raccontando per ognuno una storia che ne decantava la bontà.
Questo non è il solo ristorante che mi è rimasto nel cuore, ce ne è uno che amo di più, la Taverna della canonica, in cui mi sono riproposta di portare presto la mia tribù per l'eleganza, la raffinatezza semplice dell'ambiente e il clima rilassato e familiare, volutamente informale.

...e arte.
Quella all'interno della fiera dell'editoria che con "Un borgo di libri" trasforma il paese in una biblioteca a cielo aperto e ospita presentazioni di libri, performance, conferenze, musica e mostre d'arte.
L'arte fotografica di Enrico Barbini con la sua mostra Uzbekistan, una nazione giovane dal cuore antico, affascinanti architetture di un mondo così lontano, sguardi allegri di bimbi e fieri di uomini, uno spaccato di vita dal sapore di fiaba.
L'arte delle stampe in acquaforte di Pietro Perelli, che sono il motivo per cui siamo tornati ancora una volta qui, esposte all'interno della sua Stamperia d'arte che per l'occasione è possibile visitare assistendo anche alla
dimostrazione sull'utilizzo di un torchio di fine 800. Finisce che una emozionatissima Sally, due lauree in Grafica d'arte, stampa personalmente la sua acquaforte dialogando amabilmente con l'anziano artista, felice di poter parlare con una così attenta "allieva".

Dalla penombra della Stamperia siamo di nuovo nel sole dei vicoli dove è disseminata l'arte di Stefano Cianti e della sua emozionante mostra "Racconti in gabbia" Lettere dal carcere,
basata sul progetto realizzato dall’associazione Arca con i detenuti delle Carceri del Lazio. Mostra che culmina con l'istallazione artistica " Le mie giornate".
Volti e occhi retroilluminati da piccole candele e da cui gocce di acqua  cadono su dei barattoli vuoti.
Unico suono in  un buio disarmante.
                     
"
Vetri dipinti, luce di candele, contenitori di latta, gocce d'acqua che scendono come lacrime e che scandiscono il tempo alienante di una pena da scontare, e la libertà e i sogni che sembrano sempre più lontani.
In questi tre giorni di questa installazione sensoriale, fatta di luci vibranti e gocce risuonanti nell' oscurità, mi sono ritrovato ad essere assorbito da esse, e a loro servizio ho riacceso le luci dei loro sguardi che si erano spenti, rimboccato con acqua i contenitori delle loro lacrime ogni qual volta il silenzio li schiacciava in un dolore senza voce. Esperienza unica... Stefano Cianti"

Esperienza unica anche per me, che ha toccato e fatto vibrare corde di ricordi di antiche liturgie, Lucernari nella Veglia Pasquale, e più recenti di suoni legati all'olio e di lunghi corridoi in un rifugio antiaereo della seconda guerra mondiale.

 

E infine c'è l'arte che mi pacifica l'anima, l'arte dei giardini.
Dopo averlo a lungo desiderato siamo riusciti a ritagliarci una giornata per incontrare il nipote prediletto di Scuttle e la sua fidanzata. Passeggiata e pranzo a Orte e poi via di corsa a Bomarzo.

                             

Fare tutto il giro del luogo seguendo scrupolosamente le indicazioni della guida e arrivare alla fine per scoprire che "loro", quelli che hanno ripristinato e reso visitabile il parco, non ci hanno capito niente e che la visita andava fatta esattamente al contrario
e a quel punto girovagare liberamente andando dove ti portano gli occhi, è da me!

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