Appello urgentePost n°212 pubblicato il 14 Aprile 2010 da gardiniablue Tag: Afghanistan, emergency, Said Rahman, vergognaPer firmare: http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=ItRicevo la seguente mail da un’amica e vorrei condividerla con tutti voi.“Carissimi Amici!E'successa una cosa terribile. Hanno arrestato Matteo. Penso che nemmenoKafka sarebbe riuscito ad immaginare una tale scenario per lui e per isuoi colleghi, finiti come lui in questa assurda trappola. Stiamopregando, stiamo cercando di tenere alte le speranze di Paola e Noa,stiamo facendo sentire la nostra voce al governo italiano che,indipendentemente dalle simpatie politiche, non sta adeguatamenteproteggendo dei suoi cittadini. Anzi, non sta facendo nulla perdifendere l'immagine di un'organizzazione che in tanti anni ha resoonore a questo Paese. Così come hanno sempre fatto i suoi operatori.Sì,sono di parte, lo sapete. Perché io posso dire di conoscerli. E quindimi permetto di bussare alle vostre porte, certa di quanto affermo. Mai,in nessuna condizione, in nessuna assurda realtà parallela come puòessere un teatro di guerra, una persona come Matteo avrebbe potutonemmeno lontanamente immaginare di attentare ad una vita umana. Lui,che ha sempre dato tutto se stesso e anche di più ai feriti, aipazienti, alle "persone" che si presentavano al loro ospedale, senzachiedere né nomi, né fede politica o religiosa, né compensi. In nomedel sacro diritto di ogni essere umano di ricevere nel momento delbisogno le migliori cure possibili. Sempre e comunque. Sacrificandoparte della sua vita a sconosciuti bisognosi.Mi permetto, senzachiedere consenso a Paola e me ne scuso, di riportarvi quanto scrivevaMatteo qualche settimana fa... giusto per farvi comprendere, se ce nefosse bisogno, perché io credo in lui e in Emergency (e perché capiscoin pieno Gino quando parla di testimoni scomodi...)."...Vergogna".E’quella che proviamo tutti qui all’ospedale di Emergency a Lashkar Gah,Afghanistan, dopo l’inizio dell’ennesima ‘grande operazione militare’,che ogni volta è la più grande…
Con TE cara
Appello urgentePost n°212 pubblicato il 14 Aprile 2010 da gardiniablue Tag: Afghanistan, emergency, Said Rahman, vergognaPer firmare: http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=ItRicevo la seguente mail da un’amica e vorrei condividerla con tutti voi.“Carissimi Amici!E'successa una cosa terribile. Hanno arrestato Matteo. Penso che nemmenoKafka sarebbe riuscito ad immaginare una tale scenario per lui e per isuoi colleghi, finiti come lui in questa assurda trappola. Stiamopregando, stiamo cercando di tenere alte le speranze di Paola e Noa,stiamo facendo sentire la nostra voce al governo italiano che,indipendentemente dalle simpatie politiche, non sta adeguatamenteproteggendo dei suoi cittadini. Anzi, non sta facendo nulla perdifendere l'immagine di un'organizzazione che in tanti anni ha resoonore a questo Paese. Così come hanno sempre fatto i suoi operatori.Sì,sono di parte, lo sapete. Perché io posso dire di conoscerli. E quindimi permetto di bussare alle vostre porte, certa di quanto affermo. Mai,in nessuna condizione, in nessuna assurda realtà parallela come puòessere un teatro di guerra, una persona come Matteo avrebbe potutonemmeno lontanamente immaginare di attentare ad una vita umana. Lui,che ha sempre dato tutto se stesso e anche di più ai feriti, aipazienti, alle "persone" che si presentavano al loro ospedale, senzachiedere né nomi, né fede politica o religiosa, né compensi. In nomedel sacro diritto di ogni essere umano di ricevere nel momento delbisogno le migliori cure possibili. Sempre e comunque. Sacrificandoparte della sua vita a sconosciuti bisognosi.Mi permetto, senzachiedere consenso a Paola e me ne scuso, di riportarvi quanto scrivevaMatteo qualche settimana fa... giusto per farvi comprendere, se ce nefosse bisogno, perché io credo in lui e in Emergency (e perché capiscoin pieno Gino quando parla di testimoni scomodi...)."...Vergogna".E’quella che proviamo tutti qui all’ospedale di Emergency a Lashkar Gah,Afghanistan, dopo l’inizio dell’ennesima ‘grande operazione militare’,che ogni volta è la più grande…