Gabbie Vuote

Staffette per i cani, è polemica lettori scatenati sugli affidi


Al Tirreno sono arrivate decine di testimonianzedi persone che hanno adottato animali grazie alle staffette. In primafila ci sono i volontari e i padroni di cani adottati e con loro altreassociazioni animaliste che hanno opinioni diverse rispetto a quelleinterpellate nel pezzo: tutte denunciano la terribile situazione deicanili al sud Italia e descrivono come i volontari liberino gli animalida veri e propri "lager" tenuti in condizioni disastrose. Altre lettereconfermano invece le critiche a questo sistema di affidamento
La questione delle staffette per trovare casa ai cani abbandonatinei canili del sud Italia continua a far discutere. Dopo un articolopubblicato dal Tirreno in cui si parlava della questione e in cuialcune associazioni animaliste livornesi chiedevano di "nonfidarsi" ciecamente delle staffette e di fare attenzione apossibili "abusi", è esploso il dibattito tra gli animalistisull'opportunità di usare questo sistema di affido degli animali.Al Tirreno sono arrivate decine di testimonianze di persone chehanno adottato animali grazie alle staffette. In prima fila ci sonoi volontari e i padroni di cani adottati e con loro altreassociazioni animaliste che hanno opinioni diverse rispetto aquelle interpellate nel pezzo: tutte denunciano la terribilesituazione dei canili al sud Italia e descrivono come i volontariliberino gli animali da veri e propri "lager" tenuti in condizionidisastrose. Altre lettere confermano invece le critiche a questosistema di affidamento.Insomma, un tema importante e complesso che divide anche gli stessianimalisti e che secondo noi è importante affrontare (e chepromettiamo di approfondire in futuro) anche per avvertire personeche vogliono fare del bene che è necessario fare sempre attenzione.Per questo abbiamo deciso di dare spazio agli interventi deilettori per dare una panoramica il più completa possibile.Ecco quindi due lettere di tenore opposto che secondo noisintetizzano bene il dibattito."Ho avuto - scrive la signora Teodolinda Malcotti -  la fortuna diadottare una cane proprio da un associazione animalista del sud:più precisamente parlo dell’associazione animalista di Aversa e nonringrazierò mai abbastanza Francesca Oliva con cui ho parlatospesso al telefono e Michele Misso che io e la mia famiglia abbiamoconosciuto personalmente, per averci portato Dharma, una meticciadi piccola taglia che vagava sola a 6 mesi per le strade di Aversa.Avevo visto la foto di Dharma (che ovviamente non aveva ancora unnome) in internet ed ho chiamato per avere informazioni, nonriuscivo a capire come abitando a Melegnano (Milano) potessiadottare un cane che si trovava così lontano; Michele e Francescami hanno poi spiegato che uno di loro avrebbe portato il cane acasa mia….Ho firmato tutti i documenti relativi all’adozione dovesi dichiarava tra le altre cose che Dharma era sterilizzata,vaccinata, microcippata ed in perfetta salute……..e tutto questogratis……non hanno voluto un centesimo!!!! Vorrei far presente chenel mio caso il rapporto tra il volontario dell’associazione e lafamiglia che ha adottato un animale non finisce nel momento in cuiil cane è affidato, io spesso in questi anni ho ricevuto messaggi,e-mail da Francesca e Michele dove mi chiedevano notizie di Dharma,ci siamo sentiti, li ho aggiornati sulla situazione e mandatofotografie". "Non voglio criticare o attaccare le associazioni che hanno scritto- precisa la signora Malcotti - forse è un bene che il problema siavenuto a galla, è molto probabile che tra i volontari che dedicanotutte le loro forse, il loro tempo, il loro denaro per trovare unafamiglia ad un animale abbandonato, si nascondano anche personagginon affidabili che considerano gli animali come pacchi postali,quindi attenzione a chi vi rivolgete gli animali non devonosoltanto essere “consegnati” all’aspirante proprietario ma devonoessere regolarmente adottati, richiedete i certificati divaccinazione e di sterilizzazione per le femmine e inserimentomicrochip, che ormai dovrebbero avere tutti i cani anche quelli dirazza acquistati nei negozi, nel dubbio potete rivolgervi allaprotezione animali, o a persone che hanno già un cane o ungatto".Di tenore opposto una lettera di Ebe Dalle Fabbriche, presidentedel movimento ecologico nazionale Una (uomo, natura,animali)."Abbiamo seguito con vivo interesse quanto pubblicato sul drammadelle staffette, ossia del sistema di trasportare animali randagida un luogo all'altro passandosi la "merce" ai vari caselliautostradali o consegnandola direttamente - sempre al casello -alla persona disposta a tenere in stallo gli animali o adaccoglierli in affido. Nel paese dove abbiamo la sede legale, SanPiero a Sieve, è recentemente avvenuto uno dei fatti che spessoavvengono anche altrove, ossia: una signora ha ricevuto da unacerta Cristina 5 cuccioli, provenienti da Catania, al caselloautostradale di Barberino; la suddetta Cristina li aveva ricevutida una volontaria di Bologna che li aveva presi all'aereoporto edha avvisato la nostra concittadina che, forse, i cani avevano larogna perché si grattavano molto. Aggiungeva anche che uno deicuccioli era malato e che doveva essere portato immediatamente dalveterinario. Alla visita del veterinario è emerso che i cucciolisoffrivano, oltre che per la rogna, anche di gastroenteriteemorragica e si è dovuto ricoverali in clinica per la presenza dinumerosi altri animali nella casa: uno di questi è stato contagiatodalla gastroenterite emorragica ed è morto nonostante le cureimmediate intraprese. I cinque ciccioli erano anche affetti dacoccidiosi. Vi risparmiamo i problemi economici e la denunciaobbligatoria che è seguita per la rogna, malattia che deve esseredenunciata alla Asl competente. Questi sono i risultati deitrasporti effettuati dagli staffettari". (16 marzo 2010)