PRENDERE LE DISTANZE Come ci si può e ci si deve opporre a una guerra di aggressione priva di sbocchi E' in atto, su una rete telematica internazionale del Movimento per la pace, una campagna per l'astensione dall'acquisto di prodotti americani e inglesi come forma di pressione sui due paesi che hanno mosso guerra allo stato iracheno. In Italia e' stata avviata una campagna analoga promossa dalla Rete Lilliput e sostenuta da varie associazioni. Le conseguenze della guerra irachena Gli Stati Uniti, insieme alla Gran Bretagna e a pochi altri paesi (che hanno messo a disposizione piccoli contingenti di truppe), sono impegnati in una guerra molto sanguinosa e dispendiosa in Iraq, che ha già causato gravissimi danni in tutto il paese (alcune città sono state praticamente distrutte) e ucciso, secondo una statistica pubblicata di recente nella rivista inglese The Lancet, circa centomila civili (in gran parte vittime dei bombardamenti e delle battaglie che si svolgono nelle strade). Ai morti bisogna aggiungere i feriti, che stanno, in generale, in un rapporto da 5 a 10 volte superiore rispetto ai primi. Le perdite americane Le perdite americane sono molto inferiori, ma ascendono tuttavia anch’esse a 1300 morti e a una cifra da 5 a 10 volte superiore di feriti. I falsi scopi o pretesti della guerra Lo stesso governo americano ha ammesso che le armi di distruzione di massa che sarebbero state in possesso di Saddam Hussein non esistevano affatto e che tutti i responsabili dell’attacco alle Torri Gemelle di New York provenivano da altri paesi arabi (in gran parte dall’Arabia Saudita) e non avevano nulla a che fare con l’Iraq. Le vere ragioni sono altre Gli scopi dell’aggressione angloamericana a uno stato che era stato tenuto sotto sorveglianza per dodici anni e che non poteva certo costituire un pericolo per la popolazione degli stati aggressori erano ben diversi, e si possono suddividere, salvo ulteriori precisazioni, in due gruppi principali di fattori. Il controllo delle risorse petrolifere Il primo è rappresentato dalle ingenti risorse petrolifere contenute nel sottosuolo iracheno e che possono essere di importanza vitale per un paese letteralmente assetato di benzina e di altre specie di idrocarburi come gli Stati Uniti d’America. e una strategia intesa ad affermare la propria supremazia su tutto il pianeta Il secondo è di natura geopolitica e si collega alla politica americana di espansione militare in Asia e più in generale in tutto il mondo. Le forze aeronavali americane sono disseminate in tutti i continenti e nella maggior parte dei paesi del mondo. Esse costituiscono, nel loro insieme, una rete che permette alle forze armate e alle agenzie spionistiche americane di tenere sotto il loro controllo la maggior parte dei paesi del mondo. L’Iraq, che è situato al centro della regione medio-orientale, presenta un interesse particolare da questo punto di vista. La democrazia internazionale e la pace Questa politica di espansione territoriale deve essere contrastata, con mezzi esclusivamente pacifici, e cioè nonviolenti, da tutti i paesi e in tutte le parti del mondo. E ciò per due ragioni fondamentali: che essa minaccia la libertà e l’indipendenza politica delle nazioni e costituisce un focolaio permanente di guerre che minacciano la pace del mondo. La necessità di una presa di distanza Per indurre il governo americano a recedere da questa politica avventurosa e potenzialmente gravida di pericoli per tutti i paesi del mondo, può essere necessario, in determinate circostanze (e questa è certamente una di esse), ricorrere a mezzi che, pur essendo del tutto non violenti, possono esercitare una certa pressione sul governo e sul popolo americano con quella che si potrebbe chiamare una “presa di distanza” da parte di tutti gli altri paesi e popoli del mondo. che dovrebbe assumere la forma di un boicottaggio delle merci americane Essa dovrebbe assumere, in particolare, la forma di un’astensione la più larga possibile dagli acquisti di prodotti di marche americane, come pure di prodotti finanziari emessi dal tesoro americano o da ditte americane e reperibili sulle borse di tutto il mondo. La nostra gratitudine nei confronti degli Stati Uniti Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un grande paese, che ha preceduto tutti gli altri, nel corso dell’età moderna, sulla via delle istituzioni democratiche e repubblicane, e a cui dobbiamo, almeno in parte (poiché non sono stati i soli a sconfiggere i demoni della follia nel corso della seconda guerra mondiale), la possibilità di vivere in libertà e di usufruire di tutta una serie di altri vantaggi. che si trovano però, attualmente, su una strada sbagliata Ma riteniamo che essi si trovino attualmente, in seguito agli errori commessi dal loro governo, e, in parte, anche da quelli che lo avevano preceduto, su una strada fondamentalmente sbagliata, che sfigura la loro immagine agli occhi del mondo, e ci proponiamo di aiutarli a ritrovare, al più presto possibile, quella giusta, o comunque compatibile con le esigenze di tutti gli altri paesi, tirando, da parte nostra, tutte le conseguenze possibili e necessarie da ciò che stanno facendo, e dando loro un esempio del modo in cui si possono usare mezzi pacifici in vista del conseguimento di obbiettivi ugualmente pacifici, nell’interesse comune di tutti i popoli del mondo. L’impegno delle Ong umanitarie Molte organizzazioni non governative, alcune delle quali partecipano a questa campagna, sono impegnate in diverse parti del mondo, nel tentativo di portare soccorso a popolazioni decimate dalla fame, dalle malattie, dalla mancanza di mezzi e di risorse, e spesso anche dalle conseguenze delle guerre che imperversano nei loro paesi. Il mercato delle armi Spesso queste guerre sono alimentate dalle grandi potenze industriali, che non si peritano di esportare, a fini di lucro, grandi quantità di armi e di forniture militari in tutti gli altri paesi del mondo. Gli Stati Uniti occupano il primo posto fra questi “mercanti di morte”, ma molti altri stati, come l’Inghilterra, la Francia, la Russia e (seppure in misura più limitata) anche il nostro paese, partecipano a questo genere di commercio che non è meno, ma forse ancora più pericoloso di quello delle droghe e di altre sostanze nocive alla salute degli esseri umani. La resistenza alle guerre di aggressione Ma ancora più perniciose del commercio delle armi, in quanto non colpiscono solo la vita e la salute degli esseri umani, ma minacciano direttamente anche l’indipendenza dei loro paesi d’origine, a cui essi tengono, a volte, più ancora che alla vita stessa, sono le guerre di aggressione condotte in prima persona dalle grandi potenze, in aperta violazione della Carta dell’ONU (come è avvenuto per l'appunto in questa occasione), a cui esse dovrebbero attenersi strettamente, se non altro per dare l’esempio, come e più ancora delle piccole. I compiti del Movimento Nonviolento Il Movimento Nonviolento, che si propone di limitare e di ridurre al minimo tutti gli inconvenienti che sono stati elencati in questo volantino, sente il dovere di impegnarsi anche, e in primo luogo, negli sforzi intesi a contrastare, con mezzi esclusivamente pacifici, le azioni dirette ad assoggettare altri popoli e a privarli della loro libertà e delle risorse materiali di cui essi possono disporre. Un appello al popolo americano Invitiamo quindi tutti i nostri connazionali, a prescindere dalle loro affiliazioni politiche e religiose, ad aderire alla campagna a cui abbiamo dato vita, insieme ad altre associazioni italiane, e che è stata promossa con argomenti impeccabili anche in altri paesi, con cui ci proponiamo di indurre il popolo americano, i suoi operai e i suoi studenti, i suoi intellettuali e i suoi tecnici, i suoi uomini e le sue donne, a dissociarsi dalla politica guerrafondaia del loro governo, e a fare in modo che esso ritiri al più presto le sue truppe dall’Iraq, lasciando che i cittadini di quel paese risolvano fra loro, in uno spirito di unità e di concordia, e con l’aiuto disinteressato degli operatori umanitari di altri paesi, che sono al corrente delle sofferenze a cui sono stati sottoposti da molti anni a questa parte, i problemi che li riguardano. Un elenco provvisorio delle merci da boicottare L’elenco che forniamo di alcuni dei prodotti americani e inglesi che si trovano più facilmente nei nostri supermercati, che è stato redatto dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (Pisa), collegato alla Rete Lilliput, ha un carattere puramente indicativo, e sarà integrato quanto prima da un repertorio più completo e più dettagliato, che potrà servire da strumento di consultazione a tutti coloro che sentono il bisogno e comprendono la necessità di aderire a questa campagna. Essa non è fine a sé stessa e non intende colpire in nessun modo questa o quella ditta particolare, che può, ma potrebbe anche non essere coinvolta direttamente nelle colpe del proprio governo. Essa, inoltre, avrà termine, non appena l’ultimo soldato americano avrà lasciato l’Iraq, in cui si è stabilito, in modo del tutto illegittimo, come forza di occupazione straniera, per ritornarvi magari domani, in abiti civili, come ospite o pellegrino, dopo avere chiesto perdono a quel popolo martoriato e al governo che, come si può sperare, esso si sarà dato liberamente in questo frattempo (ciò che non potrà certo avvenire nelle elezioni che dovrebbero tenersi alla fine di gennaio). Un esempio per l’avvenire La campagna irachena, con le distruzioni immani che ha operato, e con le decine di migliaia di morti e le centinaia di migliaia di feriti che ha causato nella popolazione civile, dovrà servire da esempio, per tutto l’avvenire (a cominciare, naturalmente, dagli Stati Uniti d’America e dai loro alleati, ma anche a tutti gli altri paesi e popoli del mondo), del modo in cui non ci si deve comportare nelle relazioni internazionali; e segnare, coi suoi effetti, una svolta decisiva nella storia del nostro mondo, come una soglia che non dovrà mai, in nessuna circostanza, essere oltrepassata e come un limite insuperabile alle ambizioni e alle prepotenze a cui le grandi nazioni sono state spesso, e potranno ancora essere, tentate di indulgere, e su cui dovrà vigilare, d’ora in avanti, l’attenzione costante e rigorosa di tutta l’umanità non violenta. Ecco la lista dei 16 prodotti che ti invitiamo a non acquistareQuesto elenco è stato stilato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo (autore del libro "GUIDA AL CONSUMO CRITICO" edito da EMI - Bologna)PRODOTTO MARCA MULTINAZIONALE Banane Del Monte Fresh Del Monte Banane Dole Dole Maionese e salse Liebig Campbell Tonno e sardine Mare Blu Heinz Sottilette e formaggi Kraft Altria (ex Philip Morris) Cereali Kellogg's Kellogg Cioccolatini M&M Mars Bibite Coca Cola Coca Cola Bibite Gatorade PepsiCo Carta assorbente Scottex Kimberly-Clark Carta assorbente Tenderly Georgia Pacific Anitra WC Johnson Wax Johnson Wax Detersivo Soflan Colgate Palmolive Bagnoschiuma Badedas Sara Lee Assorbenti Lines Procter&Gamble Assorbenti Carefree Johnson&Johnson (fonte: www.nonviolenti.org)
Boicottare la guerra con il boicottaggio
PRENDERE LE DISTANZE Come ci si può e ci si deve opporre a una guerra di aggressione priva di sbocchi E' in atto, su una rete telematica internazionale del Movimento per la pace, una campagna per l'astensione dall'acquisto di prodotti americani e inglesi come forma di pressione sui due paesi che hanno mosso guerra allo stato iracheno. In Italia e' stata avviata una campagna analoga promossa dalla Rete Lilliput e sostenuta da varie associazioni. Le conseguenze della guerra irachena Gli Stati Uniti, insieme alla Gran Bretagna e a pochi altri paesi (che hanno messo a disposizione piccoli contingenti di truppe), sono impegnati in una guerra molto sanguinosa e dispendiosa in Iraq, che ha già causato gravissimi danni in tutto il paese (alcune città sono state praticamente distrutte) e ucciso, secondo una statistica pubblicata di recente nella rivista inglese The Lancet, circa centomila civili (in gran parte vittime dei bombardamenti e delle battaglie che si svolgono nelle strade). Ai morti bisogna aggiungere i feriti, che stanno, in generale, in un rapporto da 5 a 10 volte superiore rispetto ai primi. Le perdite americane Le perdite americane sono molto inferiori, ma ascendono tuttavia anch’esse a 1300 morti e a una cifra da 5 a 10 volte superiore di feriti. I falsi scopi o pretesti della guerra Lo stesso governo americano ha ammesso che le armi di distruzione di massa che sarebbero state in possesso di Saddam Hussein non esistevano affatto e che tutti i responsabili dell’attacco alle Torri Gemelle di New York provenivano da altri paesi arabi (in gran parte dall’Arabia Saudita) e non avevano nulla a che fare con l’Iraq. Le vere ragioni sono altre Gli scopi dell’aggressione angloamericana a uno stato che era stato tenuto sotto sorveglianza per dodici anni e che non poteva certo costituire un pericolo per la popolazione degli stati aggressori erano ben diversi, e si possono suddividere, salvo ulteriori precisazioni, in due gruppi principali di fattori. Il controllo delle risorse petrolifere Il primo è rappresentato dalle ingenti risorse petrolifere contenute nel sottosuolo iracheno e che possono essere di importanza vitale per un paese letteralmente assetato di benzina e di altre specie di idrocarburi come gli Stati Uniti d’America. e una strategia intesa ad affermare la propria supremazia su tutto il pianeta Il secondo è di natura geopolitica e si collega alla politica americana di espansione militare in Asia e più in generale in tutto il mondo. Le forze aeronavali americane sono disseminate in tutti i continenti e nella maggior parte dei paesi del mondo. Esse costituiscono, nel loro insieme, una rete che permette alle forze armate e alle agenzie spionistiche americane di tenere sotto il loro controllo la maggior parte dei paesi del mondo. L’Iraq, che è situato al centro della regione medio-orientale, presenta un interesse particolare da questo punto di vista. La democrazia internazionale e la pace Questa politica di espansione territoriale deve essere contrastata, con mezzi esclusivamente pacifici, e cioè nonviolenti, da tutti i paesi e in tutte le parti del mondo. E ciò per due ragioni fondamentali: che essa minaccia la libertà e l’indipendenza politica delle nazioni e costituisce un focolaio permanente di guerre che minacciano la pace del mondo. La necessità di una presa di distanza Per indurre il governo americano a recedere da questa politica avventurosa e potenzialmente gravida di pericoli per tutti i paesi del mondo, può essere necessario, in determinate circostanze (e questa è certamente una di esse), ricorrere a mezzi che, pur essendo del tutto non violenti, possono esercitare una certa pressione sul governo e sul popolo americano con quella che si potrebbe chiamare una “presa di distanza” da parte di tutti gli altri paesi e popoli del mondo. che dovrebbe assumere la forma di un boicottaggio delle merci americane Essa dovrebbe assumere, in particolare, la forma di un’astensione la più larga possibile dagli acquisti di prodotti di marche americane, come pure di prodotti finanziari emessi dal tesoro americano o da ditte americane e reperibili sulle borse di tutto il mondo. La nostra gratitudine nei confronti degli Stati Uniti Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un grande paese, che ha preceduto tutti gli altri, nel corso dell’età moderna, sulla via delle istituzioni democratiche e repubblicane, e a cui dobbiamo, almeno in parte (poiché non sono stati i soli a sconfiggere i demoni della follia nel corso della seconda guerra mondiale), la possibilità di vivere in libertà e di usufruire di tutta una serie di altri vantaggi. che si trovano però, attualmente, su una strada sbagliata Ma riteniamo che essi si trovino attualmente, in seguito agli errori commessi dal loro governo, e, in parte, anche da quelli che lo avevano preceduto, su una strada fondamentalmente sbagliata, che sfigura la loro immagine agli occhi del mondo, e ci proponiamo di aiutarli a ritrovare, al più presto possibile, quella giusta, o comunque compatibile con le esigenze di tutti gli altri paesi, tirando, da parte nostra, tutte le conseguenze possibili e necessarie da ciò che stanno facendo, e dando loro un esempio del modo in cui si possono usare mezzi pacifici in vista del conseguimento di obbiettivi ugualmente pacifici, nell’interesse comune di tutti i popoli del mondo. L’impegno delle Ong umanitarie Molte organizzazioni non governative, alcune delle quali partecipano a questa campagna, sono impegnate in diverse parti del mondo, nel tentativo di portare soccorso a popolazioni decimate dalla fame, dalle malattie, dalla mancanza di mezzi e di risorse, e spesso anche dalle conseguenze delle guerre che imperversano nei loro paesi. Il mercato delle armi Spesso queste guerre sono alimentate dalle grandi potenze industriali, che non si peritano di esportare, a fini di lucro, grandi quantità di armi e di forniture militari in tutti gli altri paesi del mondo. Gli Stati Uniti occupano il primo posto fra questi “mercanti di morte”, ma molti altri stati, come l’Inghilterra, la Francia, la Russia e (seppure in misura più limitata) anche il nostro paese, partecipano a questo genere di commercio che non è meno, ma forse ancora più pericoloso di quello delle droghe e di altre sostanze nocive alla salute degli esseri umani. La resistenza alle guerre di aggressione Ma ancora più perniciose del commercio delle armi, in quanto non colpiscono solo la vita e la salute degli esseri umani, ma minacciano direttamente anche l’indipendenza dei loro paesi d’origine, a cui essi tengono, a volte, più ancora che alla vita stessa, sono le guerre di aggressione condotte in prima persona dalle grandi potenze, in aperta violazione della Carta dell’ONU (come è avvenuto per l'appunto in questa occasione), a cui esse dovrebbero attenersi strettamente, se non altro per dare l’esempio, come e più ancora delle piccole. I compiti del Movimento Nonviolento Il Movimento Nonviolento, che si propone di limitare e di ridurre al minimo tutti gli inconvenienti che sono stati elencati in questo volantino, sente il dovere di impegnarsi anche, e in primo luogo, negli sforzi intesi a contrastare, con mezzi esclusivamente pacifici, le azioni dirette ad assoggettare altri popoli e a privarli della loro libertà e delle risorse materiali di cui essi possono disporre. Un appello al popolo americano Invitiamo quindi tutti i nostri connazionali, a prescindere dalle loro affiliazioni politiche e religiose, ad aderire alla campagna a cui abbiamo dato vita, insieme ad altre associazioni italiane, e che è stata promossa con argomenti impeccabili anche in altri paesi, con cui ci proponiamo di indurre il popolo americano, i suoi operai e i suoi studenti, i suoi intellettuali e i suoi tecnici, i suoi uomini e le sue donne, a dissociarsi dalla politica guerrafondaia del loro governo, e a fare in modo che esso ritiri al più presto le sue truppe dall’Iraq, lasciando che i cittadini di quel paese risolvano fra loro, in uno spirito di unità e di concordia, e con l’aiuto disinteressato degli operatori umanitari di altri paesi, che sono al corrente delle sofferenze a cui sono stati sottoposti da molti anni a questa parte, i problemi che li riguardano. Un elenco provvisorio delle merci da boicottare L’elenco che forniamo di alcuni dei prodotti americani e inglesi che si trovano più facilmente nei nostri supermercati, che è stato redatto dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (Pisa), collegato alla Rete Lilliput, ha un carattere puramente indicativo, e sarà integrato quanto prima da un repertorio più completo e più dettagliato, che potrà servire da strumento di consultazione a tutti coloro che sentono il bisogno e comprendono la necessità di aderire a questa campagna. Essa non è fine a sé stessa e non intende colpire in nessun modo questa o quella ditta particolare, che può, ma potrebbe anche non essere coinvolta direttamente nelle colpe del proprio governo. Essa, inoltre, avrà termine, non appena l’ultimo soldato americano avrà lasciato l’Iraq, in cui si è stabilito, in modo del tutto illegittimo, come forza di occupazione straniera, per ritornarvi magari domani, in abiti civili, come ospite o pellegrino, dopo avere chiesto perdono a quel popolo martoriato e al governo che, come si può sperare, esso si sarà dato liberamente in questo frattempo (ciò che non potrà certo avvenire nelle elezioni che dovrebbero tenersi alla fine di gennaio). Un esempio per l’avvenire La campagna irachena, con le distruzioni immani che ha operato, e con le decine di migliaia di morti e le centinaia di migliaia di feriti che ha causato nella popolazione civile, dovrà servire da esempio, per tutto l’avvenire (a cominciare, naturalmente, dagli Stati Uniti d’America e dai loro alleati, ma anche a tutti gli altri paesi e popoli del mondo), del modo in cui non ci si deve comportare nelle relazioni internazionali; e segnare, coi suoi effetti, una svolta decisiva nella storia del nostro mondo, come una soglia che non dovrà mai, in nessuna circostanza, essere oltrepassata e come un limite insuperabile alle ambizioni e alle prepotenze a cui le grandi nazioni sono state spesso, e potranno ancora essere, tentate di indulgere, e su cui dovrà vigilare, d’ora in avanti, l’attenzione costante e rigorosa di tutta l’umanità non violenta. Ecco la lista dei 16 prodotti che ti invitiamo a non acquistareQuesto elenco è stato stilato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo (autore del libro "GUIDA AL CONSUMO CRITICO" edito da EMI - Bologna)PRODOTTO MARCA MULTINAZIONALE Banane Del Monte Fresh Del Monte Banane Dole Dole Maionese e salse Liebig Campbell Tonno e sardine Mare Blu Heinz Sottilette e formaggi Kraft Altria (ex Philip Morris) Cereali Kellogg's Kellogg Cioccolatini M&M Mars Bibite Coca Cola Coca Cola Bibite Gatorade PepsiCo Carta assorbente Scottex Kimberly-Clark Carta assorbente Tenderly Georgia Pacific Anitra WC Johnson Wax Johnson Wax Detersivo Soflan Colgate Palmolive Bagnoschiuma Badedas Sara Lee Assorbenti Lines Procter&Gamble Assorbenti Carefree Johnson&Johnson (fonte: www.nonviolenti.org)