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Sacrifici umani, per il vitello d’oro 

Post n°3 pubblicato il 28 Febbraio 2006 da croceviadeipopoli

“Dicono le statistiche che a Benin City, in Nigeria non c’è famiglia che non abbia un suo membro che non si prostituisca all’estero. Qui da noi le prostituite nigeriane erano molto più presenti alcuni anni fa. Ora sono state sostituita da quelle che vengono dai paesi dell’est: Albania, Romania, Moldavia, innanzitutto. Intanto in Cambogia occorre mettere guardie davanti alle scuole e ad asili perché i bambini spariscono. Si dice che molti di loro siano poi ammazzati per incrementare il mercato di organi. Esiste perfino un listino prezzi: il fegato di un africano costa meno di uno asiatico e molto meno di uno europeo. Un cuore fruttava dai 25 ai 30 milioni, la metà un rene o una cornea. Centinaia di bambini afgani, di età compresa fra i 4 e i 10 anni, sono stati usati come “pezzi di ricambio” e poi gettati morti per strada o nei fossati. Nel Jornal do Brasil del 4 aprile 2002 un famoso giurista brasiliano, De­nasio de Jesus, citando un deputato francese, afferma che dei quattro mila bambini brasiliani adottati irregolarmente da coppie italiane tra il 1988 e il 2001, appena mille sarebbero ancora vivi. Gli altri sarebbero in maggioranza serviti come donatori di organi. Recentemente si è affermata la figura del ‘broker’, una sorta di uomo d’affari internazionale, spesso legato al crimine organizzato, che lavora a stretto contatto con i ‘cacciatori’ locali di organi. Intanto in Albania si indaga sulla scomparsa di 4000 bambini, molti dei quali sarebbero stati esportati in Italia e in Grecia. Alcuni per essere adottati illegalmente, altri per servire a procurare organi. In Benin e nei paesi vicini in Africa occidentale sta divenendo sempre più preoccupante il fenomeno dei ragazzi venduti dai genitori a mercanti che poi li faranno lavorare come schiavi nei campi. Il giro di affari della tratta sarebbe inferiore soltanto a quello della droga.

Chi è stato capace di uscire da questo circolo spaventoso racconta storie incredibili. Persone vendute a più riprese da una cosca all’altra. Stupri di gruppo. Violenze senza fine. Un girone infernale che niente ha da invidiare alle forme tradizionali di schiavitù.

Se poi volessimo andare oltre, dovremmo soffermarci sui bambini costretti a lavorare in ambienti malsani per decine di ore al giorno e tenuti segregati per paura che fuggano.

Poi c’è il turismo sessuale. Gente che va in paesi come Cuba, Brasile o Tailandia soltanto per poter darsi a questo sport, a poco costo, usando ragazze e ragazzi di questi paesi come fossero loro proprietà.

Racconta la Bibbia che dopo il diluvio universale, Dio ha fatto un patto con l’uomo, impegnandosi a non permettere mai più diluvi che distruggano l’umanità. E su questo patto - continua - ha posto come sigillo l’arcobaleno. Perché la prima reazione di fronte a queste cifre è proprio quella della rabbia, della voglia di rompere tutto. Di gridare a tutta voce che questo non è un mondo umano, ma fatto da esseri peggiori delle stesse bestie.

Ma occorre anche ragionare e capire che dietro questi fenomeni esiste una precisa ideologia: quella che ha posto il profitto al di sopra di tutto. Anche del diritto, anche della vita. E questo comporta una sorta di discesa agli inferi dell’umanità. La tratta degli schiavi, il commercio di organi, la pedofilia organizzata sono l’altra faccia (quella vera, proprio perché è la peggiore) della mercificazione di tutto, anche dei diritti e dei beni comuni. In un mondo che privilegia l’avere sull’essere, che ogni giorno offre sacrifici al vitello d’oro del mercato e della finanza, che fa della proprietà privata un idolo e del successo economico il metro per misurare le persone, perché meravigliarsi se anche i bambini diventano oggetti da sacrificare sull’altare del guadagno ad ogni costo?

fonte: Solidarietà internazionale

 
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